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Articoli per la rivista Italia Uomo Ambiente di Pronatura Firenze

Da agosto 2018 Gabbie Vuote collabora con la Rivista Italia Uomo Ambiente di Pronatura Firenze

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La Gallina

Siamo certi di conoscerla?


Zang Huating, zoologa dell'Università di Henan in Cina, ha passato anni ad addestrare galline con l'itento di riuscire a comprendere che cosa fossero in grado di imparare. I risultati sono stati stupefacenti. Dopo aver acquistato 5 galline al supermercato, le porta ad esibirsi in diverse mostre per dimostrare che anche le galline sono animali intelligenti.

Quindi la gallina è un animale intelligente,  sociale e sensibile ama molto essere coccolata, cerca il contatto e l'affetto e crea con le persone un legame profondo. Comunica con i propri simili emettendo il classico verso del “chiocciare” ma non è certamente l’unico; per ogni situazione c’è un verso preciso. In natura vivrebbe in gruppi di sette-otto individui sviluppando relazioni durature e organizzando attività collettive come ad esempio: la ricerca del cibo raspando il terreno in modo da limarsi anche le unghie, il riparo tra gli alberi in particolare la notte, i bagni di polvere per liberarsi dai parassiti.

Tom Regan, filosofo americano, uno dei maggiori teorici del movimento animalista mondiale, ha scritto che le galline sono sicuramente gli animali più diffamati ed oltraggiati sulla faccia della terra e, altrettanto sicuramente, sono tra gli uccelli più intelligenti e sociali.

Le galline stanno tornando pian piano a fare la loro comparsa anche in aree urbane, nelle case, arrivando ad occupare il quarto posto tra gli animali d'affezione dopo cane, gatto e coniglio.
La gallina è anche  l'animale più sfruttato e massacrato al mondo. La vita media di una gallina in natura è tra i 5 e gli 11 anni, nell'allevamento intensivo di 1 o 2 anni.

In Italia si allevano 34.963.657 (Commissione europea 2018) di galline ovaiole di cui il 62% passa la breve vita in una delle  piccole gabbie  allineate su più piani all'interno di enormi capannoni senza luce, in totale compromissione dei loro bisogni.

Stipate a migliaia, costrette su un pavimento a rete metallica dove non possono neppure appoggiare le zampe e che provoca loro ferite e deformazioni. Non possono spiegare completamente le ali, sono soggette a forti stress, spesso si ammalano e muoiono nelle gabbie.

Le investigazioni svolte dalle associazioni hanno scoperto ambienti sporchi, mai lavati, con topi vivi che passano fra le gabbie e topi morti sul pavimento del capannone. Galline ulcerate, con la pelle arrossata e rovinata dall'ammoniaca prodotta dalle deiezioni, con perdite di piume sul corpo e sulle ali, galline morte, cadaveri in putrefazione. Presenza massiccia e invasiva di acari rossi che ricoprono ogni centimetro dell'allevamento e tormentano gli animali per nutrirsi del loro sangue. Uova e galline totalmente ricoperte.

A causa dell'elevato livello di stress, dell'ambiente povero e della forte promiscuità che porta alla pica delle penne e al cannibalismo, i pulcini femmina destinati alla produzione di uova, entro i primi 10 giorni di vita vengono sottoposti al debeccaggio senza anestesia, con una lama arroventata a 650-750°. Essendo il becco rico di terminazioni nervose l'operazione comporta dolori acuti e cronici.

Le galline inoltre soffrono di fragilità ossea e osteoporosi che causano fratture fino al 30% degli animali per il depapauperamento del calcio impiegato nella deposizione delle uova a ritmi intensi. I loro arti si deformano e le loro unghie crescono a tal punto da attorcigliarsi alle gabbie. La luce artificiale è tenuta accesa 24 ore su 24 per indurre l'animale a nutrirsi senza sosta. In queste condizioni le galline impazziscono letteralmente.

Appena una gallina diminusce la produttività, verso i 15/16 mesi di vita,  viene mandata al macello per diventare carne di seconda scelta.

Ma la sorte più orribile, indegna di una società che si ritiene evoluta, è quella destinata ai pulcini maschi. I pulcini maschi non producono uova e, se risparmiati, in quanto produttori di carne avrebbero un costo di mantenimento elevato rispetto a un accrescimento lento.
Quindi, subito dopo la schiusa delle uova, attraverso il colore del piumaggio o il cosidetto "sessaggio alla cloaca", avviene la separazione tra maschi e femmine.

Ogni anno in Italia si uccidono più di 40 milioni di pulcini maschi appena nati considerati scarti di produzione. Nel mondo sono 525 milioni. Passano dall’incubatrice alla macchina tritapulcini a lame rotanti dove vengono tritati vivi, oppure gassificati con l'anidride carbonica (il nazismo insegna ancora).
I metodi suddetti sono legali ma usarli per uccidere una creatura che dovrebbe ispirare bellezza e tenerezza, denota quanto ancora la nostra coscienza debba crescere perchè l'uomo ocidentale, che presume di insegnare al mondo, possa chiamarsi civile, meno che mai etico.

Accanto ai comportamenti raccapriccianti, violenti e moralmente insostenibili, esistono però anche buone pratiche. Lente da   raggiungere e limitate ma pur sempre passi avanti per raggiungere quel concetto che nell'art. 13 del Trattato di Lisbona l'Unione Europea ha definito:  animali esseri senzienti. Lo ha definito, ma viene rispettato? Viene fatto rispettare?

Sugli scaffali dei supermercati italiani e mondiali è sempre più difficile trovare uova di galline allevate in gabbia. Dopo la Coop che per prima ha fatto questa scelta, altre insegne si sono aggiunte come Esselunga, Auchan,  Lidl (che si impegna ad eliminare le gabbie sia dall'assortimento di uova in guscio sia dagli ingredienti usati in tutti i propri prodotti). Il premio è stato consegnato anche al Gruppo Sabbatani produttore di circa 350 milioni di uova ogni anno che si impegna a eliminare le gabbie da tutte le proprie filiere produttive.

In Paesi come Svizzera, Germania, Austria, Francia l’allevamento in gabbia per le galline ovaiole è quasi del tutto scomparso.  In Germania sono allevate all’aperto oltre 9 milioni di galline. In Olanda più di 5 milioni. Alti standard sono promossi da Lussemburgo, Svezia, Danimarca, Regno Unito.

In Belgio (Vallonia) dal 2028 sarà vietato allevare galline in gabbia.
Dal 2020 mai più uccisioni dei pulcini maschi per l’industria delle uova americana. Lo annuncia la United Egg Producers, associazione di categoria che racchiude il 95% del settore in tutti gli Stati Uniti.

Le Università di Lipsia e di Dresda e l'azienda tedesca Seleggt hanno sviluppato un sistema di identificazione del sesso dell'uovo prima della schiusa fornendo una soluzione all'abbattimento sistematico dei pulcini maschi. Il "sessaggio" avviene tramite uno spettroscopio molecolare Raman che, attraverso un piccolo foro praticato sul guscio dell'uovo con un laser, permette di esaminare il contenuto embrionale quando il sistema nervoso non è ancora svilupapto e la distruzione dell'uovo non provoca sofferenza. Se si tratta di una femmina il forellino viene sigillato e l'uovo va nell'incubatrice se si tratta di un maschio l'uovo viene scartato e può essere utilizzato per l'alimentazione animale o per l'industria chimica. Questa analisi è poco invasiva  si effettua in modo rapido ed economico.  Altro sistema, studiato in Germania, è quello che usa raggi infrarossi.

La Germania è stata in realtà il primo paese a muoversi dopo il varo di una specifica legge, tutti gli incubatoi dal 2016 utilizzano le nuove tecnologie che permettono di non uccidere i pulcini maschi e dal 2017 è stato vietato il taglio del becco per galline e tacchini.

In Francia  è stato depositato un disegno di legge per salvare i pulcini che il Ministero dell'Agricoltura ha segnalato come prioritario stanziando un fonndo specifico.

Il Lussemburgo ha vietato l'uccisione sistematica dei pulcini maschi in tutti gli incubatoi per allevamenti di galline ovaiole

Altri metodi per distinguere il maschio dalla femmina sono stati sviluppati in Corea del Sud attraverso la manipolazione genetica rendendo fosforescenti gli embrioni indesiderati.
Un altro sistema per salvare i pulcini è quello di ricorrere a razze cosiddette ambivalenti dove i maschi sono utilizzati come polli da carne, strada seguita dalla Coop svizzera.

Negli Stati Uniti la UEP, la più grande associazione statunitense di produttori di uova (80 miliardi di uova in un anno) ha firmato un accoro con gli animalisti della Human League per porre termine a una "pratica barbarica" eliminando l'abbattimento dei pulcini maschi delle galline ovaiole entro il 2020. Molti marchi del settore come Unilever, hanno dichiarato che per le loro uova nessun pulcino veniva ucciso.

La strada è lunga per raggiungere le buone teorie che, in Italia, si avvalgono di deroghe, eccezioni, mancanza di controlli, ma, come ha pronosticato Tom Regan nel suo libro Gabbie Vuote: "Di fronte  a noi si erge un'enorme muraglia rappresentata dall'oppressione perpetrata a danno degli animali. Abbiamo un obiettivo primario, rendere questa muraglia un ricordo del passato. C'è solo un piccolo problema: non c'è modo di raggiungere questo obiettivo tutto in una volta o in breve tempo. Cosa possiamo fare allora? Proseguendo con questa immagine, propongo che la muraglia venga progressivamente abbattuta togliendo un mattone per volta".

Alcuni video per approfondimenti:




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