Vai ai contenuti


GLI ANIMALI IN ITALIA


(chi sono, come vivono, buone pratiche, proposte)

img
 vai all'indice>> 

 

 

 

 

Sono la terra.

I miei occhi sono il cielo,

le mie membra gli alberi.

Sono la roccia, la profondità

dell’acqua, non sono qui per

dominare la Natura.

Io stesso sono la Natura.

 

Tribù degli Hopi, nativi americani.

 

 

 

 

img

 

 

 

SCOPO

 

“Ogni grande movimento conosce tre fasi: prima viene ridicolizzato, poi discusso ed infine adottatoJohn Stuart Mill

 

 

“Solo quelli che sono così folli da pensare di cambiare il mondo, lo cambiano davveroAlbert Einstein

 

Lo scopo di questa relazione, non esauriente, non completa, sicuramente imperfetta, è far conoscere gli animali, chi sono e come vivono, per offrire a ognuno di noi la facoltà di scegliere.

Per essere informati e consapevoli delle sofferenze e delle ingiustizie che pratichiamo su esseri senzienti, dovere morale imprescindibile tanto quanto trarne le dovute conseguenze.

Per proporre a chi amministra l'Italia, dall’istituzione più piccola alla più grande, una traccia: per annullare l'enorme sofferenza di milioni di esseri maltrattati, amputati, imprigionati, seviziati, barbaramente uccisi; per offrire una vita migliore ai cittadini che li amano; per concedere maggiore dignità ad ogni essere umano.

Per avanzare in quella strada lunga e tortuosa che va dall'antropocentrismo al biocentrismo, dallo specismo all’antispecismo (come stiamo ancora facendo per il sessismo e il razzismo), cancellando il pregiudizio, consegnando alla nostra coscienza la capacità di esistere e avanzando verso quel futuro lontano che potremmo avere e che stiamo distruggendo con le nostre mani.  https://www.youtube.com/watch?v=bWo3NPRM6nM

Purtroppo l’antropocentrismo su cui essenzialmente si basa la quasi totalità del Diritto in ogni luogo e in ogni epoca, con la prepotente pressione degli interessi economici, rende la questione dei diritti inconciliabile con una sua applicazione al mondo degli animali. Esempio: il diritto fondamentale alla vita per l’uomo non è fondamentale e spesso neppure diritto per gli animali. https://www.studiocataldi.it/guide_legali/i-diritti-degli-animali/

La società umana è diversificata per storia, abitudini, cultura, interessi, religioni, subisce pressioni, oscurantismi, condizionamenti, anche nei confronti dei propri conspecifici. Praticare l’alto valore del rispetto di ogni vita è un processo pieno di ostacoli, ma sempre possibile. Menti illuminate, pensieri liberi, coscienze creative e cuore aperto, lo hanno dimostrato. Una visione che cancellerebbe in gran parte l’odio e la violenza e permetterebbe il raggiungimento di quella visione morale propedeutica alla pace. Il Buthan, il paese più felice del mondo e modello di vita sostenibile che antepone il FIL (Felicità Interna Lorda) al PIL (Prodotto Interno Lordo), ne è un esempio. https://www.youtube.com/watch?v=_hqTOO0dDtE 

Non si può pretendere né credere, che tutti, in una volta sola, si trasformino e abbraccino l’etica biocentrica. Non lo ha fatto Tom Regan, uno dei più grandi filosofi morali e animalisti del nostro tempo, che si è definito “temporeggiatore”. La tesi ”gli animali soggetti di una vita”, maturata nel tempo, è la sintesi della sua filosofia che ritiene impossibile considerare gli animali in relazione al loro presunto uso e non, come si dovrebbe, in relazione al loro valore intrinseco.

Senza dimenticare però che coloro che già rifiutano di vivere sulla sofferenza degli animali, in Italia sono oltre 6 milioni e che la stragrande maggioranza delle persone è contraria a tutte quelle pratiche che trasformano i viventi in macchine, cavie, strumenti, prodotti e li considera esseri senzienti con sentimenti ed emozioni (Art. 13 del Trattato di Lisbona sull’Unione Europea e Trattato sul funzionamento dell’Unione europea https://www.senato.it/application/xmanager/projects/leg17/file/repository/relazioni/libreria/novita/XVII/Trattato_sull_unione_europea.pdf)                                         e con coscienza (Dichiarazione di Cambridge http://fcmconference.org/img/CambridgeDeclarationOnConsciousness.pdf - in italiano http://www.animal-ethics.org/dichiarazione-di-cambridge-sulla-coscienza/).

Inoltre, sarebbe utile e opportuno, arrivare a un Testo Unico che raccolga, unifichi e coordini tutte le normative che riguardano gli animali e l'ambiente in modo che sia facile per chiunque, e non solo per gli addetti ai lavori, rispettare, far rispettare, denunciare e quindi rendere le leggi operative. Come è stato fatto dalla Francia che nel 2018 ha pubblicato il primo Codice giuridico dei diritti degli animali d'Europa. In più di mille pagine è stata raccolta tutta la legislazione in vigore riguardante gli animali https://www.lemonde.fr/planete/article/2018/03/21/le-premier-code-juridique-de-l-animal-voit-le-jour-en-france_5274284_3244.html.

Si sta aprendo la strada anche per il riconoscimento della personalità giuridica degli animali perché, come fa notare il filosofo Florence Burgat nella prefazione del Codice francese, “proteggere gli animali e rispettarne il benessere mentre li si uccide è un paradosso della nostra società”. Inoltre per alcuni animali vige una legge di comportamento, per altri no. Nascere maiale e non cane o gatto, è una sfortuna ma anche il cane e il gatto sono diversi per le leggi: il cane e il gatto di un laboratorio sono legalmente torturati mentre il cane e il gatto di famiglia sono legalmente protetti.

L'errore sta nel nostro atteggiamento a classificare/dividere non solo gli animali ma, come abbiamo fatto e ancora facciamo, con gli umani (padroni e schiavi/schiavismo, bianchi neri/razzismo, maschi femmine/sessismo...), secondo il nostro interesse: l’animale "da", come sottolinea Roberto Marchesini (filosofo, etologo, saggista): da lavoro, da guardia, d'affezione, da reddito, da terapia, da soccorso, da laboratorio, d'allevamento, da corsa, da guida, da carne, da latte, da uova, da caccia, da gara, da compagnia... E se li considerassimo invece semplicemente gli esseri viventi e senzienti con cui condividiamo il pianeta?

Prendi posizione, la neutralità favorisce sempre l’oppressore non la vittima, il torturatore non il torturato. Elie Wiesel, scrittore filosofo, superstite dell’Olocausto.

 

PREMESSA

 

“Tutta la nostra società è costruita sullo sfruttamento degli animali non umani: uccisi per l’alimentazione, vestiario, divertimenti di varia natura e ricerca scientifica, i non umani stanno al mondo sostanzialmente per garantire un benessere totale alla specie Homo sapiens”. “Tutta la società è costruita per dare spago alla violenza: e la violenza genera violenza. Se si vuole andare contro la violenza, espressione tipica dell’antropocentrismo, bisogna mettere in discussione la violenza in quanto tale; una delle più efferate, e forse la più priva di senso, è quella che Homo sapiens dedica agli animali”.

Leonardo Caffo in Fragile umanità.

 

Questo è il numero indicativo di animali uccisi in un minuto nel mondo soltanto dall'industria della carne, del latte e delle uova alle ore 13.20 del 28 ottobre 2018.

Questo conteggio non include i miliardi di pesci e altri animali marini uccisi annualmente. Numeri basati sulle statistiche pubblicate dalla Food and Agriculture Organization.

FAO - GLiPHA - Global Livestock Production and Health Atlas

 

Numero di animali uccisi al minuto nel mondo:

·        347.103 animali acquatici

·        177.003 polli

·        8.724 anatre

·        4.798 maiali

·        3.305 conigli

·        2.665 tacchini

·        2.056 oche

·        1.986 pecore

·        1.331 capre

·        1.126 mucche e vitelli

·        251 roditori

·        243 piccioni e altri uccelli

·        89 bufali

·        62 cani

·        15 gatti

·        15 cavalli

·        12 asini e muli

·        8 cammelli e camelidi

https://www.gabbievuote.it/vegetarismo-questo-sconosciuto.html

ma

"Ci sono esseri umani che riescono a comprendere solo le proprie sofferenze, i propri dolori ed i personali desideri. Vi sono altri individui che estendono questi sentimenti ai propri cari, ai familiari più intimi. Altre persone ancora allargano l'orizzonte della comprensione e della solidarietà agli individui della propria categoria, specie e razza. Esseri umani il cui sguardo ha la forza di attraversare i monti i mari e gli oceani, si prodigano per i disgraziati del mondo intero. Infine ci sono individui dalle fattezze sovrumane che somigliano ad extraterrestri: piccoli, verdi, con le antenne e tre occhi. Non lasciano tracce al suolo ed hanno un esiguo impatto ambientale. Vedono attraverso i muri ed il tempo: riescono a soffrire persino per un animale, si emozionano per il canto di un uccello e si appassionano per il destino di esseri viventi diversi da loro, brutti e lontani" (Animali a(r)mati di Stefano Apuzzo).

Questi individui disarmanti sono il futuro della società. Un sogno? Un'illusione? Un’utopia?  Pensare che la situazione in Italia, nel mondo, cambi dall'oggi al domani è sì utopia, non possiamo ottenere tutto e subito, ma un passo alla volta; camminare verso l’utopia rende il sentiero fertile, la coscienza ricca e la vita liberata.

Chi quotidianamente e attivamente si occupa di diritti animali tende a sviluppare, in virtù di una predisposizione naturale (vinciani), di una illuminazione (damasceni) o attraverso l’esperienza (temporeggiatori), un forte stato di empatia nei riguardi degli animali non umani; costui non pone mai una linea di demarcazione tra il dolore degli animali umani e quello degli animali non umani, riconosce ad entrambi pari dignità e pari diritto alla vita.

Questa straordinaria capacità di “sentire dentro”, di andare non solo verso l’altro, ma anche di portare costui nel proprio mondo, è un potente mezzo di cambiamento, uno strumento necessario a farci comprendere fino in fondo l’infinita sofferenza che si abbatte quotidianamente sugli animali.

 

 

Per generazioni le antiche culture tribali si sono tramandate in tutto il mondo il rispetto per l'Intelligenza della natura, l'idea cioè che ogni cosa è collegata (quella che molto più tardi avremmo definito la Teoria del Caos) e che non riceviamo la Terra in eredità dai genitori ma in prestito dai figli. Ritornare allo spirito iniziale, non soccombere alle tecnologie omologanti delle multinazionali che vedono negli esseri viventi materia di guadagno e, classificandosi come le maggiori concentrazioni di ricchezza al mondo, condizionano le scelte di tutti. Ormai lo sappiamo: i ricchi sono sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri. Non possiamo accettarlo, la Terra è patrimonio incontestabile dell'umanità tutta e ogni essere vivente ha il diritto di vivere la vita che gli è stata data.

 

In agricoltura, con la diffusione di pesticidi pericolosi come il glifosato che uccide le api ("Quando le api spariranno all'uomo resteranno solo 4 anni di vita". Albert Einstein) e nella caccia con il rilascio sul terreno, nell’acqua e nel corpo degli animali del piombo delle cartucce (dichiarato dall'OMS il più pericoloso dei veleni) e con tante altre pratiche abominevoli, si fa ricchezza, si condizionano le scelte, si governa l'umanità. Siamo arrivati a voler inserire nella nostra alimentazione tradizionale basata sulla dieta mediterranea Patrimonio immateriale dell'Umanità, anche gli insetti e i vermi. Perchè?

Con la popolazione mondiale destinata a crescere, dagli attuali 7 miliardi ai 9-10 miliardi di persone entro la metà del secolo, garantire l’accesso al cibo sufficiente per tutti è una delle più grandi sfide del nostro tempo. Siamo ormai abituati agli slogan dettati dagli interessi dell’industria agroalimentare, che sostengono come sia necessario aumentare la produzione. Con questo si intende generalmente rinchiudere gli animali in mega allevamenti, togliendoli dai pascoli sostituiti da cereali coltivati con l’aiuto di pesticidi chimici e fertilizzanti. Guadagnare sempre e comunque. Anche se si diventa obesi (710 milioni di persone nel mondo), anche se 821 milioni di persone, in continua crescita, soffrono la fame e la sottonutrizione (Rapporto The state of food security and nutrition in the world 2018).

Ciò che l’industria dell’allevamento intensivo non ammette è che il sistema attuale produca già sufficiente cibo per nutrire tutti, e anche di più. L’allevamento intensivo rappresenta un terzo della produzione globale ed è responsabile di alcuni dei maggiori danni alla salute pubblica e all’ambiente e della più grande inefficienza alimentare del pianeta. Infatti, fra i 17 obiettivi dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile stilata dall’ONU, compare il cosiddetto “target zero” che si propone di “porre fine alla fame, raggiungere la sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione e promuovere un’agricoltura sostenibile”.

Ribellarsi alle imposizioni dei detentori del potere economico e rispettivi adepti è facile, ogni individuo ha la possibilità di indirizzare il mercato con le proprie scelte.  Ognuno di noi può fare la differenza. Il metodo? Informarsi.

Considerare entità del tutto separate gli animali e la carne del loro corpo, rappresenta una contraddizione etica inaccettabile. Certamente non aiuta a conseguire "il pieno sviluppo della persona" (Art. 3 comma 2 della Costituzione) l'atto di immobilizzare, appendere, sgozzare, decapitare, spellare, eviscerare, segare, fare a pezzi, annegare, mutilare, infettare... corpi di animali. Pensiamo anche alla macellazione rituale di ebrei e musulmani che sacrifica gli animali coscienti per rispettare un superabile rito religioso, vecchio di millenni quando la scienza e la tecnologia non esistevano e che fagocita ogni legge sul benessere degli animali rendendola pura ipocrisia.

Occorre ripensare il modello di produzione del cibo. Oggi infatti il 50% dei cereali e il 90% della soia prodotti a livello globale servono a nutrire gli animali degli allevamenti e con l’acqua che si consuma per produrre un kg. di carne di manzo (15.500 litri) potrebbero essere prodotti 4,5 kg di riso, quasi 12 kg. di grano, 86 kg. di pomodoro, 52 litri di latte di soia. La capacità di un ettaro di produrre carne, latte e uova per sfamare 5-10 persone corrisponde a quella di sfamarne 20-30 se l’ettaro fosse coltivato a cereali, verdure, frutta e grassi vegetali.

L’Università di Oxford, in una ricerca pubblicata sulla rivista Nature, sostiene che nutrire circa 10 miliardi di persone nel 2050 sarà possibile solo cambiando il modo in cui mangiamo e il metodo in cui produciamo cibo.

La maggior parte degli animali, miliardi di animali, soffre ogni singolo minuto della propria esistenza. Sono fisicamente malati, minati da malattie croniche e debilitati. Sono annientati psicologicamente, oppressi dal sommarsi di disorientamento e depressione, sono ombre tragiche e patetiche dei loro forti antenati. Sono molte le modalità cruente di manipolazione, tortura, uccisione che noi umani utilizziamo per sfruttare gli animali ma, il numero dirompente, travolgente, inaccettabile di animali uccisi è dovuto all'alimentazione.

Nel suo libro "Ecocidio. Ascesa e caduta della cultura della carne", Jeremy Rifkin (uno degli economisti più famosi, sociologo, saggista) formula una precisa accusa verso la "cultura della carne" imperante in Occidente, che sarebbe responsabile da un lato di numerose malattie, dall'altro di enormi squilibri ecologici e della sottrazione di grandi quantità di cereali all'alimentazione umana, incrementando così la povertà e la fame nei paesi del Terzo Mondo.

Mentre da un lato c'è chi propone all'Unesco di far entrare la bistecca alla fiorentina nel Patrimonio dell'umanità come se la crudeltà con la quale si ottiene dovesse rappresentare un valore (dimenticando inoltre o non dando alcun peso a quanto dichiarato, già nel 2015, dall'Organizzazione Mondiale della Sanità confermato, nel 2017, dalla rivista scientifica British Medical Journal, che le carni rosse e le carni processate come wurstel, hotdog, insaccati, salsicce..., sono cancerogene, con una mortalità che può arrivare al 26%), dall’altro come Richard Brenson milionario fondatore di Virgin Group e Bill Gates fondatore di Microsoft, investono nella nascente tecnologia che permetterà di mangiare carne senza uccidere gli animali. La start up Memphis Meat sta investendo dal 2016 sui primi esperimenti di carne sintetica in laboratorio partendo dalle cellule degli animali.

Un altro grave problema è lo spreco alimentare. Ogni anno in Europa si sprecano 88 milioni di tonnellate di vegetali tra frutta e verdura per un costo complessivo di 143 miliardi di euro (studio appena pubblicato su Waste Management).

Nel Regno Unito si sono attivate catene (come Lidl) che intendono ridurre gli sprechi alimentari con l'iniziativa "Too good to waste" che vendono a basso prezzo cassette di frutta e verdura "anti spreco" mentre i supermercati Asda hanno introdotto la "wonky veg box", assecondati da Morrisons e Tesco.

Il Governo britannico intende presentare ulteriori azioni per ridurre lo spreco alimentare da tutte le fonti tenendo conto che, secondo le ultime stime, soltanto in Gran Bretagna oltre 250 milioni di pasti all’anno, facilmente disponibili e perfettamente commestibili non vengono consumati ma inviati come rifiuti in impianti di incenerimento e trasformazione. Anche in Italia si verifica la stessa situazione.

Perciò, come ci dice uno dei massimi filosofi dell’animalismo e antispecismo, occorre agire e reagire perchè: “Di fronte a noi si erge un’enorme muraglia rappresentata dall’oppressione perpetrata a danno degli animali, da abbattere progressivamente, togliendo un mattone per volta (Gabbie vuote di Tom Regan). Lo dobbiamo fare anche per noi umani, per riappropriarci della nostra dignità.

 

 

LUSSEMBURGO - UN BELL’ESEMPIO EUROPEO

 

 

Il Lussemburgo si dimostra il paese più animal friendly d’Europa. Per la prima volta si definisce in un testo normativo la “dignità animale” https://deiereschutzgesetz.lu/

 

Il 6 giugno 2018 è stata infatti approvata dal Lussemburgo la legge sul benessere degli animali. Tale legge prevede il riconoscimento degli animali come esseri senzienti in grado di provare dolore ed altre emozioni: «Gli animali non sono più considerati una cosa, ma come esseri viventi non umani dotati di sensibilità e detentori di diritti specifici

 

La legge lussemburghese tocca molti punti, ecco i principi fondamentali su cui si fonda:

·        Non si potrà più allevare alcun essere vivente al solo scopo di ottenerne la pelle, pelo o la pelliccia.

·        Sarà proibito uccidere o far uccidere un animale inutilmente.

·        Qualsiasi intervento su un animale vertebrato che causa dolore o sofferenza dovrà essere eseguito in anestesia.

·        Ognuno avrà l’obbligo di salvare un animale sofferente, ferito o in pericolo esattamente come è previsto in caso di un essere umano.

·        Gli animali potranno essere uccisi solo dopo essere stati storditi (eccezioni solo per la caccia e la pesca ricreativa).

·        Ci sarà il divieto di possedere determinati animali e obblighi specifici di cura da rispettare per una persona che detiene quelli consentiti.

 

La violazione dei nuovi diritti animali può prevedere il pagamento di multe salatissime – fino a 200.000 euro – e tre anni di detenzione nei casi più gravi.

 

ALLEVAMENTI INTESIVI, TRASPORTI, MACELLI

 

 

Coloro che uccidono gli animali e ne mangiano le carni saranno più inclini dei vegetariani a massacrare i propri simili.” Pitagora

 

 

ALLEVAMENTI INTENSIVI

 

 

"Quando avrete prosciugato l'ultimo dei fiumi, tagliato l'ultimo degli alberi, ucciso l'ultimo dei bisonti, e pescato l'ultimo dei pesci, solo allora vi renderete conto che non potete mangiare i vostri soldi!" Orso in piedi, Sioux.

 

Non dobbiamo chiederci cosa mangiamo ma chi mangiamo.

 

Gli animali: chi sono

 

"Gli animali sono miei amici e io non mangio i miei amici" (George Bernard Shaw)

 

Per conoscere gli animali, per capire che tutti loro hanno sentimenti ed emozioni, un video esplicativo "La vita emotiva degli animali da fattoria” https://www.incontraglianimali.org/salvarli.html una ricerca di Jeffrey Moussaieff Masson (psicoanalista e scrittore), ci aiuta.

Gli animali allevati sono intelligenti, ascoltano i lamenti dei loro compagni, avvertono la violenza, hanno paura della morte e tentano la fuga. Sono miti, docili, affettuosi, riconoscono l'amicizia e sanno comunicare. Sono madri, sono padri, allevano e proteggono i propri cuccioli. Sono innocenti e indifesi nelle nostre mani.

 

Come vivono

 

Ogni anno nel mondo 70 miliardi di animali – esclusi i pesci – sono allevati per produrre cibo. Di questi, il 70% vive in sistemi intensivi dove le condizioni di allevamento non rispettano i loro bisogni comportamentali e compromettono gravemente la loro salute e il loro benessere oltre a causare gravi sofferenze. Trattati come macchine da produzione invece che da esseri senzienti quali sono. Molti di loro non vedono mai la luce del sole, vivono in strette gabbie nelle quali non possono neppure voltarsi.

 

Animali sfruttati come fossero merce già confezionata nei vassoi di polistirolo, merce chiamata carne, che ormai più non vede, non sente, non allatta, non nidifica, in una parola non vive. Trasformati in numeri, semplici oggetti all’interno di una crudele catena di montaggio, devono crescere rapidamente per essere trasformati in prodotti di consumo nel minor tempo possibile.

 

Le loro dimensioni sono artificialmente gonfiate al punto che la loro struttura ossea cede a fronte di un peso non previsto e molto presto smettono di reggersi sulle zampe.

 

Gli allevamenti intensivi, in Italia sono predominanti e rappresentano i peggiori lager per gli animali nonché la maggior causa di crudeltà verso di loro sul pianeta. 600 milioni di animali che vengono uccisi ogni anno in Italia fanno una vita terribile.

 

Gli allevamenti intensivi sono definiti dalla FAO, Food and Agricolture Organization, a nome delle Nazioni Unite, “un vivaio di malattie emergenti”, e sono responsabili dello sviluppo di pandemie ed altri episodi di straordinaria gravità.

 

Siamo invasi da una televisione culinaria come se fossimo costruiti di solo stomaco e non anche di cervello (cultura), cuore (sentimenti), muscoli (sport) e fantasia (arte).

La pubblicità mente, ci imbroglia, ci condiziona: non ci sono prati fioriti per gli animali da reddito ma scuri e fetidi capannoni, gabbie minuscole, reti e ferri, catene. Inferni stracolmi di dolore per creature innocenti. Esseri senzienti ma perché? Per sentire le sofferenze immani che l'uomo ha destinato loro in barba a leggi, morale, dignità, compassione?

 

Non possiamo accettare che le leggi parlino in un modo, anche se molto blandamente e ipocritamente, e la realtà, l'applicazione, il controllo, la nostra indifferenza parlino in un altro.

 

Infatti la legge 146/2001 attuazione della Direttiva europea 98/58 sulla protezione degli animali negli allevamenti, stabilisce “misure minime” di protezione e ripete, quasi ossessivamente di: adottare misure adeguate per garantire il benessere, evitare sofferenze o lesioni inutili, adottare misure di maggiore tutela, adottare metodi alternativi all’alimentazione forzata di oche e anatre, riconvertire gli allevamenti di animali da pelliccia, offrire agli animali malati un trattamento appropriato, non causare limiti di movimento in base alla specie tale da causare inutili sofferenze o lesioni, dare all’animale uno spazio adeguato alle sue esigenze, non tenere gli animali costantemente al buio o esposti a illuminazione artificiale, alimentarli senza procurare inutili sofferenze o lesioni…

 

...ma, guarda caso, sono consentite:

 

la cauterizzazione dell’abbozzo corneale, il taglio del becco, la castrazione per mantenere la qualità dei “prodotti”, tutto riducendo al minimo le sofferenze ed effettuato da personale qualificato.

 

Sarà possibile eliminare la sofferenza a un maialino di pochi giorni castrato senza anestesia da un semplice operaio?

 

Negli allevamenti il 20% degli animali (1 su 5) muore prima di arrivare al macello (secondo i dati diffusi dall'OIE Organizzazione Mondiale per la Sanità Animale). Per malattie e infezioni, per fame, schiacciati e incastrati in un macchinario o in una grata.

 

Negli allevamenti intensivi non vengono rispettate le 5 libertà elencate dal Brambell Report:

1.   dalla fame, dalla sete, dalla cattiva nutrizione

2.   di avere un ambiente fisico adeguato

3.   dal dolore, dalle ferite, dalle malattie

4.   di manifestare le proprie caratteristiche etologiche

5.   dalla paura e dall'angoscia

 

Le torture che gli animali d'allevamento subiscono sia durante la breve prigionia che durante il trasporto e la macellazione sono tanto orrende che gli autori delle investigazioni sotto copertura stentano a riprendersi dagli incubi visti e sentiti. Scendono all'inferno per documentare e si bruciano l'anima.

Qualcuno li chiama eroi ma sicuramente sono persone con un grande cuore, una grande passione, una coscienza cristallina https://www.animalequality.it/infiltrato-industria-carne/


Ci domandiamo: cosa hanno di differente dai cani e dai gatti gli animali degli allevamenti? Hanno i cinque sensi, i sentimenti, l'intelligenza, la memoria, sono docili, miti, erbivori e, soprattutto sono capaci di soffrire.

 

Se sulle confezioni di carne, di uova, di latte, di pesce, perfino di un certo caffè, ci fossero le immagini di come vivono e di come muoiono gli animali, molti resterebbero agghiacciati.

 

Danni collaterali

 

A prescindere dalla sofferenza atroce e inaccettabile dei miliardi di animali schiavizzati, ridotti alla sofferenza psichica e fisica quotidiana, gli allevamenti intensivi producono, a noi umani, numerosi danni.

 

Primo fra tutti, contribuiscono al cambiamento climatico in maniera prioritaria rispetto ad altre cause. Secondo la FAO il settore dell'allevamento rappresenta il maggior produttore di gas serra responsabile dell'aumento delle temperature, ovvero del riscaldamento globale.

 

Per far posto ai pascoli necessari ampie zone sono state deforestate e l’eliminazione massiccia di migliaia di ettari di alberi ad alto fusto provoca la diminuita capacità di catturare l’anidride carbonica. Gli effetti sul clima prodotti dagli allevamenti intensivi, sempre secondo la FAO, provengono da:

·        34,0% deforestazione

·        30,4% letame

·        25,3 % fermentazione intestinale dei ruminanti

·        6,2% uso di fertilizzanti

·        4,1% altro.

 

Secondo il rapporto del 2006 Livestock's long shadow, in seguito aggiornato, incidono per oltre il 50% sul cambiamento climatico oltre che a pesare sulle risorse alimentari e idriche, inquinamento delle acque (vedi anche il Rapporto di Greenpeace sulla presenza di pesticidi e antibiotici nei corsi d’acqua europei, dall’Austria, alla Polonia, all’Italia), accaparramento delle terre (land grabbing), deforestazione, diminuzione della biodiversità, degradazione del suolo.

https://www.essereanimali.org/2018/03/report-conferenza-impatto-ambientale-allevamenti-intensivi  Naturalmente i mass media tacciono.

 

In occasione di importanti appuntamenti internazionali, ultimo dei quali alla fine del 2018, è stato prodotto un documento firmato da ben 130 istituzioni accademiche di tutto il mondo e intitolato “Opportunità per ricerche future e innovazioni relative al cibo e alla sicurezza della nutrizione e dell’agricoltura: la prospettiva della partnership inter-accademica globale”, che elenca le direttive da mettere subito in atto per scongiurare un aumento di 2° C della temperatura del pianeta.

 

Il cambiamento climatico rende ancora più critica la sicurezza alimentare e alimenta le disuguaglianze (il numero di persone mal nutrite o sotto nutrite è passato da 777 milioni del 2015 agli 815 milioni del 2016) mentre la recente deforestazione del Brasile ha detto addio al 13,7% delle foreste pluviali, un valore molto superiore a quello degli ultimi anni.

 

Nel documento delle 130 istituzioni si stabilisce, fra l’altro, di riconoscere che il numero di animali allevati ha raggiunto il massimo tollerabile e cioè 28 miliardi di individui che sono i responsabili principali dell’emissione di metano (il gas più pericoloso perché contribuisce all’effetto serra 85 volte più della CO2) e gas azotati. Sollecitano la riduzione dell’allevamento degli animali che hanno una maggiore impronta ambientale e cioè: bovini da carne e da latte e maiali.



Altro danno è l’abuso di antibiotici necessari a controllare le malattie degli animali causate dall'eccessivo stress e dalla vita contro natura.

Questo abuso di antibiotici alimenta l'antibiotico resistenza che solo in Italia è responsabile della morte di 5000-7000 persone ogni anno e in Europa di 25.000 (fonte EFSA/ECDC), che produrrà, secondo l'OMS, nel giro di 30 anni, più morti per le infezioni batteriche che per il cancro (10 milioni in tutto il mondo).

L'Italia in questo è maglia nera d’Europa dopo la Grecia, in quanto il 70% degli antibiotici venduti è destinato agli animali degli allevamenti così che siamo il terzo maggior utilizzatore di antibiotici in allevamento d’Europa. 

 

Il Ministero della Salute ha emanato “Linee guida per la promozione dell’uso prudente degli antimicrobici negli allevamenti zootecnici per la prevenzione dell’antimicrobico-resistenza”. Un insieme di suggerimenti che però non delineano tempi e metodi precisi. Un documento fine a se stesso e rimanda a futuri ulteriori interventi per l’adozione di una strategia basata su indicazioni internazionali che chiedono di affrontare il problema in maniera globale, in una prospettiva definita One Health, un principio che riconosce la salute umana e quella animale fortemente interconnesse.

 

Secondo quanto dichiarato dall'Unicef, 6 milioni di bambini muoiono ogni anno nel mondo di fame e malattie e il dato è in crescita.

"In Italia, patria della dieta mediterranea (patrimonio immateriale dell'Unesco), due bambini su 10 sono in sovrappeso e uno su 10 è obeso, con una maggiore prevalenza nel centro sud. L’obesità infantile è un fenomeno non solo dilagante ma anche persistente: circa il 50% degli adolescenti obesi rischia di esserlo anche da adulto (Società italiana di Pediatria). L'Italia inoltre è al primo posto in Europa per i tumori nei bambini che sono in continuo aumento (cancerogenicità della carne secondo OMS) http://laverabestia.org/play.php?vid=5925

 

La Giornata Mondiale dell’Alimentazione istituita dalla FAO ha un obiettivo ambizioso: annientare la fame nel mondo entro il 2030. Dichiara che per raggiungere l’obiettivo “dobbiamo adottare uno stile di vita più sostenibile”.

Ovvero, secondo la ricerca dell’Università di Oxford pubblicata dalla rivista Nature (https://go.nature.com/2Eir1wa) occorre: ripensare il modello di produzione del cibo, allevamenti e consumo di acqua; mangiare il 75% in meno di manzo, il 90% in meno di maiale e metà del numero di uova; triplicare il consumo di legumi e quadruplicare i semi oleosi.

 

Oltre un quinto dei test effettuati nel 2017 su campioni di carne ha rilevato la presenza di DNA di animali non indicati in etichetta. Lo scrive BBC News, che attraverso una richiesta fatta sulla base del Freedom of Information Act ha ottenuto i documenti raccolti dalla Food Standards Agency (FSA), che contengono i risultati di 665 test effettuati nel 2017 dalle autorità sanitarie locali di Inghilterra, Galles e Irlanda del Nord. Su 665 campioni, 145 erano costituiti in parte o interamente da carne non specificata.

Il prodotto più comunemente etichettato in modo errato è il macinato, seguito da salsicce e kebab. Carne non dichiarata in etichetta è stata trovata anche in piatti pronti, come spaghetti alla bolognese e curry, mentre una porzione di carne di struzzo è risultata contenere solo manzo (Il fatto alimentare 24/09/2018). Non crediamo che l’Italia si discosti dal trend.

 

Da tener presente quella famosa Piramide alimentare che ogni tanto vediamo apparire nelle riviste ma che in realtà è misconosciuta. Descrive una serie di regole nutrizionali e la carne è in punta alla piramide.

 

 

img

 

 

Il malaffare inoltre si è da tempo infiltrato nel mondo animale - corse clandestine di cavalli, traffico di cani, bracconaggio, uso intimidatorio - ed è approdato nel mondo degli allevamenti, della macellazione e della distribuzione della carne sino al settore ittico.

Approfondimenti

 

·        http://www.ruminantia.it/universita-di-oxford-nuova-ricerca-propone-tasse-sulla-carne-rossa-e-trasformata-per-ridurre-i-costi-della-sanita/

 

Video

 

·        https://www.youtube.com/user/AnimalEqualityItalia  vari allevamenti intensivi

·        https://www.youtube.com/watch?v=o0VrZPBskpg conferenza in inglese sul carnismo di Melanie Joy

·        https://www.vegolosi.it/news/melanie-joy-poca-empatia-colpa-del-carnismo/  c.s. in italiano

·        https://www.youtube.com/watch?v=kRB10wnkQAQ  c.s. in italiano

·        https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/video/mondo-tv/1080250/universita-oxford-tassa-sulla-carne-per-tutelare-salute.html Tassa sulla carne rossa

·        https://www.youtube.com/watch?v=s13j72Ky6e8  inferno animale

·        https://www.youtube.com/watch?v=XIo-oCq-UJQ La fabbrica degli animali

·        https://www.essereanimali.org/04/016/divieto-accesso-allevamenti-intensivi

·        https://campaigns.animalequality.it/matteo-cupi-parlamento-europeo/?utm_source=drip&utm_medium=email&utm_campaign=%F0%9F%87%AA%F0%9F%87%BA+mariangela%2C+eri+al+Parlamento+Europeo+con+me

·        http://laverabestia.org/play.php?vid=5981 allevamenti vari animali

·        https://www.youtube.com/watch?v=-4BwKsfqosw&feature=youtu.be galline ovaiole

·        ttps://campaigns.animalequality.it/alice-trombetta-byoblu/?utm_source=drip&utm_medium=email&utm_campaign=mariangela+oggi+ero+dai+Carabinieri#main-video

·        https://www.essereanimali.org/supporter/ Allevamenti intensivi e macelli

·        https://www.facebook.com/pg/essereanimali/videos/

·        https://www.essereanimali.org/cosa-facciamo/investigazioni/

·        https://www.essereanimali.org/2018/08/allevamenti-intensivi-riproduzione/    allevamenti

·        https://www.essereanimali.org/il-problema  allevamenti

·        http://www.tvanimalista.info/video/allevamenti-macelli/allevamenti-macelli-bovini-italia/ allevamento e macellazione bovini in Italia

·        https://www.nelcuore.org/?p=35473 galline ovaiole

·        http://laverabestia.org/play.php?vid=6156 conigli

·        https://mercyforanimals.org/survey-two-thirds-of-us-colleges-now-offer  macellazione

·        https://www.lastampa.it/2018/10/16/societa/dominion-il-film-documentario-che-mostra-la-sofferenza-degli-animali-negli-allevamenti-RbXlhqsw803CUYP4A6cZqJ/pagina.html Dominion documentario sugli animali in allevamento

·        http://www.mondopalermo.it/news/l-inchiesta-di-report-sugli-allevamenti-amadori-il-video-shock-e-la-risposta-dellazienda/ Report sugli allevamenti Amadori

 

Buone pratiche

 

La società però inizia a prendere una nuova rotta, sta cambiando e se parliamo di alimentazione non è un cambiamento da poco.

Per tante persone che cessano di mangiare animali "occorrono investimenti, incentivi, progetti a lungo termine di riconversione di aziende e creazione di posti di lavoro. E per tutto questo ci vuole tempo. Un passo alla volta" (da Diverse specie un solo pianeta di Essere Animali luglio 2018).

 

La California ha detto basta alle gabbie negli allevamenti intensivi: galline, vitelli e scrofe non potranno più essere confinati in spazi angusti.

 

La Nuova Zelanda è forse l’unico paese al mondo ad aver abolito i sussidi alla produzione e al sostegno al reddito degli agricoltori. Molti sono gli allevamenti estensivi e pastorali, è stata emessa una tassa a carico degli allevatori per ogni animale responsabile di emissioni di metano, ha adottato una politica di benessere animale sviluppando dei codici di benessere per ogni specie e per ogni tipo di trasporto.

 

A seguito di una ricerca dell’Università di Oxford pubblicata sulla rivista Plos One, viene proposto di tassare la carne rossa per compensare il costo sociale delle malattie provocate dal suo consumo e per ridurne il consumo stesso.

 

Le superfici agricole destinate al biologico crescono ogni anno a due cifre, con una superficie intorno al 15% ma le politiche di sostegno investono fondi pubblici sul biologico italiano solo per cifre inferiori al 3% del totale come denuncia FederBio nel rapporto Cambia la terra 2018 a tutto vantaggio dell’agricoltura tradizionale che utilizza pesticidi, diserbanti e fertilizzanti di sintesi. Inquinando e avvelenando.

 

In occasione dell’Obesity day istituito da pochi anni a livello mondiale per combattere l’obesità, i promotori italiani dell’Adi, Associazione di dietetica e nutrizione clinica italiana, hanno messo a punto una guida alimentare per i 22 milioni di persone che in Italia superano il peso forma.

 

"Il benessere animale è arrivato ultimo tra i valori da considerare nell'acquisto dei prodotti alimentari ma è destinato a diventare un elemento decisivo nei prossimi anni per le sollecitazioni che provengono sia dall'Europa sia da alcune associazioni attente al problema. Secondo il rapporto Eurobarometro del marzo 2016, il 94% dei cittadini considera importante o molto importante proteggere il benessere degli animali di allevamento" dal dossier Benessere animale: la vita non è solo in gabbia, Il Fatto Alimentare https://ilfattoalimentare.it/benessere-animale-dossier.html 

Il 47% degli italiani guarda le etichette per cercare prodotti animal-friendly (Eurobarometro 2016).

 

Nel 2017 è stato presentato un progetto concreto sviluppato da un gruppo di esperti, medici, veterinari, ingegneri e informatici della regione Veneto che hanno disegnato il modello per l’Osservatorio One Health sulla resistenza antimicrobica regionale.


Si può cominciare e salvare dalla sofferenza quelli che “qualcuno” ha chiamato fratelli e che in seguito tanti hanno chiamato e chiamano amici, creature, esseri.
Ma, mentre i cittadini si informano, scelgono e cambiano, lo Stato resta fermo o si muove al rallentatore.

Per questo proviamo a fare proposte, accettabili, fattibili anche perchè altri Stati, aziende, gruppi e singoli cittadini ci offrono il loro esempio di buone pratiche.

Gand nel Belgio (prima al mondo a istituire il Veggie day, un giorno alla settimana senza carne), dal 2009 ha promosso il giovedì vegetariano. In tutte le mense delle scuole, delle università, degli uffici pubblici e di alcune aziende private, viene servito cibo senza animali.

L'organizzazione statunitense PETA People for the Ethical Treatment of Animals con 800.000 membri e sedi diffuse in tutto il mondo, nel 2012 ha premiato la città di Los Angeles per aver istituito il Veggie day seguita da San Francisco, Aspen; in Europa da Barcellona, Nottingham...


Molte sono nel mondo grandi e piccole città veg friendly: New York, Portland, Chiang Mai, Berlino, Tel Aviv, Praga, Londra, Seoul, Delhi, Taipei... sensibili al problema alimentare e lo sono per scelta. Esiste però una città che è vegetariana per legge.  Sembra incredibile, a Palitana in India, la macellazione, la vendita e il consumo di carne, pesce e uova è considerato illegale.


Sono oltre 30 milioni gli americani che hanno optato per una dieta vegetariana.

Meatout è la giornata internazionale senza carne nata con lo scopo di promuovere un’alimentazione salutare e non violenta, a base di frutta, verdura e cereali integrali. Sostenuta da numerose organizzazioni sanitarie statunitensi, tra le principali la American Cancer Society (Società Americana contro il Cancro), il National Cancer Institute (Istituto Nazionale Tumori), la John Hopkins University e l’American Heart Association che hanno promosso e promuovono campagne per la diffusione dell’alimentazione vegetariana. D'altra parte lo ha fatto anche in Italia l'oncologo Umberto Veronesi.

 

Dato che una corretta alimentazione non può limitarsi ad una sola giornata all’anno, sono stati creati i meatout mondays “Lunedì senza Carne”.

 

In Francia oltre 500 personalità lanciano l’appello a instaurare il “lunedì verde” cioè una dieta senza carne e senza pesce per proteggere il pianeta, gli animali e la salute umana.

 

Matteo Cupi, Direttore esecutivo di Animal Equality Italia parla al Parlamento europeo https://campaigns.animalequality.it/matteo-cupi-parlamento-europeo/?utm_source=drip&utm_medium=email&utm_campaign=%F0%9F%87%AA%F0%9F%87%BA+mariangela%2C+eri+al+Parlamento+Europeo+con+me#main-video    sulla  campagna “End the Cage Age”  sostenuta da 130 organizzazioni europee di 24 paesi per porre fine all’era delle gabbie. "Le specie che ancora oggi sono legalmente allevate in gabbia nell'Unione europea sono: conigli, galline, polli, anatre, oche, quaglie, scrofe e vitelli. Si tratta di oltre 300 milioni di animali ogni anno costretti a vivere all'interno di un sistema crudele che limita in maniera importante le loro libertà non permettendo di esprimere gli specifici comportamenti naturali "(Ciwf Compassion in World Farming).

https://www.ciwf.it/news/2018/10/una-giornata-storica-per-la-battaglia-contro-le-gabbie?utm_campaign=ECI&utm_source=enewsemail&utm_medium=email#start  Il Ministro della Salute Giulia Grillo firma la petizione End the Cage Age.

L'azienda americana Wework ha iniziato nei primi mesi del 2018 a bandire da tutte le sue sedi e dai brand affiliati e attività, il consumo di carne puntando il dito sugli allevamenti di animali responsabili dell'inquinamento ambientale. Questa strategia di Wework si inserisce nella generale tendenza (aumentata del 140% in pochi anni) ad una alimentazione vegetariana collegando la salvaguardia dell'ambiente alle proprie scelte alimentari.

CIWF Compassion in World Farming dal 2007 ha avviato un approccio innovativo con le aziende leader del settore alimentare lanciando i Premi Benessere Animale per incrementare il benessere animale negli allevamenti e conferisce premi annuali. Ogni anno, oltre 500 milioni di animali traggono beneficio dalle scelte compiute dai vincitori  https://www.compassionsettorealimentare.it/premi/. Nel 2018 il premio Good Egg è stato assegnato a Lidl finora primo ed unico supermercato in Italia che si impegna ad eliminare le gabbie sia dall'assortimento di uova in guscio sia dagli ingredienti usati in tutti i propri prodotti. Il premio è stato consegnato anche al Gruppo Sabbatani produttore di circa 350 milioni di uova ogni anno che si impegna a eliminare le gabbie da tutte le proprie filiere produttive.

La COOP nel 2017 ha lanciato il progetto sulla filiera avicola, 26 milioni di polli all'anno, con tutte le uova a marchio con l'etichetta "allevato a terra senza uso di antibiotici". Successivamente ha avviato una campagna per vitelli, tacchini, suini e pesci senza antibiotici negli ultimi 4 mesi di vita oltre che per l'arricchimento ambientale. Si tratta di 270.000 animali di 142 allevamenti.

Tassare la carne rossa per compensare il costo sociale delle malattie provocate dal consumo di questa e per ridurne il consumo stesso è quanto propone una ricerca dell’Università di Oxford pubblicata sulla rivista Plos One. Lo studio parte dal presupposto che la carne rossa può portare a cancro, malattie cardiache e diabete e la cura di queste malattie rappresenta un costo per la società. La ricerca sostiene che le malattie legate al consumo di carne rossa costano 285 miliardi di dollari all’anno nel mondo e 220.000 decessi all’anno.

Farm Animal Investment Risk & Return (FAIRR) sostiene che la carne avrà una "sin tax", una tassa sul vizio che colpisce prodotti dannosi per la società (tabacco, zucchero...), iniziativa che Germania e Svezia stanno vagliando. Il passaggio dalle sovvenzioni alla tassazione sembra inevitabile.

In Italia Torino, in collaborazione con medici nutrizionisti, scuole e associazioni, propone una serie di progetti per trasformare la città in una "vegan city" attraverso la promozione della dieta vegetariana e vegana sul territorio comunale per salvaguardare l'ambiente, la salute e gli animali. A Torino si tiene il Veg festival dal 2001, i ristoranti vegani e vegetariani sono diventati oltre 30 e i negozi che forniscono prodotti biologici si sono moltiplicati. Torino rientra nelle top ten di cui fa parte anche Roma (al quinto posto tra le capitali europee) con Londra (famosa per la sua campagna a favore della cultura vegan, Berlino considerata la capitale veg per eccellenza).

Tra le buone pratiche alimentari, una novità recente è la squadra di calcio del Galles composta interamente da vegani. D'altra parte non c'è da meravigliarsi. Molti sono i campioni vegani nello sport. Per citarne alcuni: Karl Lewis una vera e propria celebrità vincitore di 10 medaglie olimpiche e di 10 nei mondiali; Meagan Duhamel pattinatrice canadese; Venus e Serena Williams regine del tennis internazionale; Brendan Brazier famoso per le imprese sportive nel Triathlon; Fiona Oakes  campionessa internazionale nella maratona; Patrik Baboumian campione di body-building come Massimo Brunaccioni; Keith Holmes campione mondiale di pugilato nella categoria dei pesi medi; Jack Linquvist campione di ciclismo professionista; Mirco Bergamasco ex star della nazionale italiana di rugby; Riccardo Bulgari pluricampione del mondo nel pattinaggio a rotelle; Lewis Hamilton pilota automobilistico quattro volte campione del mondo di Formula Uno...

Nel Regno Unito i vegani (coloro che non si cibano né di animali né di prodotti di animali), in dieci anni, sono aumentati del 247%.

 

Proposte

 

In attesa della chiusura definitiva degli allevamenti intensivi e il ritorno ai pascoli, o almeno a quella “vita degna di essere vissuta” o “vita buona” pronosticata dalla FAWC (Farm Animal Welfare Council”), si può cominciare individualmente e salvare dalla sofferenza gli animali. Ognuno di noi può farlo, orientando il mercato.


Proviamo anche a fare proposte alle istituzioni, accettabili, fattibili che altri Stati, aziende, gruppi e singoli cittadini ci offrono con il loro esempio di buone pratiche.

 

Ovvero:

·        Eliminare le gabbie per gli animali d’allevamento

·        Modificare le normative sull’allevamento, il trasporto e l’abbattimento per tutti gli animali

·        Tassare la carne rossa per compensare il costo sociale delle malattie provocate dal suo consumo.

·        Eliminare la pavimentazione grigliata dagli allevamenti

·        Vietare le amputazioni e le castrazioni

·        Obbligo di anestesia per ogni intervento chirurgico

·        Combattere lo spreco alimentare

·        Assegnare sussidi alle aziende agricole ecologiche e locali

·        Negare sussidi alle aziende che inquinano, maltrattano gli animali e non rispettano le leggi in vigore.

·        Eliminare l'uso preventivo e routinario degli antibiotici nei mangimi medicati per il quale si è già espressa positivamente la Commissione EU per cui, se il Parlamento approva la legge per il divieto di utilizzare antibiotici nei mangimi degli animali, entro tre anni entrerà in vigore.

·        Obbligo di etichettatura nazionale secondo il metodo di allevamento che aiuti i consumatori nella scelta (come si fa per le uova in guscio o per prodotti da agricoltura biologica).

 

 

TRASPORTI

 

I trasporti di animali vivi vengono chiamati "viaggi della morte".

Pensare che il trasporto di carni congelate è in corso da 125 anni, eppure ancora milioni di cavalli, bovini, suini e pecore soffrono e muoiono ogni anno per essere trasportati su lunghe distanze, inutilmente, soltanto per essere macellati sul luogo d’arrivo e per un consumo di cui non vi è alcuna reale necessità. Il trasporto su lunga distanza di animali vivi destinati alla macellazione è un grande affare mondiale malgrado gli evidenti e seri problemi di salute, di sicurezza, di qualità della carne che provoca.

Regolamento sul trasporto degli animali Ministero della Salute: http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_1263_allegato.pdf

L’antiquato trasporto di animali vivi è già stato sostituito in parte dal crescente commercio della carne e sono disponibili strutture per il congelamento e la refrigerazione al passo con il XXI secolo.

Gli scienziati concordano nel ritenere che il trasporto rappresenti in genere un episodio incredibilmente stressante nella vita degli animali, in camion sovraffollati e sporchi, che sconvolgono il loro intero ambiente, perché possono trovarsi mescolati con altri animali con cui non hanno familiarità, sottoposti a cambiamenti di temperatura e a spostamenti d’aria, costretti in poco spazio con cibo e acqua scarsi, senza soste adeguate, ammassati senza possibilità di muoversi, sdraiarsi, spiegare le ali, riposarsi, sottoposti a ferite, malattie, possono subire lesioni terribili, disidratazione. Lo stress e la paura sono così intensi da provocare anche la morte. Destino che non viene risparmiato neppure ai cuccioli.

Non esistono sistemi per un modo non crudele di trasportare gli animali, inoltre gli eventuali costi a breve termine della macellazione vicino agli allevamenti di origine sarebbero coperti nel lungo termine dai vantaggi derivanti dall’evitare la diffusione delle malattie e la ridotta qualità della carne.

Ogni anno oltre un miliardo di animali (500 milioni in Italia) vengono trasportati all'interno dell'Europa e verso paesi terzi (mucche, vitelli, maiali, pecore, agnelli, cavalli, asini, polli, conigli...). Percorrono migliaia di chilometri dai luoghi di nascita a quelli di allevamento, ingrasso e macellazione. Anche per 4 giorni, per distanze di 2500 km. Ma anche di settimane e mesi per quelli via mare. 

L'Italia è il primo importatore in Europa di agnelli e il terzo di vitelli. Animali giovanissimi spesso non ancora svezzati.

Gli animali che arrivano a destinazione, vengono fatti scendere dal camion con la stessa crudeltà con cui sono stati fatti salire. Ovvero a spintoni, calci, pungoli elettrici e i piccoli gettati letteralmente nelle gabbie.

La FAO definisce il trasporto di animali vivi come "ideale per la diffusione di malattie". L'Italia è un crocevia per questi viaggi. Dai valichi di Gorizia, Tarvisio, Brennero, Ventimiglia ai porti di Bari, Brindisi...  Si ritiene che 8 controlli su 10 svelino gravi irregolarità.

 

Video

 

·        https://www.ciwf.it/news/2018/06/157-eventi-in-tutto-il-mondo-per-stop-live-transport-noi-a-roma?utm_campaign  trasporto via terra

·        https://www.youtube.com/watch?v=vPr1YV1GQkM  trasporto di agnelli

·        https://campaigns.animalequality.it/destinazione-macello-italia/?utm_source=drip&utm... Trasporto di agnelli dall’est

·        http://laverabestia.org/play.php?vid=5379 trasporto di maiali

·        https://www.lav.it/news/stopthetrucks-immagini-esclusive trattamento crudele di bovini durante il trasporto

·        https://www.jainismoitalia.org/veganismo/motivazione-etica-conosci-la-sofferenza-degli-animali/sofferenza-del-trasporto-verso-il-macello/

·        https://www.lav.it/aree-di-intervento/allevamenti-e-alimentazione/trasporti-animali

·        https://campaigns.animalequality.it/destinazione-macello-italia/?utm_source=drip&utm_medium=email&utm_campaign  Trasporto dall’est Europa, destinazione macello

·        https://www.corriere.it/video-articoli/2016/06/29/quei-viaggi-oltre-30-ore-il-macello-l-appello-l-ue-imponga-limiti-legge/  trasporto via mare

·        https://www.lav.it/aree-di-intervento/allevamenti-e-alimentazione/trasporti-animali campagna trasporti LAV

 

Buone pratiche

 

Alcuni paesi europei come Germania, Paesi Bassi, Danimarca e Svezia hanno chiesto direttamente all'Unione Europea di modificare la normativa che regola il trasporto di animali vivi (Regolamento del Consiglio CE n. 1/2005).

Il Comitato scientifico veterinario dell'Unione Europea chiede da anni la macellazione degli animali il più vicino possibile al luogo di allevamento e la fine di questi "viaggi della morte".

L’Organizzazione Eurogroup for animals, con la campagna “Stop The Trucks”, ha raccolto oltre un milione di firme per chiedere all’Europa lo stop ai “viaggi della morte” per le condizioni disumane in cui versano gli animali trasportati. Il numero è impressionante: un miliardo e 37 milioni di animali di cui 1 miliardo di polli o altre specie avicole e 37 milioni tra bovini, suini, pecore, capre ed equini.

Il Lussemburgo ha discusso una legge (approvata alla camera il 6 giugno 2018) sul trasporto degli animali che deve essere congegnato in modo tale da garantire la sicurezza e il benessere degli animali durante il trasporto.

Proposte

 

Vietare il trasporto di animali vivi su lunga distanza e sostituirlo con il trasporto di carne con mezzi frigoriferi o ridurre a 8 ore (campagna "8hours") il trasporto per i mammiferi e a 4 ore per gli uccelli.

Potenziare gli organici e i controlli veterinari alle frontiere e lungo le strade.

Stabilire requisiti stringenti e specifici per il trasporto e innalzare il livello di formazione degli autisti e degli addetti che dovranno essere resi responsabili degli animali durante il trasporto in modo da dover pagare per le perdite economiche in caso di morte, lesioni ed ecchimosi che si verifichino durante il viaggio.

Sviluppare un sistema di incentivi per gli allevatori che si limitano a trasportare gli animali al mattatoio vicino.

Norme sull’etichettatura affinchè i consumatori non vengano ingannati sul paese d’origine.

 

MACELLI

 

"Se i macelli avessero le pareti di vetro saremmo tutti vegetariani" Lev Tolstoj.

 

L’immenso mattatoio, poiché è ben nascosto, ci consente di definire l’uccisione di miliardi di animali per la nostra alimentazione: “società civile”.

Leonardo Caffo.

Dopo aver vissuto la costrizione degli allevamenti intensivi, la sofferenza del lungo trasporto, arrivati al macello gli animali subiscono l’estrema crudeltà: annusano l'odore acre del sangue, ascoltano i lamenti e le urla di terrore dei propri compagni, cercano di scappare ma vengono fermati con scariche elettriche, picchiati.

Prima di essere uccisi, gli animali vengono storditi per legge (con pistola o fucile a proiettile captivo (cioè provvisto di una punta di ferro di 6 cm che penetrando nel cranio provoca un rapido stordimento ma non uccide), con elettronarcosi, commozione cerebrale, esposizione al biossido di carbonio o uso di gas, ma spesso a causa della fretta, lo stordimento  non si verifica per cui gli animali ancora coscienti (molti di loro lo restano fino all'ultimo e si ritrovano soffocati dal sangue che riempie loro la bocca e il naso) vengono appesi per gli arti inferiori oppure stesi lateralmente su un piano in attesa della iugulazione. Con un coltello vengono recisi i grandi vasi sanguigni del collo o del petto per permettere il completo dissanguamento. Senza parlare dei metodi altrettanto cruenti come la decapitazione, la dislocazione del collo o l'impiego del "cassone a vuoto", un metodo praticato per la “selvaggina” da allevamento, inserita in una scatola a tenuta stagna in cui viene provocato il vuoto che causa la morte.

Le investigazioni di Animal Equality hanno filmato “operatori che maltrattano gli animali spingendoli e tirandoli con violenza, operatori che colpiscono i bovini in testa con una forca e una spranga, animali bendati in maniera inadeguata e terrorizzati, animali macellati senza stordimento efficace, animali sgozzati ancora coscienti e lasciati ad agonizzare per interi minuti”

La mancanza di conseguenze penali concrete per chi infrange la pur pusillanime legge e la totale assenza di controlli severi all’interno dei macelli mette in luce i notevoli e gravissimi buchi normativi. La macellazione avviene in luoghi a porte chiuse all’interno dei quali non si sa davvero se le leggi italiane vengano rispettate. Anche i politici ne sono responsabili.

 

Video

 

·        https://www.corriere.it/animali/16_marzo_30/video-mostra- mattatoio francese

·        http://laverabestia.org/play.php?vid=5020 macello di cavalli

·        http://laverabestia.org/play.php?vid=5560 maiali al macello 

·        http://laverabestia.org/play.php?vid=5407 macellazione maiali

·        http://laverabestia.org/play.php?vid=5962 macelli

·        https://www.youtube.com/watch?v=-TXrs7iYScs Il pianto del toro

·        http://laverabestia.org/play.php?vid=5939 agnelli al macello

·        http://laverabestia.org/play.php?vid=6180 macello polli

·        http://laverabestia.org/play.php?vid=6040 mattatoio

·        http://laverabestia.org/play.php?vid=6184  macello conigli

·        http://laverabestia.org/play.php?vid=6224 macello agnelli

·        http://laverabestia.org/play.php?vid=6147 macello polli

·        http://laverabestia.org/play.php?vid=6184 macellazione avicunicola

·        http://www.tvanimalista.info/video/allevamenti-macelli/maiali-macello-italia/ 

·        http://laverabestia.org/play.php?vid=6168  macello maiali

·        http://www.tvanimalista.info/video/allevamenti-macelli/macellazione-bovini/ mattatoio

·        https://www.youtube.com/watch?v=UrCbAiN1XSs mattatoio bovini

·        https://www.youtube.com/watch?v=kBbxZmRhjRA  mattatoio bovini

·        https://video.corriere.it/usa-video-choc-macello/097c0538-ece5-11e1-89a9-06b6db5cd36c   mattatoio

·        https://www.l214.com/video mattatoio francese

·        https://www.animalequality.it/video-macello-maiali/

·        https://www.essereanimali.org/2015/10/terribili-violenze-nei-macelli-finlandesi

·        http://www.today.it/rassegna/video-mattatoio-francia.html

·        https://www.ilfattoquotidiano.it/2015/03/31/pasqua-essere-animali-dentro-le-mura-di-un-macello-di-agnelli/1552068/  macello agnelli

·        http://www.tvanimalista.info/video/allevamenti-macelli/allevamenti-macelli-bovini-italia/ mattatoio

·        https://campaigns.animalequality.it/matteo-cupi-parlamento-europeo/?utm_source=drip&utm  macello maiali

·        https://www.ilfattoquotidiano.it/2017/04/20/frosinone-animalisti-denunciano-maltrattamenti-nel-mattatoio-vitelli-lanciati-  mattatoio

·        https://campaigns.animalequality.it/matteo-cupi-parlamento-europeo/?utm_source=drip&utm_medium=email&ut macellazione conigli

·        https://campaigns.animalequality.it/matteo-cupi-parlamento-europeo/ macello maiali

·        https://www.ciwf.it/campagne/macellazione/telecamere-nei-macelli-il-convegno/

·        https://www.corriere.it/animali/16_marzo_30/video-mostra-orrori-dentro-mattatoio-scandalo  mattatoio in Francia

·        https://www.essereanimali.org/2018/10/essere-animali-tv-francia-denuncia-terribili-condizioni-maiali 

 

Buone pratiche

 

In Inghilterra, il 4 maggio 2018, è entrata in vigore la legge per cui ogni macello inglese deve installare in tutte le aree dove sono presenti animali vivi, sistemi di video sorveglianza. Le riprese verranno conservate per 90 giorni e i veterinari ufficiali vi possono accedere illimitatamente. La legge potrà essere estesa anche ad altri territori della Gran Bretagna. La Scozia infatti ha avviato una consultazione pubblica sulla legge inglese.

In Francia dopo le iniziali promesse (a seguito delle terribili immagini diffuse dall'associazione L214) si è fatto un passo indietro. Si è optato per una sperimentazione di 2 anni con l'introduzione volontaria delle telecamere.

In Israele i macelli avranno le telecamere a circuito chiuso 24 ore su 24 e le registrazioni saranno analizzate dal servizio veterinario del Ministero dell'Agricoltura.

La Vallonia (Belgio) ha promosso le telecamere di videosorveglianza nei macelli e la possibilità di consultare le registrazioni.

 

Proposte

 

Obbligo di sistemi di video sorveglianza nei macelli (proposta presentata ad aprile 2018 da CIWF, Animal Law e Legambiente).

 

MAIALI

 

 

“Fintanto che l'uomo continuerà a distruggere senza sosta tutte le forme di vita, che egli considera inferiori, non saprà mai cos'è la salute e non troverà mai la vera pace. Gli uomini continueranno ad ammazzarsi fra loro fintanto che massacreranno gli animali. Colui che semina l'uccisione e il dolore non può raccogliere la gioia e l'amore.” Pitagora

 

A prescindere dai pochi maiali salvati dalla morte, che vivono nelle famiglie o nei santuari di volontari, i maiali vengono allevati per l’alimentazione anche se la correlazione fra consumo di carne e problemi di salute non è una novità: lo aveva già dichiarato nel 2015 la IARC (International Agency for Research on Cancer) per conto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. A darne ulteriore conferma è stato, nel 2017, un altro ente autorevole, la rivista scientifica British Medical Journal che sottolinea come il consumo di questi alimenti incrementa la mortalità umana che può arrivare addirittura al 26%.

 

Chi è

 

Il maiale è un cinghiale che l'uomo ha addomesticato circa 7.000 anni fa. Maiali e cinghiali appartengono alla stessa specie: Sus scrofa.

Secondo Roberto Marchesini (filosofo, etologo, saggista), il maiale è un animale da compagnia a tutti gli effetti, un animale unico ed eccezionale, dalle grandi capacità comunicative. I maiali sono dei grandi chiacchieroni, imparano il loro nome e tendono a rispondere con un sonoro grugnito. Comunicano con noi umani e fra loro con grugniti sempre diversi. Un grugnito per l'allerta, uno per il cibo, uno per il saluto e anche per il rammarico.

Secondo Tom Regan (universalmente riconosciuto come il più grande filosofo portavoce del movimento per i diritti degli animali), i maiali sono intelligenti quanto i cani (se non di più). Quel che può sorprendere sono i risultati di studi che dimostrano che i maiali possono sviluppare comportamenti che li pongono allo stesso livello cognitivo dei primati non umani.

Chi vive con un maiale per amico dichiara che questi animali sono speciali, affettuosi pacifici, molto intelligenti, curiosi e protettivi nei confronti del loro branco umano o animale che sia. Amano l'acqua, giocano con la neve e se si butta loro una palla la riportano come fa il cane. Amano la musica e se sentono suonare si rilassano e si appisolano. Se una persona canta grugniscono con lei.

Sono giocosi, ricchi affettivamente, riservati, rispettosi delle loro forme di igiene. Adorano le carezze sulla pancia e gorgheggiano di felicità muovendo la coda come fa il cane.

Sono animali molto delicati, mai invadenti non amano la confusione. I maiali si divertono e ridono quando sono rilassati e in pace con il mondo. Lanciano grugniti di dolore alla morte di uno di loro.

Sono ricettivi, possono persino essere permalosi se vengono sgridati e, contrariamente a quanto si crede, sono molto puliti. Si rotolano nel fango quando devono proteggersi dal sole e dagli insetti. Sono attenti all'igiene e fanno i bisogni sempre nello stesso posto, mai nei luoghi in cui dormono. Ci tengono a dormire in giacigli di paglia puliti e asciutti.

Si vedono maiali tenuti al guinzaglio e portati in passeggiata come si fa con i cani.

 

Allevamenti intensivi

 

I maiali sono gli ultimi degli ultimi tra i mammiferi (ma sono tanti gli animali ultimi tra gli ultimi). Tutto di loro viene usato e vengono usati per tutto, compresa la sperimentazione, il trapianto di organi. Le valvole dei loro cuori battono in tanti petti umani.

In Italia esistono 26.000 allevamenti, quasi tutti illegali o che praticano l’illegalità, dove vengono uccisi ogni anno 12 milioni di maiali. Per lo più si concentrano in Lombardia, Emilia Romagna, Piemonte e Veneto (84%).

In Europa vengono macellati ogni anno 250 milioni di maiali allevati per la maggior parte in allevamenti intensivi (dati Eurostat). L'Italia è all'ottavo posto in Europa. Negli Stati Uniti si uccidono 70 milioni di maiali ogni anno mentre in Cina 500 milioni. Cifre da inorridire.

Gli allevamenti di maiali, oltre che essere dei luoghi insani e crudeli dove gli "standard di eccellenza" sono una mistificazione, un'utopia, non rispettano neppure le norme minime, riservano agli animali atrocità e sofferenze ma ricevono ugualmente finanziamenti da parte dell'Europa. Il benessere animale non è tra i criteri di ammissibilità per i suddetti finanziamenti. Ma neppure la legalità.

Gli animali all’ingrasso vivono in situazioni di sovraffollamento che provocano stress e anche aggressioni, sotto la luce artificiale, sui pavimenti a grate in cui si incastrano le zampe, con le deiezioni che finiscono nei pastoni. I box sono costruiti solitamente in cemento creando una situazione disagiata e innaturale per i maiali che hanno bisogno di grufolare. In questi capannoni d’estate il caldo è insopportabile per questi animali dalla pelle delicata.

Le investigazioni effettuate hanno mostrato un viaggio all'inferno.

Gli animali sono trattati come prodotti e non esseri senzienti. Vivono al chiuso, in ambienti sovraffollati, sporchi e spogli, su pavimentazione fessurata o di cemento, in assenza di paglia o di qualunque altra forma di lettiera. Respirano ammoniaca e non aria fresca, non vedono mai la luce del sole.  Ratti e topi circolano liberamente.

I maiali vivendo ammassati urinano gli uni sugli altri, escrementi sono presenti nelle mangiatoie e ricoprono il corpo degli animali. 

Cuccioli abbandonati senza cure, schiacciati e gettati uno sull'altro come spazzatura; zone di ingrasso stracolme di animali feriti, malati, non curati.

Animali morti e animali agonizzanti lasciati senza assistenza e cura. Animali troppo deboli per muoversi, con lesioni e infezioni, scrofe senza accesso all'acqua, carcasse di porcellini e di feti abbandonati.

Animali spostati in maniera violenta con calci e bastoni o sollevati per le zampe e scaraventati a terra. Per il sovraffollamento e lo stress, la mancanza di stimoli, la noia, molti animali esercitano il cannibalismo mangiando le orecchie dei propri simili.


Le investigazioni effettuate hanno mostrato: 

  • maiali feriti con orecchie e code mangiate (cannibalismo)
  • cadaveri lasciati nei corridoi pieni di vermi
  • scrofe con le vagine rovinate da infezioni
  • centinaia di piccoli incapaci di camminare, alcuni con le zampe incastrate nelle grate del pavimento
  • piccoli schiacciati dalle madri nelle gabbie di gestazione
  • decine e decine di tumori non curati e infezioni agli occhi
  • animali in fin di vita lasciati agonizzare
  • maiali ammassati, feriti anche gravemente, con le code mozzate ancora sanguinanti, con prolassi rettali
  • maiali con infezioni oculari dovute agli alti livelli di ammoniaca nell'aria
  • topi che circolano liberamente

All'età di 9 mesi e 160 kg di peso i maiali vengono avviati alla macellazione. Ma anche prima.

Al macello gli animali vengono storditi con corrente elettrica e subito dopo con un colpo in testa, poi sgozzati e lasciati agonizzanti per molti minuti.

Per il mancato rispetto della Direttiva 2008/120/CE l'Italia è sotto minaccia di procedura d'infrazione. Il Ministero della Salute si è quindi attivato pubblicando un Piano di azione nazionale per la prevenzione della caudectomia e il miglioramento del benessere animale, impegnandosi a partire dal 1 gennaio 2019 per il controllo della legalità negli allevamenti.

“La mancata applicazione della Direttiva 2008/120/CE sulla protezione dei suini nella maggior parte degli Stati membri”, ha dichiarato Reineke Hameleers, direttrice di Eurogroup for Animals “è un esempio lampante dell’inerzia delle autorità nazionali e comunitarie di regolamentazione quando forti interessi economici sono in contrasto con il benessere degli animali”.

 

Scrofe

 

Le scrofe sono madri amorevoli, in natura costruiscono un nido accurato per la prole accessoriandolo con ramoscelli e rami che cambiano ogni notte.

Sono circa 500.000 in Italia, come tutti i mammiferi, allattano, proteggono, educano e difendono dai pericoli i loro piccoli. Lo scopo per il quale vengono allevate è la riproduzione e quindi sono sottoposte a un processo continuo.

La gravidanza dura circa 16 settimane e nascono in media 11 suinetti.

Le scrofe degli allevamenti intensivi vengono inseminate artificialmente, partoriscono di continuo, 2,5 volte all'anno per 2/3/5 anni e vivranno quasi tutta la loro breve vita in piccolissime gabbie di gestazione che le fasciano completamente (5 settimane) per poi passare a quelle di allattamento (21/28 giorni).

Queste gabbie limitano qualunque movimento, causano problemi fisici come piaghe da decubito e disfunzioni alle zampe, sono piccole al punto che gli animali non riescono neppure a girarsi e spesso schiacciano i loro cuccioli. Il tasso di mortalità è altissimo e molti suinetti vengono lasciati agonizzare.

Quando non sono più feconde, le scrofe finiscono al macello come tutti gli altri animali. Stordite con una scarica elettrica e subito dopo con un colpo in testa, infine sgozzate e lasciate agonizzanti per diversi minuti.

Nelle video-inchieste, sono visibili scrofe con ferite sul dorso, dovute allo sfregamento contro le sbarre delle gabbie. La costrizione fisica e l’impossibilità di esprimere i propri comportamenti naturali generano in loro uno stato di permanente frustrazione psicologica e depressione, evidente negli sguardi disperati documentati dalle immagini.

Animali che potrebbero vivere 12 anni vengono macellati per infertilità e/o zoppie intorno ai 2-3 anni.

https://www.youtube.com/watch?v=1rmBbcvv3_0  la loro voce

Lattonzoli

 

Sono i suinetti appena nati che a 3/4 settimane di vita vengono allontanati dalla madre mentre il naturale svezzamento avverrebbe a 3/4 mesi.

Le peggiori efferatezze avvengono su di loro.

Nei primi 7 giorni di vita subiscono dolorose mutilazioni senza l'uso di anestesia o analgesici:

  • taglio della coda (praticato al 90% dei suinetti, ovvero a 250.000 di loro ogni giorno, 70 milioni ogni anno; 
  • troncatura dei denti (la punta dei denti viene rotta con una pinza con dolore paura e angoscia, infezioni, fratture e ascessi, il dolore si protrae fino a che non cadono i denti da latte tra i 50 e 120 giorni di età);
  • castrazione nei maschi, legale in Europa e praticata su 100 milioni di animali ogni anno (per evitare nella carne cotta "l'odore di verro" che incide per meno del 5%).

Le operazioni sono dolorose per i suinetti indipendentemente dal mezzo utilizzato, sia esso un coltello, un paio di pinze, un bisturi o le mani. Richiedono tempo, minano il benessere degli animali. Il suinetto urla mentre l'operaio lo afferra e lo maneggia senza cura tenendolo a testa in giù sotto lo sguardo della madre che assiste impotente e reagisce in maniera ossessiva e disperata. Poi il suinetto viene letteralmente lanciato, sanguinante e dolorante, nei box con il rischio di ulteriori traumi e lesioni.

 

Il dolore acuto di queste operazioni brutali, quasi sempre effettuate da operai e non da veterinari, secondo il prof. P.Jensen della Linkoping University, durerà tutta la vita mentre potrebbe essere evitato sostituendo la brutalità con pratiche alternative, economicamente e tecnicamente realizzabili.

L'assurdità è che da una parte abbiamo leggi che difendono gli animali (non applicate) e dall'altra forme di tortura legalizzate accompagnate dall'ipocrisia imperante che predica il "benessere degli animali" e vieta la loro "sofferenza inutile". La sofferenza, utile agli allevatori, è permessa. Quindi per sillogismo, la sofferenza è permessa.

Preferiamo non sapere tutto questo perché l’ignoranza indubbiamente ci facilita la digestione”, come ha dichiarato Danilo Mainardi, etologo, ecologo, divulgatore scientifico.

 

Prosciuttopoli 2018

 

Mentre i maiali, le scrofe, i suinetti di pochi giorni vivono il loro inferno senza che controlli, leggi ed etica facciano capolino, i dogmi economici violati aprono le porte allo scandalo.

La filiera del prosciutto Dop collega allevatori, scrofaie, ingrassatori, macelli, prosciuttifici, consorzi, istituti di certificazione.

Dalla Procura di Torino e di Pordenone, nel 2018, sono stati posti sotto inchiesta 140 allevamenti e centinaia di allevatori con l'accusa di frode in commercio per il prosciutto di Parma e di San Daniele. Anzichè utilizzare maiali della razza Duroc italiana come pretende il disciplinare, hanno usato quella danese a crescita veloce, praticamente ledendo l'immagine del prodotto Dop e facendo pagare al consumatore cifre più alte.

Contemporaneamente sono stati commissariati dal Ministero, per 6 mesi, i due organi di controllo che non hanno controllato (Istituto Parma Qualità e Ifcq Certificazioni). Sono state comminate multe molto salate agli allevatori e cambiati i vertici dei due organi direttivi.

Il paradosso è che nonostante l'eccezionalità della notizia, i media non ne hanno parlato e neppure Coldiretti, o pochissimo, sottovoce, solo a livello locale. Il tutto di fronte al paventato rischio di collasso del mercato del settore. Il dio Denaro impera.

La legge tutela con impeto il consumatore ma non il consumato.

Approfondimenti

·        https://www.gabbievuote.it/maiali.html

Video

 

·        https://www.youtube.com/watch?v=7YxC7YcRW88 taglio della coda al suinetto

·        https://www.endpigpain.eu/?lang=it  castrazione suinetti

·        https://ilsalvagente.it/2017/09/13/mutilazioni-e-agonia-le-sofferenze-dei-suini-in-batteria/ maiali

·        https://www.endpigpain.eu/?lang=it  amputazioni

·        https://www.change.org/p/maiali-uccisi-a-martellate-chiudere-allevamento-degli-orrori-giuliagrillom5s-giamma71

·        http://www.prosciuttocrudele.it/

·        https://www.animalequality.it/allevamenti-maiali/thank-you-petition/?drip_email=corangela1%252540gmail.com&drip_subscriber_id=surnkjtk4disyoaqpd5v

·        https://www.essereanimali.org/2017/07/testimonianza-investigazione-sofferenza-prosciutto-parma

·        https://www.corriere.it/animali/15_maggio_24/dalla-nascita-macellazione-vita-maiali-italiani-allevamenti-lager-747db8ba-0234-11e5-8422-8b98effcf6d2.shtml?refresh_ce-cp

·        http://www.tvanimalista.info/video/allevamenti-macelli/allevamenti-intensivi-maiali/

·        http://www.tvanimalista.info/video/allevamenti-macelli/macellazione-maiali/

·        http://www.tvanimalista.info/video/allevamenti-macelli/maiali-macello-italia/

·        https://www.animalequality.it/allevamenti-maiali/?utm_source=drip&utm_medium=email&utm_campaign=%2525F0%25259F%252594%2525B4+Abbiamo+infiltrato+un%2525E2%252580%252599investigatore+negli+allevamenti+di+maiali

·        https://www.gabbievuote.it/maiali.html

·        https://ilfattoalimentare.it/video-prosciuttopoli-scandalo.html

·        https://www.aussiepigs.com/  scrofe

·        https://www.youtube.com/watch?v=jYM14EotJzg mamme in gabbia

·        http://www.tvanimalista.info/video/allevamenti-macelli/maiali-macello-italia/  maiali al macello

·        https://www.youtube.com/watch?v=w7_g2jHoUS8  concepimento maiali

·        http://www.greenreport.it/pesca-e-allevamenti/video-inchiesta-ciwf-sulle-scrofe-in-gabbia-che-producono-il-prosciutto-dop-video/ maiali del prosciutto di Parma

·        https://scienze.fanpage.it/le-scrofe-italiane-vivono-in-gabbia-e-allattano-tra-le-sbarre-i-suini-che-saranno-prosciutti/   mamme in gabbia

·        http://www.greenreport.it/pesca-e-allevamenti/video-inchiesta-ciwf-sulle-scrofe-in-gabbia-che-producono-il-prosciutto-dop-video/  mamme in gabbia

·        https://video.ilmattino.it/evil_farm_workers_use_swords_to_rip_piglets_out_of_pregnant_sows_truly_sickening_footage-1993269.html maiali sgozzati con le sciabole

·        http://www.tvanimalista.info/video/allevamenti-macelli/macellazione-maiali/  macellazione

·        https://video.ilmattino.it/evil_farm_workers_use_swords_to_rip_piglets_out_of_pregnant_sows_truly_sickening_footage-1993269.html  allevamenti

·        https://video.corriere.it/dalla-nascita-macellazione-vita-maiali-allevamenti-lager/e8dd18ba-0174-11e5-87d4-e85f3d259d8e allevamento lager

·        https://www.youtube.com/watch?v=Utau60s8VNw  scrofe in sala parto

·        https://www.francetvinfo.fr/economie/emploi/metiers/agriculture/video-jambon-de-parme-une-vie-de-cochon_2957627.html  prosciutto di Parma

·        https://campaigns.animalequality.it/matteo-cupi-parlamento-europeo/?utm_source=drip&utm_medium=email&utm_campaign=%F0%9F%87%AA%F0%9F%87%BA+mariangela%2C+eri+al+Parlamento+Europeo+con+me#main-video   macello di maiali

·        https://campaigns.animalequality.it/matteo-cupi-parlamento-europeo/?utm_source=drip&utm_medium=email&utm_campaign=🇪🇺+mariangela%2C+eri+al+Parlamento+Europeo+con+m   maiali grida

·        https://campaigns.animalequality.it/matteo-cupi-parlamento-europeo/?utm_source=drip&utm_medium=email&utm_campaign=%F0%9F%87%AA%F0%9F%87%BA+mariangela%2C+eri+al+Parlamento+Europeo+con+me  macello maiali

·        https://www.jainismoitalia.org/veganismo/motivazione-etica-conosci-la-sofferenza-degli-animali/sofferenza-della-scrofa-e-maiale/   scrofe

·        http://laverabestia.org/play.php?vid=6168  loro non vogliono morire: maiali, buoi

·        http://laverabestia.org/play.php?vid=6085  mutilazione dei suinetti

·        http://laverabestia.org/play.php?vid=5981 allevamenti intensivi vari animali

·        http://laverabestia.org/play.php?vid=5678 Il suono dell’inferno

·        http://laverabestia.org/play.php?vid=5560 maiali al macello in Lombardia

·        http://laverabestia.org/play.php?vid=5407 macellazione maiali

·        http://laverabestia.org/play.php?vid=5306 gabbie di gestazione scrofe in tedesco

·        http://laverabestia.org/play.php?vid=5189 allevamento maiali in italiano

·        https://www.essereanimali.org/allevamento-da-chiudere?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=name_finalmente_posso_parlarti_dellincubo_in_cui_ho_vissuto&utm_term=2018-09-16   maiali presi a bastonate

·        https://www.change.org/p/maiali-uccisi-a-martellate-chiudere-allevamento-degli-orrori-giuliagrillom5s-giamma71

·        https://www.youtube.com/watch?v=7YxC7YcRW88  taglio coda ai suinetti

·        https://www.youtube.com/watch?v=4kR7fa5TT_A&feature=youtu.be allevamento suini in Italia

·        https://campaigns.animalequality.it/alice-trombetta-byoblu/?utm_source=drip&utm_medium=email&utm_campaign=mariangela+oggi+ero+dai+Carabinieri#main-video allevamento maiali

·        https://www.essereanimali.org/allevamento-da-chiudere

·        https://www.essereanimali.org/2018/02/8-milioni-maiali-allevati-in-Italia-cosa-sappiamo  mutilazione maialini senza anestesia

·        https://www.essereanimali.org/2018/02/8-milioni-maiali-allevati-in-Italia-cosa-sappiamo   maiali

·        https://www.essereanimali.org/prosciuttocrudele/   maiali

·        https://www.animalequality.it/amazon/   allevamento di maiali

·        https://www.animalequality.it/video-macello-maiali/

·        www.prosciuttocrudele.it/

·        www.animalequality.it/allevamenti-maiali/

·        www.essereanimali.org/2017/07/testimonianza-investigazione-sofferenza-prosciutto-parma

·        www.corriere.it/animali/15_maggio_24/dalla-nascita-macellazione-vita-maiali...

·        www.tvanimalista.info/video/allevamenti-macelli/allevamenti-intensivi-maiali/

·        www.tvanimalista.info/video/allevamenti-macelli/macellazione-maiali/

·        www.tvanimalista.info/video/allevamenti-macelli/maiali-macello-italia/

 

Buone pratiche

 

La castrazione potrebbe essere sostituita da pratiche alternative, economicamente e tecnicamente realizzabili come il “vaccino” che esiste da quasi dieci anni e può essere inoculato nell’animale giovane producendo gli stessi effetti della castrazione. Viene utilizzato in oltre 63 paesi del mondo e parzialmente in Australia e Brasile.

Non praticano il taglio della coda: Cipro, Finlandia, Lituania, Slovacchia, Norvegia, Regno Unito.

Già nel 2009 la FVE Federazione Europea dei Veterinari si è dichiarata ufficialmente contraria alla pratica della castrazione chirurgica dei suini e a favore dell'adozione dell'immunovaccino. Incredibilmente la delegazione italiana dei veterinari si è astenuta dal votare questa mozione.

 

Nel 2010 è arrivata la Dichiarazione di Bruxelles: Boars 2018 - Fine della castrazione entro il 1 gennaio 2018 (firmata anche dall'Italia). Ma la castrazione chirurgica è ancora in auge.

 

Inghilterra e Irlanda non praticano la castrazione da tempo. Spagna e Portogallo l'hanno ridotta dell'80%. E’ stata vietata in Svizzera dal 2009. Nei Paesi Bassi e Belgio è stata notevolmente ridotta. In Norvegia è vietata dal 2015 e in Germania dal 2018. Vietata anche in Olanda e Danimarca. Altri Paesi hanno preso l'impegno di praticare la castrazione con l'anestesia.

Ci sono persone meravigliose che praticano la compassione e l'empatia, che salvano gli animali dalle atrocità, creano rifugi chiamati santuari, più di 30 in Italia (tanti altri piccoli o familiari), dove migliaia di animali sottratti ai macelli, agli allevamenti intensivi e ai maltrattamenti possono riappropriarsi della loro vita.

Nel Regno Unito le scrofe sono tenute all'aperto con capanni per riparo e per partorire. Non vi sono gabbie di gestazione, nè gabbie di allattamento. I capanni sono forniti di paglia e al momento dello svezzamento i suinetti vengono portati al coperto ed allevati in sistemi intensivi o estensivi.

In alcuni paesi i suini sono tenuti in gruppi al coperto, sui pavimenti solidi provvisti di paglia o altro con funzione di lettiera, materiale in cui grufolare con maggior opportunità per esprimere i propri comportamenti naturali e muoversi liberamente nel capannone con meno affollamento, meno conflitti, meno noia per mancanza di stimoli, meno morsicature delle code. Le scrofe possono partorire già in capanni o recinti.

CIWF Italia Onlus ha assegnato il premio Good Pig per il benessere dei maiali alle aziende che usano, o si impegnano a farlo, sistemi di allevamento rispettosi del benessere di scrofe e suini da carne.

https://www.compassionsettorealimentare.it/premi/premio-good-pig/

La finalità dell’allevamento intensivo è pur sempre l’uccisione ma almeno la vita, con le buone pratiche, può cessare di essere una continua tortura.

 

Proposte

 

Chi non è perseverante non otterrà mai alcun cambiamento.

Tom Regan da Gabbie Vuote.

Attuazione della Dichiarazione di Bruxelles "Boars 2018"

Controllo pressante e inderogabile sull'applicazione della Direttiva 2008/120/CE (decreto legislativo 122/2011 e 146/2001) come avvalorato dalla lettera del 22/06/2018 del Direttore Generale Ministero della Salute, Silvio Borrello.

Divieto di ogni mutilazione (castrazione, caudectomia, stroncatura dei denti).

Divieto delle gabbie di gestazione per le scrofe.

Procedimento di interdizione dall'attività di allevamento per coloro che si sono resi responsabili del reato di maltrattamento e/o uccisione.

Togliere le sovvenzioni nazionali e comunitarie agli allevamenti che non rispettano la Direttiva e praticano l'illegalità.

Installazione di apparecchiature per la videosorveglianza.

 

POLLI, TACCHINI, QUAGLIE E GALLINE OVAIOLE

 

 

I galliformi, polli, tacchini, galline, quaglie... sono gli animali allevati e macellati in quantità notevolmente maggiore rispetto a tutti gli altri usati per l'alimentazione (esclusi i pesci).

Negli allevamenti intensivi, il becco delle galline, dei polli, dei tacchini e delle anatre viene spesso rimosso per ridurre le ferite che gli uccelli stressati, costretti a vivere in pochissimo spazio, possono procurarsi tra di loro.

 

Polli

 

"Solo il dolore è verità; di tutto il resto si può dubitare"

(J.M. Coetzee, scrittore, saggista e accademico sudafricano, Premio Nobel per la letteratura 2003)

 

Chi sono

 

Il pollo è il gallo giovane che ancora non ha raggiunto la maturità sessuale, il maschio della gallina.

Sono animali socievoli che instaurano forti legami di amicizia e formano una struttura sociale coesa. Comunicano con richiami, contatto e manifestazioni visive.

Un pollo può "conoscere" fino a 50, talora 100 animali della sua specie. Ama grattare il suolo, lisciarsi le piume, razzolare, stirarsi le ali e fare bagni di polvere.
Ai polli piace stare al sole, rotolarsi su un fianco, allungare un’ala per esporla ai raggi.

 

Come vivono

 

In Italia si allevano oltre 500 milioni di polli da carne o broiler (Istat 2016) e, nel 2016 sono stati macellati 525 milioni di animali di cui il 99% cresciuti nei capannoni degli allevamenti intensivi, separati i maschi dalle femmine e non in gabbia.

Appartengono a razze selezionate per crescere il più rapidamente possibile a scapito della loro salute. Il pollo è una vera macchina da carne che aumenta di peso in poche settimane.

Nei capannoni chiusi vengono stipati decine di migliaia di animali: con una densità di 10-15 per metro quadro. Lo spazio utile per ogni pollo è inferiore a una scatola di scarpe. Non vedono mai la luce del sole o un filo d'erba. Questi ambienti affollatissimi provocano loro gravi patologie. Privati di esercizio fisico, soffrono di problemi di locomozione. La lettiera non viene cambiata e si carica di ammoniaca che provoca infiammazioni cutanee, zampe deformate.

Sono alimentati a dismisura e sviluppano problemi agli arti, a causa del peso elevato visto che la crescita viene accelerata in modo che a sole 7 settimane di vita gli animali siano pronti per l'abbattimento. Molti polli soffrono inoltre di problemi cardiovascolari e respiratori causati dall'elevato ritmo di crescita che porta a un rapido aumento della muscolatura ma non altrettanto di cuore e polmoni. Non potendosi spostare fino alla mangiatoia alcuni muoiono di fame e di sete.

Sono sottoposti a trattamenti farmacologici che favoriscono l'antibiotico resistenza contro la quale si è espressa la Commissione EU. Non esiste un'etichettatura in base al metodo di allevamento, se non volontaria.

Le condizioni in cui vivono impediscono ai broiler di compiere i comportamenti normali della specie e li costringe a restare immobili per i 2/3 della loro vita, appollaiati sui propri escrementi.

Illuminazione artificiale, rumore, temperature elevate sono le condizioni normali a cui sono costretti.

L’alimentazione è costituita integralmente da mangimi industriali composti da cereali transgenici, proteine animali, oli esausti.

Le investigazioni effettuate dalle associazioni hanno mostrato:

  • animali stipati a decine di migliaia in capannoni chiusi, sudici e spogli;
  • animali con deformazioni alle zampe, zoppie e altri problemi locomotori;
  • animali con gravi problemi respiratori;
  • animali con gravi affezioni cutanee, tra cui ustioni da ammoniaca, vesciche e ulcere;
  • animali con profonde piaghe dovute alla scarsa mobilità;
  • animali che muoiono di attacchi cardiaci a pochi giorni di vita;
  • cadaveri in avanzato stadio di decomposizione lasciati per settimane sulla lettiera in mezzo agli animali ancora vivi;
  • operatori che maneggiano violentemente i polli, spesso causandogli dolorose fratture;
  • animali macellati in modo approssimativo, molti dei quali ancora coscienti.

 

Il cappone è un pollo maschio castrato senza anestesia a circa 2 mesi di vita, un'operazione molto dolorosa che spesso finisce con la morte dell'animale per infezione. La sua vita è brevissima, in media 35/40 giorni. Sono animali selezionati per produrre carne. Creati in laboratorio da modificazioni genetiche riescono ad ingrassare fino a raggiungere il peso adatto alla macellazione e vendita in brevissimo tempo.

 

Video

 

·        http://laverabestia.org/play.php?vid=5913 dall'incubatrice al supermercato

·        https://www.essereanimali.org/incubo-dei-pulcini  primo giorno di vita dei pulcini

·        https://www.ciwf.it/animali/polli-da-carne/allevamento-intensivo-dei-polli/

·        https://www.essereanimali.org/cosa-facciamo/investigazioni/

·        http://www.greenstyle.it/allevamenti-polli-animal-equality-denuncia-maltrattamenti-233968.html

·        https://www.ciwf.it/animali/polli-da-carne/allevamento-intensivo-dei-polli/

·        https://www.ciwf.it/animali/polli-da-carne/allevamento-intensivo-dei-polli/

·        http://laverabestia.org/play.php?vid=6180  macello di polli

·        https://www.animalequality.it/una-vita-in-gabbia/  il pollo è pronto

·        http://laverabestia.org/play.php?vid=6147 la fettina di pollo al contrario

·        http://laverabestia.org/play.php?vid=6060  la girandola di polli

·        https://ilfattoalimentare.it/benessere-animale-polli-video.html  allevamento broiler

 

Tacchini

 

A questi animali non spetta sorte migliore rispetto ai polli. Allevati per poi essere uccisi e mangiati la programmazione della loro vita è, anche in questo caso, mirata a far loro raggiungere il peso nel minor tempo possibile. Le femmine vivono circa 100 giorni, i maschi 140.

Inseminati forzatamente e fatti nascere negli incubatoi, i tacchini vivranno poi in enormi capannoni, ammassati fra loro. Il becco viene reciso alla nascita per evitare episodi di aggressività che possono comportare perdite per l’allevatore. Le condizioni di vita sono orribili, come per i polli.

 

Video

 

·        https://www.youtube.com/watch?v=6qr-50e3Gqo '

·        http://www.laverabestia.org/wordpress/questa-vita-tacchino/

·        http://laverabestia.org/play.php?vid=330

·        https://www.youtube.com/watch?v=PW5Q5swFQaA polli e tacchini

·        http://laverabestia.org/play.php?vid=6045  la vita di un tacchino

 

Quaglie

 

 

Le quaglie sono piccoli galliformi molto apprezzate per la compagnia. Sono animali che vivono in gruppo, preferiscono stare al riparo e trascorrono il tempo alternando fasi di riposo ad altre in cui razzolano, beccano, si rotolano nella sabbia o si prendono cura del piumaggio.

 

Come vivono

 

Sono i più piccoli e dimenticati animali d’allevamento.

Oltre 140 milioni di quaglie sono allevate in Europa ogni anno, 1,4 miliardi nel mondo.

In Europa l’allevamento in gabbia delle quaglie è il terzo più diffuso e ad ora non esiste alcuna legislazione specie-specifica che le protegga.

Le investigazioni girate in allevamenti europei, hanno dimostrato che proprio nel nostro Paese sono state rilevate le peggiori condizioni di vita.

In Italia 29 milioni di quaglie sono allevate per produrre carne e uova.

La maggior parte finisce nella filiera della carne e viene macellata alla giovanissima età di 5 settimane.

Le quaglie allevate per le uova vengono invece macellate all’età di 6 mesi e trascorrono tutta la loro vita in gabbie minuscole, di 86 cmq. (l'equivalente di un sottobicchiere da birra), impilate una sull'altra fino a raggiungere 5 livelli, dove per spostarsi da un lato all’altro devono letteralmente calpestare un loro simile. Negli allevamenti intensivi in gabbia, questi animali non toccano il suolo e quindi non possono fare i “bagni di polvere”, nè nascondersi e proteggersi da altri animali più aggressivi. La verità è che non riescono nemmeno a muoversi. Sono loro impediti anche altri comportamenti naturali come:

·         il volo

·         la corsa

·         la migrazione

·         la possibilità di deporre le uova nei nidi

·         la ricerca di cibo

Nonostante si possa pensare che le quaglie allevate a terra stiano meglio rispetto a quelle nelle gabbie, questi animali sono costretti a vivere a densità altissime, più alte addirittura di quelle nelle gabbie da batteria. All’interno delle gabbie ci sono circa 30/40 animali per la produzione delle uova; mentre, per la produzione delle carni, si stipano all’interno delle gabbie fino a 80 esemplari.

Le alte densità aumentano il rischio che le quaglie si spennino l’un l’altra, rendendo necessario il debeccaggio. Inoltre all’interno delle gabbie gli animali più deboli non riescono a difendersi e vengono attaccati dagli altri animali.

Negli allevamenti viene fatto uso costante di antibiotici, indispensabili per evitare il proliferare di malattie tra gli animali.

 

L’allevamento delle quaglie sta crescendo sempre di più, nel 2014, sono state allevate circa 1.4 miliardi di quaglie. La Cina è il primo produttore a livello mondiale con 1.2 miliardi di animali allevati. In Europa la Spagna è il primo produttore con 66 milioni. L’Italia è il terzo produttore europeo con 28.5 milioni di quaglie macellate all’anno.


Video

 

·        https://www.ciwf.it/campagne/end-the-cage-age-basta-animali-in-gabbia/basta-quaglie-in-gabbia/

·        https://www.youtube.com/watch?v=7g5VuujHC3c  macellazione quaglie

·        https://www.youtube.com/watch?v=6_HGv44FR3A allevamento

·        https://www.youtube.com/watch?v=raP_1-JHCME allevamento quaglie

 

Galline ovaiole

 

Chi sono

 

Zang Huating, zoologa dell'Università di Henan in Cina, ha passato anni ad addestrare galline con l'intento di riuscire a comprendere che cosa fossero in grado di imparare. I risultati sono stati stupefacenti. Dopo aver acquistato 5 galline al supermercato, le porta ad esibirsi in diverse mostre per dimostrare che anche le galline sono animali intelligenti.

Quindi la gallina è un animale intelligente, sociale e sensibile ama molto essere coccolata, cerca il contatto e l'affetto e crea con le persone un legame profondo.

Comunica con i propri simili emettendo il classico verso del “chiocciare” ma non è certamente l’unico; per ogni situazione c’è un verso preciso. In natura vivrebbe in gruppi di sette-otto individui sviluppando relazioni durature e organizzando attività collettive come ad esempio: la ricerca del cibo raspando il terreno in modo da limarsi anche le unghie, il riparo tra gli alberi in particolare la notte, i bagni di polvere per liberarsi dai parassiti.

 

Le galline sono sicuramente gli animali più diffamati ed oltraggiati sulla faccia della terra (“cervelli di gallina”) e, altrettanto sicuramente, sono tra gli uccelli più intelligenti e sociali.

Tom Regan in Gabbie vuote.

Le galline stanno tornando pian piano a fare la loro comparsa anche in aree urbane, all’interno di giardini e orti e nelle case, arrivando ad occupare il quarto posto tra gli animali d'affezione dopo cane, gatto e coniglio.

 

Come vivono

 

La gallina è l'animale più sfruttato e massacrato al mondo. La vita media di una gallina in natura è tra i 5 e gli 11 anni, nell'allevamento è di 1 o 2 anni.

In Italia si allevano 34.963.657 (Commissione europea 2018) di galline ovaiole di cui il 62% passa la breve vita in una delle piccole gabbie allineate su più piani all'interno di enormi capannoni senza luce, in totale compromissione dei loro bisogni.

Stipate a migliaia, costrette su un pavimento a rete metallica dove non possono neppure appoggiare le zampe e che provoca loro ferite e deformazioni. Non possono spiegare completamente le ali, sono soggette a forti stress, spesso si ammalano e muoiono nelle gabbie.

Le investigazioni svolte dalle associazioni hanno scoperto ambienti sporchi, mai lavati, con topi vivi che passano fra le gabbie e topi morti sul pavimento del capannone. Galline ulcerate, con la pelle arrossata e rovinata dall'ammoniaca prodotta dalle deiezioni, con perdite di piume sul corpo e sulle ali, galline morte, cadaveri in putrefazione. Presenza massiccia e invasiva di acari rossi che ricoprono ogni centimetro dell'allevamento e tormentano gli animali per nutrirsi del loro sangue. Uova e galline totalmente ricoperte.

A settembre 2018 è stato dato l'allarme di interi lotti positivi alla salmonella che il Ministero ha dovuto ritirare dal mercato. L'Istituto Superiore della Sanità ricorda che il guscio permette l'ingresso nell'uovo del batterio.

L'allevamento delle galline in gabbie di batteria grandi quanto un foglio di carta è considerato fuori legge dal 2012 in Europa (Direttiva europea 199/74/EC). Le gabbie di batteria sono state sostituite da gabbie arricchite (ma in Italia la metà degli allevamenti non si è ancora adeguata per cui il nostro paese nel 2014 è stato condannato dalla Corte di Giustizia europea).

Le gabbie arricchite presentano alcuni miglioramenti come: lieve aumento dello spazio, aggiunta di posatoi (troppo bassi perchè le galline possano appollaiarsi), nidi artificiali, cassette per la polvere e grattatoi. Una gabbia arricchita resta sempre una gabbia, le galline non potranno mai aprire le ali, razzolare a terra, esprimere i comportamenti della loro specie.

A causa dell'elevato livello di stress, dell'ambiente povero e della forte promiscuità che porta alla pica delle penne e al cannibalismo, i pulcini destinati agli allevamenti, entro i primi 10 giorni di vita, vengono sottoposti al debeccaggio senza anestesia con una lama arroventata a 650-750°. Essendo il becco ricco di terminazioni nervose l'operazione comporta dolori acuti e cronici.

Le galline soffrono di fragilità ossea e osteoporosi che causano fratture fino al 30% nelle galline per il depauperamento del calcio impiegato nella deposizione delle uova a ritmi intensi. I loro arti si deformano e le loro unghie crescono a tal punto da attorcigliarsi alle gabbie. La luce artificiale è tenuta accesa 24 ore su 24 per indurre l'animale a nutrirsi senza sosta. In queste condizioni le galline impazziscono letteralmente.

Appena una gallina diminuisce la produttività, verso i 15/16 mesi di vita, viene mandata al macello per diventare carne di seconda scelta.

 

Video

 

·        https://www.ciwf.it/campagne/end-the-cage-age-basta-animali-in-gabbia/basta-galline-in-gabbia/  allevamento galline Daniela Poggi

·        http://laverabestia.org/play.php?vid=5898  incubatoi di galline ovaiole

·        http://laverabestia.org/play.php?vid=6025   la verità dietro le uova

·        https://www.animalequality.it/una-vita-in-gabbia/

·        https://www.youtube.com/watch?v=jTfy1_bQEMk

·        https://www.youtube.com/watch?v=-4BwKsfqosw&feature=youtu.be

·        https://www.youtube.com/watch?v=I1STdr4Y3l8

·        https://www.animalequality.it/il-vero-prezzo-delle-uova/

·        http://www.tvanimalista.info/video/allevamenti-macelli/liberazione-galline-ovaiole/

·        https://www.jainismoitalia.org/veganismo/motivazione-etica-conosci-la-sofferenza-degli-animali/sofferenza-delle-galline-e-polli/

·        https://www.essereanimali.org/cosa-facciamo/investigazioni/ allevamento galline ovaiole

·        https://www.youtube.com/watch?v=QPpfbBj-B2U  allevamento

·        https://www.animalequality.it/una-vita-in-gabbia/?utm_source=drip&utm_medium=email&utm_campaign=%25F0%259F%2594%25B4+Emergenza+Uova%253A+collaboriamo+con+il+Ministero+della+Salute    uova

·        https://www.animalequality.it/una-vita-in-gabbia/?utm_campaign=La%2520nostra%2520denuncia%2520al%2520TG2%2520%25C3%25A8%2520stata%2520vista%2520da%2520oltre%25202%2520milioni%2520di%2520persone&utm_medium=email&utm_source=drip  galline ovaiole

·        https://www.animalequality.it/una-vita-in-gabbia/?utm_source=drip&utm_medium=email&utm_campaign=La+nostra+denuncia+al+TG2+%25C3%25A8+stata+vista+da+oltre+2+milioni+di+persone galline ovaiole

·        https://www.essereanimali.org/allevamenti-galline-uova  galline ovaiole

·        https://campaigns.animalequality.it/emergenza-uova-controlli/?utm_campaign=%F0%9F%94%B4%20Emergenza%20Uova%3A%20collaboriamo%20con%20il%20Ministero%20della%20Salute&utm_medium=email&utm_source=drip  uova

·        http://laverabestia.org/play.php?vid=6178   macchina taglia becco

·        http://laverabestia.org/play.php?vid=5942   lo sbeccamento dei pulcini

 

Pulcini maschi delle galline ovaiole

 

Subito dopo la schiusa delle uova, attraverso il colore del piumaggio o il cosiddetto "sessaggio alla cloaca", avviene la separazione tra maschi e femmine.

Ogni anno in Italia si uccidono più di 40 milioni di pulcini maschi appena nati considerati scarti di produzione. Passano dall’incubatrice alla macchina “trita pulcini” a lame rotanti dove vengono tritati vivi, oppure gassificati con l'anidride carbonica. Il nazismo insegna ancora.

 

I metodi suddetti sono legali ma usarli per uccidere una creatura che dovrebbe ispirare bellezza e tenerezza, denota quanto ancora la nostra coscienza debba crescere perchè l'uomo occidentale, che presume di insegnare al mondo, possa chiamarsi etico o, almeno, civile.

 

I pulcini maschi non producono uova e se risparmiati, in quanto produttori di carne, avrebbero un costo di mantenimento elevato con un accrescimento lento. Fanno parte dei cosiddetti “controsessi”.


I pulcini femmina, risparmiati dalla macchina o dal gas, vengono disposti in speciali scatoloni di cartone e spediti agli stabilimenti che producono uova.

Ogni anno negli allevamenti di tutto il mondo 525 milioni di pulcini maschi vengono tritati vivi, durante la selezione sono trattati come oggetti, quindi maneggiati senza cura, torturati e, se feriti o non validi per la crescita, uccisi senza troppi convenevoli.


Video

 

·        http://laverabestia.org/play.php?vid=6176  nascere maschio

·        https://www.essereanimali.org/2018/07/cina-incubatoio-piu-grande-mondo/

·        https://www.essereanimali.org/2018/01/terribili-immagini-incubatoio-industraiale

·        https://www.essereanimali.org/incubo-dei-pulcini

·        https://action.ciwf.it/page/29488/action/1?ea.tracking.id=6kgjkgvj&_ga=2.24615026.917022390.1540564990-1059393355.1540018442  uova scaffali Conad

·        https://www.animalequality.it/la-loro-voce/?utm_source=drip&utm_medium=email&utm_campaign=L%25252527unica+voce+che+questi+animali+hanno+%252525C3%252525A8+la+tua

·        https://www.essereanimali.org/cosa-facciamo/investigazioni/

·        http://laverabestia.org/play.php?vid=6061  pulcini galline ovaiole

·        http://laverabestia.org/play.php?vid=5941  gassazione pulcini maschi

·        http://laverabestia.org/play.php?vid=6176  pulcini maschi delle ovaiole

·        https://www.change.org/p/maurizio-martina-stop-finanziamenti-ad-allevamenti-intensivi   pulcini

·        https://campaigns.animalequality.it/matteo-cupi-parlamento-europeo/?utm_source=drip&utm_medium=email&utm_campaign=%F0%9F%87%AA%F0%9F%87%BA+mariangela%2C+eri+al+Parlamento+Europeo+con+me  pulcini

·        http://www.tvanimalista.info/video/allevamenti-macelli/produzione-uova-pulcini/

·        https://www.nanopress.it/ambiente/2018/01/31/pulcini-maschi-tritati-vivi-la-barbara-pratica-degli-allevamenti/97283/

·        https://notizie.virgilio.it/top-news/video-shock-su-pulcini-in-allevamento-intensivo-116685

·        https://it.blastingnews.com/cronaca/2018/02/video/video-choc-pulcini-tritati-vivi-negli-allevamenti-intensivi-ecco-perche-004813391.html

·        http://www.tvanimalista.info/video/allevamenti-macelli/produzione-uova-pulcini/  pulcini tritati vivi

·        https://www.nanopress.it/ambiente/2018/01/31/pulcini-maschi-tritati-vivi-la-barbara-pratica-degli-allevamenti/97283/

·        https://www.youtube.com/watch?v=fflxSeBELUU

·        https://www.lifegate.it/persone/news/animal-equality-pollo-made-in-italy da dove viene la carne di pollo

·        https://www.essereanimali.org/incubo-dei-pulcini  primo giorno di vita dei pulcini

·        https://www.youtube.com/watch?v=NV10lmjThnA

·        https://it.businessinsider.com/gli-allevamenti-industriali-italiani-sono-lager-da-film-horror-e-da-qui-proviene-la-gran-parte-dei-polli-e-delle-uova-che-mangiamo/

·        https://www.essereanimali.org/carne-di-pollo/ carne di pollo basso costo alta sofferenza

·        https://www.youtube.com/watch?v=f39YFy6aJbA  filiera Coop polli da carne

·        https://www.ciwf.it/animali/polli-da-carne/allevamento-intensivo-dei-polli/

 

Buone pratiche

 

Sempre nell’attesa che nessun animale venga ucciso per l’alimentazione umana, o se ucciso sopporti la sola sofferenza della morte ma non la tortura della sua intera vita, ecco alcune buone pratiche.

Le Università di Lipsia e di Dresda e l'azienda tedesca Seleggt hanno sviluppato un sistema di identificazione del sesso dell'uovo prima della schiusa fornendo una soluzione all'abbattimento sistematico dei pulcini maschi. Il "sessaggio" avviene tramite uno spettroscopio molecolare Raman che, attraverso un piccolo foro praticato sul guscio dell'uovo con un laser, permette di esaminare il contenuto embrionale quando il sistema nervoso non è ancora sviluppato e la distruzione dell'uovo non provoca sofferenza. Se si tratta di una femmina il forellino viene sigillato e l'uovo va nell'incubatrice se si tratta di un maschio l'uovo viene scartato e può essere utilizzato per l'alimentazione animale o per l'industria chimica. Questa analisi è poco invasiva si effettua in modo rapido ed economico   https://www.youtube.com/watch?v=0JYVpIn31ww

La Germania è stata in realtà il primo paese a muoversi dopo il varo di una specifica legge, tutti gli incubatoi dal 2016 utilizzano le nuove tecnologie che permettono di non uccidere i pulcini maschi e dal 2017 è stato vietato il taglio del becco per galline e tacchini.

Nei supermercati tedeschi controllati dalla catena Rewe Group sono apparse le prime uova al mondo prodotte senza uccidere i pulcini maschi. La nuova linea di uova, che costano un po’ di più di quelle tradizionali, si chiama Respeggt. Come riferisce il quotidiano britannico The Guardian, grazie a un nuovo processo brevettato, chiamato “Seleggt”, si può determinare il sesso di un pulcino dopo soli nove giorni dalla fecondazione dell’uovo. A questo punto le uova “maschili” vengono accantonate e trasformate in mangimi per animali, lasciando nelle incubatrici solo i pulcini “femmine” che verranno alla luce alla fine di un periodo di incubazione di 21 giorni. Il sistema ha richiesto quattro anni di ricerca ed è stato finanziato con circa cinque milioni di euro dal ministero tedesco dell’Agricoltura.

Nel corso del 2019 le uova prodotte senza uccisione dei pulcini maschi saranno disponibili in tutti i 5.500 punti vendita tedeschi di Rewe e Penny.

In Italia l’azienda romagnola Tedaldi ha lanciato nell’ottobre 2018 Primovo, il primo marchio italiano di uova da allevamento a terra certificate per il rispetto dei pulcini maschi che non vengono uccisi subito dopo a nascita. Sono anche le prime uova ad aver ottenuto nel nostro paese la certificazione di sostenibilità ambientale Friends of the Earth grazie all’uso di energia a fonti rinnovabili, minore densità di animali nell’allevamento e uso di mangimi 100% vegetali senza Ogm.

Un'azienda di quaglie ovaiole usa un sistema alternativo alle gabbie, fa crescere gli uccelli in ambienti con illuminazione naturale, spazio e libertà di muoversi, covoni di paglia dove potersi riparare e nascondere. Si potrebbe pensare che sia un’azienda che alleva per diletto, invece, è un allevamento a scopo commerciale. Questo dimostra che allevamenti di quaglie con maggiori standard di benessere sono possibili e sostenibili da tutti i punti di vista.

Conferiti i premi CIWF International in Italia per i sistemi maggiormente rispettosi del benessere degli animali

https://www.compassionsettorealimentare.it/premi/premio-good-chicken/. CIWF International ha riconosciuto i premi per il miglioramento del benessere negli allevamenti di galline ovaiole in Italia

https://www.compassionsettorealimentare.it/premi/premio-good-egg/ e la vita di 1,5 milioni di galline è migliorata. La Lidl Italia, che ha avuto il premio nel 2018.

 

Il Premio Innovazione 2016 è stato assegnato da CIWF a Plukon Food Group nei Paesi Bassi per la loro struttura ‘Windstreek Stable’, un nuovo progetto di capannone per l'allevamento di polli che integra diverse innovazioni volte a migliorare significativamente il benessere degli animali

https://www.compassionsettorealimentare.it/premi/premi-speciali/premio-innovazione-2016/

 

Sugli scaffali dei supermercati italiani e mondiali è sempre più difficile trovare uova di galline allevate in gabbia. Dopo la Coop che per prima ha fatto questa scelta, altre insegne si sono aggiunte come Esselunga, Auchan, Lidl (che si impegna, primo e unico supermercato italiano, ad eliminare le gabbie sia dall'assortimento di uova in guscio sia dagli ingredienti usati in tutti i propri prodotti). Il premio è stato consegnato anche al Gruppo Sabbatani produttore di circa 350 milioni di uova ogni anno che si impegna a eliminare le gabbie da tutte le proprie filiere produttive, Carrefour, Pam che hanno già ceduto al benessere delle galline decidendo di non vendere più (da subito o entro una data precisa) le uova da allevamento in gabbia.

 

Aziende alimentari hanno detto addio alle uova di gallina in gabbia: Paluani, Tre Marie, Bauli, Ferrero dal 2014, Maina entro il dicembre 2020, Kraft Heinz, Conagra, Sodexo e Camst entro il 2025, Dussman Service dal marzo 2017.


La COOP nel 2017 ha anche lanciato il progetto sulla filiera avicola, 26 milioni di polli all'anno, con tutte le uova a marchio con l'etichetta "allevato a terra senza uso di antibiotici". Successivamente ha avviato una campagna per vitelli, tacchini, suini e i pesci senza antibiotici negli ultimi 4 mesi di vita. Si tratta di 270.000 animali di 142 allevamenti oltre che all'arricchimento ambientale e, per le uova, l'etichetta "allevato a terra senza uso di antibiotici".


Balocco produce solo panettoni e pandori con uova di “galline felici”. Si sono convertiti anche Giovanni Rana e Galbusera.

In Paesi come Svizzera, Germania, Austria, Francia l’allevamento in gabbia per le galline ovaiole è quasi del tutto scomparso. In Germania sono allevate all’aperto oltre 9 milioni di galline. In Olanda più di 5 milioni. Alti standard sono promossi da Lussemburgo, Svezia, Danimarca, Regno Unito.

In Belgio (Vallonia) dal 2028 sarà vietato allevare galline in gabbia.

Dal 2020 mai più uccisioni dei pulcini maschi per l’industria delle uova americana. Lo annuncia la United Egg Producers, associazione di categoria che racchiude il 95% del settore in tutti gli Stati Uniti.

In Francia è stato depositato un disegno di legge per salvare i pulcini che il Ministero dell'Agricoltura ha segnalato come prioritario stanziando un fondo specifico.

Il Lussemburgo ha vietato l'uccisione sistematica dei pulcini maschi in tutti gli incubatoi per allevamenti di galline ovaiole. Non è quindi più permesso procedere alla macerazione, ovvero allo schiacciamento, pratica usuale per abbattere i pulcini fino a 72 ore di vita oggi consentito dal Regolamento (CE) n.1099/2009 del Consiglio relativo alla “protezione” degli animali durante l’abbattimento.

Altri metodi per distinguere il maschio dalla femmina sono stati sviluppati in Corea del Sud attraverso la manipolazione genetica rendendo fosforescenti gli embrioni indesiderati.

Un altro sistema per salvare i pulcini è quello di ricorrere a razze cosiddette ambivalenti dove i maschi sono utilizzati come polli da carne, strada seguita dalla Coop svizzera.

Alcune aziende alimentari hanno volontariamente scelto di indicare sulle confezioni o sui loro siti internet "Non utilizzo di uova da galline allevate in gabbia".

Nel 2018 i veterinari della FVE le Federazione dei veterinari europei, hanno proposto una legge quadro contro le pratiche brutali di uccisione.

Aziende, come Guidi, hanno investito nell'allevamento dei pulcini maschi delle galline ovaiole.

Negli Stati Uniti la UEP, United Egg Producers, la più grande associazione statunitense di produttori di uova (80 miliardi di uova in un anno) ha firmato un accordo con gli animalisti della Human League per porre termine a una "pratica barbarica" eliminando l'abbattimento dei pulcini maschi delle galline ovaiole entro il 2020. Molti marchi del settore come Unilever, hanno dichiarato che per le loro uova nessun pulcino veniva ucciso.

Hy-line srl primo gruppo italiano per la schiusa di pulcini "linea uova" sta collaborando con la casa madre americana per validare i progetti in corso.

L'azienda olandese Kipster alleva galline ovaiole in capannoni hi-tech con soffitti in vetro per mantenere la luce naturale, utilizza energia dai pannelli solari e cresce gli animali in ampi spazi che, all'interno e all'esterno, imitano ambienti naturali.

Il movimento "End of Cage Age" a cui hanno aderito oltre cento associazioni da 24 paesi (16 italiane) chiede la fine degli allevamenti in gabbia legalmente usati per conigli, galline, quaglie, scrofe e vitelli.

Il 2 novembre 2018 il Parlamento europeo ha approvato quasi all’unanimità una risoluzione per migliorare il benessere degli animali negli allevamenti e ridurre i problemi dell’antibiotico resistenza.

 

Proposte

 

Abolire le gabbie negli allevamenti (anche se non si elimina la morte si elimina gran parte della sofferenza).

Obbligo di etichettatura secondo il metodo di produzione per tutti i prodotti di origine animale (carne e prodotti lattiero-caseari) e di tutti i prodotti che contengono uova.

Divieto dell'uso preventivo e routinario degli antibiotici.

Accesso all'esterno di tutti gli animali e non solo per quelli di allevamenti biologici e rurali.

Installazione di apparecchiature per la videosorveglianza.

 

ANATRE E OCHE (foie gras, piumino)

 

E’ più facile spezzare un atomo che un pregiudizio. Albert Einstein

Chi sono

 

Anatre e oche sono uccelli acquatici, per loro l'acqua è fondamentale; tutta la loro esistenza si svolge attorno a grandi masse d'acqua. Vivono negli stagni, nei fiumi e nei laghi, nuotano, volano in quel loro mondo dove l'acqua non può mancare. Questi animali, in natura, sono veloci nella corsa, nel nuoto, nel volo.

Possono sviluppare amicizie profonde e durevoli, anche con specie diverse, senza bisogno di imprinting. Un maschio di anatra muta, per esempio, è stato molto legato a una gallina di nome Hetty. Quando Hetty era anziana e cominciava a perdere vitalità, le attenzioni dell'amico erano davvero commoventi. Nei suoi ultimi due giorni di vita, le è sempre rimasto accanto. Restavano insieme nel pollaio, rifiutandosi di uscire.

Le oche solitamente si accoppiano con lo stesso partner per tutta la vita, ma un piccolo numero di esse può "divorziare" e cercarsi un nuovo compagno. Tendono a deporre un numero di uova più basso delle anatre, ma entrambi i genitori proteggono il nido e i piccoli, che solitamente hanno un tasso di sopravvivenza più alto rispetto a quelli allevati da un solo genitore.

 

Come vivono

 

 

La compassione e l'empatia per il più piccolo degli animali è una delle più nobili virtù che un uomo possa ricevere in dono.

Charles Darwin


Anatre e oche, come galline e polli, vengono allevate in allevamenti intensivi per la loro carne e per le loro uova, ma anche per il piumino e per il "paté de foie gras".

Negli allevamenti intensivi, questi animali non incontrano mai l'acqua, se non per bere, il che è per loro fonte di grande sofferenza e causa di problemi fisici; queste carenze, unite alla costante mancanza di cure, rende l'allevamento di anatre e oche una pratica particolarmente crudele.

Negli allevamenti vengono ingrassate così tanto che riescono appena a camminare e soffrono di malattie alle zampe. Hanno bisogno di acqua per pulirsi le piume e gli occhi (quando immergono la testa non è solo per cercare cibo, ma spesso semplicemente per pulirsi gli occhi), e non potendolo fare sono sempre sporche e sviluppano dolorose malattie agli occhi.

Le anatre e le oche sono animali acquatici deprivati dell'acqua e devono contendersi ogni singola goccia d'acqua da bere che esce dagli erogatori. Gli animali malati e zoppi che non riescono a raggiungere i dispensatori moriranno di una morte atroce.

Il volo, nell’immaginario comune, è sinonimo di libertà ma a questi individui viene negato: costretti a vivere in spazi angusti a volte neppure riescono a spiegare le ali.

La morte precoce è normale: su 20 milioni di animali allevati, circa un milione muore ancora prima della macellazione, fissata a sette settimane. La morte è causata da vari tipi di malattie o difetti allo scheletro. Nei video delle investigazioni si vedono anatroccoli intrappolati in qualche anfratto lasciati morire d'inedia e carcasse in stato avanzato di decomposizione.


Il viaggio verso il macello per i volatili è un incubo. Sono considerati animali a basso reddito, e quindi a loro spetta pochissima considerazione e riguardo. Gli autocarri vengono caricati di notte, gli operai devono caricare 25.000 animali nel minor tempo possibile, e quindi gli animali vengono trattati rudemente, lanciati di mano in mano come fossero palloni fino a essere stipati nelle gabbie. A volte alcuni individui cadono dal camion e finiranno la loro agonia trovando la morte sull’asfalto.

L’uccisione di questi animali è terribile come ogni attimo della loro vita: avviene mentre sono ancora coscienti tramite il taglio della testa, successivamente vengono appesi per le zampe e “smontati” pezzo per pezzo fino ad essere inscatolati in vaschette di polistirolo e cellophane.

 

Foie gras

 

Il foie gras non è altro che il fegato di oche e anatre gonfiato in modo abnorme a seguito di un metodo di alimentazione chiamato “gavage” (ingozzamento) che causa in questi animali l’insorgere della steatosi epatica.

Il maggiore produttore di foie gras nel mondo è la Francia con circa 700.000 oche e 37 milioni di anatre macellate ogni anno.

In Italia è stata vietata la produzione dal marzo del 2007 (come in Lussemburgo, Norvegia, Germania, Svizzera, Danimarca, Olanda, Repubblica Ceca, Finlandia, Polonia, Regno Unito, Svezia, Austria…)  ma non l'importazione e il commercio.

La produzione di fegato grasso implica la nascita di 80 milioni di anatroccoli ogni anno e 800.000 piccoli di oca. Gli anatroccoli nascono in un’incubatrice.

Per quanto riguarda le anatre, solo i maschi vengono ingozzati, l’utilizzazione delle femmine è vietata. Il fegato delle femmine non va bene perché diventerà troppo nervoso. I piccoli sono quindi selezionati per sesso dal momento in cui escono dall’uovo. Le femmine sono generalmente eliminate alla nascita. A soli due giorni di vita, vengono gettate nella macchina tritatutto come i pulcini delle galline ovaiole.

Gli anatroccoli e i piccoli d’oca la cui nascita è avvenuta nei centri di riproduzione con inseminazione artificiale dove le uova si schiudono all'interno di un'incubatrice. Verranno quindi trasportati in un allevamento che li condurrà alla fase dell’ingozzamento all’età di circa 80 giorni.

Oche e anatre allevate per produrre il “paté de foie gras” devono ingrassare in breve tempo ed il loro fegato deve ingrossarsi fino a dieci volte la dimensione normale per essere utilizzato nella produzione del patè destinato al consumo umano. In queste fabbriche gli animali subiscono l’alimentazione forzata in modo che l'allevatore possa ottenere un fegato grasso e malato.

Nelle ultime due settimane di vita le oche e le anatre vengono nutrite fino ad 8 volte al giorno per mezzo di un tubo metallico di circa 28 cm inserito nella gola che raggiunge direttamente il gozzo (causando gravi lesioni all’animale), con una palla di mais cotto e salato del peso di 400-500 gr. la quantità di cibo è pari ad un terzo del loro peso come se una persona di 80 kg. Fosse costretta a mangiare 20 kg di spaghetti al giorno. Gli animali vomitano, si dimenano alla sola vista dell'allevatore, cercano di sottrarsi disperatamente, rischiano di soffocare, hanno le convulsioni.

Dopo i 15 giorni di alimentazione forzata il fegato risulta gravemente compromesso e il suo peso passa da 60 a 400 gr. e, premendo sui polmoni impedisce una corretta respirazione e rende doloroso qualsiasi movimento. Molti animali muoiono per emorragie interne o infarto.

Gli animali che sopravvivono vengono trasferiti al mattatoio. Qui, in una macabra catena di montaggio tutta automatica, i volatili vengono appesi vivi a testa in giù a ganci metallici su posatoi che vengono fatti spostare automaticamente verso l’area di stordimento effettuata con scariche elettriche. C’è poi la fase meccanica della sgozzatura che avviene tramite appositi coni di metallo taglienti. Infine, gli animali vengono messi nella macchina di scottatura e poi gli operai iniziano il processo di spiumatura e pulitura ed estrazione del fegato. Gli organi vengono pesati perchè, a seconda della loro grandezza, hanno un valore economico diverso.

Le investigazioni effettuate in Spagna e Francia hanno mostrato scene terribili:

 

·        Gli animali sono confinati in piccole gabbie in cui non riescono a muoversi

·        Gli animali manifestano chiari segnali di stress e depressione

·        Il sangue presente sui tubi dell'alimentazione forzata testimonia i traumi e le infiammazioni che provoca all'esofago

·        Gli animali hanno evidenti problemi respiratori

·        Le anatre più deboli vengono lasciate morire senza mai ricevere cure veterinarie

·        Sono totalmente coscienti al momento della macellazione, sbattono le ali e scalciano incessantemente mentre continuano a sanguinare

·        I lavoratori maneggiano violentemente gli animali

·        Anatre e oche si muovono con difficoltà a causa delle abnormi dimensioni del fegato

 

In Italia vengono importati oltre 10.000 kg. di fegato d’oca “trattato” e si può quindi stimare che siano 25.000 gli animali uccisi all’estero per i palati italiani.

 

Video

 

·        http://laverabestia.org/play.php?vid=6049 foie gras

·        http://laverabestia.org/play.php?vid=5824

·        https://www.silenziefalsita.it/2016/11/06/si-foie-gras-lorrore-dietro-la-sua-produzione/

·        https://www.incontraglianimali.org/oche-anatre.html

·        http://laverabestia.org/play.php?vid=189

·        https://stop-foie-gras.com/it/ingozzamento

·        https://stop-foie-gras.com/videos

·        https://www.greenme.it/mangiare/altri-alimenti/8733-foie-gras-animal-equality

·        https://www.mesopinions.com/petition/animaux/interdire-gavage-canards-oies-production-foie/30854

·        http://www.stopfoiegras.org/

·        https://vimeo.com/284163197  in Francia

·        https://www.corriere.it/animali/15_ottobre_07/anatre-ingozzate-a-forza-poi-uccise-cosi-si-ottiene-foie-gras-cef50a1e-6ce2-11e5-8dcf-ce34181ab04a.shtml?refresh_ce-cp

·        https://www.youtube.com/embed/9ovM2Jq0nus

·        https://vimeo.com/46181539

·        https://www.corriere.it/animali/15_ottobre_07/anatre-ingozzate-a-forza-poi-uccise-cosi-si-ottiene-foie-gras-cef50a1e-6ce2-11e5-8dcf-ce34181ab04a.shtml?refresh_ce-cp

·        https://www.youtube.com/embed/9ovM2Jq0nus

·        https://vimeo.com/46181539

·        https://www.youtube.com/watch?v=AJ-yewUcOj8

·        https://vimeo.com/45216589  in Spagna

·        https://www.youtube.com/watch?v=GCqKeV3wYbk  La Coop dice stop TG1

·        https://www.youtube.com/watch?v=D8s3czCnlms

·        http://www.ilcambiamento.it/articoli/foie_gras_dietro_produzione_prelibato_pate

·        https://www.youtube.com/watch?v=h4vapFXzN18 con Licia Colò

·        https://www.youtube.com/watch?v=D8s3czCnlms

·        https://www.essereanimali.org/cosa-facciamo/investigazioni/

·        http://laverabestia.org/play.php?vid=6049 foie gras

·        http://laverabestia.org/play.php?vid=5229 foie gras in spagnolo

·        http://laverabestia.org/play.php?vid=5221 mattatoio di oche foie gras

·        https://www.youtube.com/watch?v=0BxRPXOkezA foies gras cuoco Leemann

·        https://www.bergamonews.it/2013/12/16/non-mangiate-fegato-docaalle-feste-il-video-congli-orrori-sugli-animali/183387/

 

Piumino

 

Per quanto riguarda la produzione di piumino per l'imbottitura di giacconi e trapunte, in molti paesi d'Europa milioni di oche vengono spiumate da vive altre dopo la macellazione, spesso da macchine elettriche.


In Italia a partire dal 1° gennaio 2004 (articolo 19 del Decreto Legislativo 146/2001), è vietata la spiumatura di uccelli vivi ma non viene impedito di acquistare prodotti con piume ottenute con questa pratica e ricavate da animali allevati all’estero. La Moncler è una delle aziende italiane accusate di aver delocalizzato all’estero e di maltrattare gli animali per risparmiare sull’ imbottitura dei piumini.


La metà delle piume "prodotte" nel mondo proviene da animali spiumati vivi, in allevamenti grandi o piccoli. Ad esempio negli allevamenti intensivi ungheresi, le oche terrorizzate vengono appese a testa in giù e spiumate vive per 2-3 volte l'anno, oppure appese per il collo, con le zampe legate. Le oche dimenandosi si procurano serie ferite; quando questo tormento è finito vengono gettate in malo modo tra le altre vittime finché non sarà di nuovo il loro turno.

Prive del loro piumaggio, in preda allo shock, alla paura e allo stress, le oche ributtate nel recinto vengono disinfettate. Qui restano per diverse ore tremanti, soffrendo per il freddo e per le ferite aperte provocate dalla violenza dello spiumaggio. Molte oche muoiono anche per il dolore e il freddo e di crepacuore: la piuma, infatti, è una produzione cornea dell'epidermide che ha finalità di termoregolazione.

La tortura però non finisce qui: dopo due mesi, per chi sopravvive, l'operazione viene nuovamente ripetuta, e poi ancora per altre 2 volte. Quindi, quando le oche hanno circa otto mesi e le loro piume non sono più adatte al commercio, si apre per loro un altro doloroso destino: finiscono la loro vita in un macello o in uno stabilimento di produzione del paté de foie gras. Questa tortura, definita “estremamente crudele” da medici veterinari e persino da avicoltori, inizia quando il pulcino ha solo otto settimane di vita.

La macellazione avviene ponendo le oche a testa in giù appese ad una catena mobile che li trasporta verso la macchina ghigliottina che mozza loro la testa mediante una lama girevole. Talvolta si usa schiacciare la testa degli uccelli con una grossa pinza. Poi avviene il dissanguamento, lo spiumaggio, l’eviscerazione, il lavaggio e infine la confezione.

 

Video

 

·        http://www.tvanimalista.info/video/allevamenti-macelli/anatre-allevamenti/ anatre

·        http://laverabestia.org/play.php?vid=5897 oche per piumino

·        http://www.report.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-3e1844c1-87db-4948-b074-3715bb98e66a.html

·        https://www.youtube.com/watch?v=DCEgvh3bICM

·        https://www.agi.it/estero/peta_torna_allattacco_dello_spiumaggio_delle_oche_vive-805158/news/2016-05-26/

·        https://www.corriere.it/animali/15_ottobre_07/anatre-ingozzate-a-forza-poi-uccise-cosi-si-ottiene-foie-gras-cef50a1e-6ce2-11e5-8dcf-ce34181ab04a.shtml?refresh_ce-cp

·        https://www.youtube.com/embed/9ovM2Jq0nus

·        https://vimeo.com/46181539

 

Buone pratiche


In Svizzera spennare animali vivi è contro la legge.

 

La Patagonia, azienda leader nel campo dell’abbigliamento alpinistico, non usa le penne di oche spiumate vive.


Il Fibrefil è un prodotto che sostituisce egregiamente le piume d'oca nei giacconi invernali mantenendo comunque calore e morbidezza.


Sia Patagonia che North Face si propongono di influenzare l’industria e le altre marche – lo standard di responsabilità delle piume di North Face è stato condiviso con altri operatori del settore, tra cui H&M. Entrambe le società hanno arruolato partner rispettabili per l’ispezione o la certificazione delle fattorie che allevano oche.

Daniel Uretsky, presidente del principale fornitore di piume del Nord America Allied, ha dichiarato che eliminare la crudeltà è diventato un obiettivo importante per l’industria. Le piume Allied vengono dalla Cina, dove un ufficio supervisiona la catena di fornitura, come nell’Europa orientale. Uretsky si è detto fiducioso che nessun animale spennato o vittima di alimentazione forzata sarà fornita ai clienti di Allied che possono monitorare il piumaggio nei loro cappotti con una nuova applicazione QR code che mostra dove sono state acquistate le piume.

 
Il fatto positivo è che, oltre l'Italia, molti paesi tra cui: Argentina, Austria, Repubblica Ceca, Danimarca, Regno Unito, Finlandia, Germania, Olanda, Irlanda, Israele, Lussemburgo, Norvegia, Polonia, Svezia, Svizzera, Paesi Bassi, Turchia hanno vietato la produzione di foie gras ma non la vendita.


La California ha vietato il foie gras dal 2012.

 

La California, Chicago, l'Illinois e l'India hanno proibito la produzione e anche la distribuzione di fegato grasso.


Varie catene alimentari, sollecitate dalle associazioni, hanno tolto il foie gras dagli scaffali. Prima fra tutte la COOP nell'ottobre 2012 e a seguire Bennet, Conad, Esselunga, Realco Sigma, Crai, Eataly, Lidl, MD/LD Market, Pam/Panorama, Gruppo Selex.


E' appurato che alcune marche stanno facendo meglio di altre: il gruppo per la protezione degli animali Quattro Zampe ha prodotto un sistema di classificazione che pone Fjall Raven e Patagonia in cima, Kathmandu e Marmot in fondo.


Alcuni produttori più sensibili e lungimiranti, a differenza delle maggiori griffe italiane (Moncler in primis, Prada e Versace), come dimostra il filmato di "Report", hanno provveduto, per garantire l'equo trattamento degli animali, a utilizzare nei propri prodotti piume tracciabili al 100% provenienti da oche e anatre che non sono mai state sottoposte a alimentazione forzata né a spiumaggio da vive.

L’EDFA, European Down and Feather Association, si impegna da anni nel controllo di aziende agricole e allevamenti, accertando il trattamento adeguato degli uccelli e la loro provenienza da allevamenti certificati in cui gli animali vengono spiumati solo dopo la macellazione. Inoltre dal 2010 le imprese appartenenti all’EDFA si sono fatte carico, con una dichiarazione all’interno dei loro contratti di compravendita, di applicare un sistema di rintracciabilità documentato e di rispettare un codice comportamentale che vieta l’acquisto e la lavorazione di piumino e di piume ottenute in modo difforme dalla legge, ovvero da animali maltrattati. La provenienza del piumino e delle piume acquistati dagli allevamenti di uccelli dagli stati UE e dai paesi terzi viene registrata in un sistema di documentazione dettagliato, l’EDFA Traceability Standard. Con regolarità vengono effettuati audit per mezzo di esperti e organizzazioni neutrali al fine di verificare la correttezza dei dati dichiarati.

L’industria della moda negli ultimi anni ha avviato sistemi di certificazione e di tracciabilità della piuma, ma questi sono ancora adottati in modo discrezionale dal momento che in Europa non esiste alcun obbligo, a differenza di quanto avviene per il mercato statunitense e quello asiatico.

La designer Elisabetta Franchi venuta a conoscenza delle atrocità subite dagli animali a cui vengono strappate le piume ancora vivi, nonostante la produzione di quasi tutta la collezione Autunno-Inverno 2014/2015 fosse già stata avviata, ha fatto il possibile per bandire l’uso delle piume, riuscendo a sostituire i materiali di origine animale con materiali cruelty free.

 

Proposte

 

La proposta che avanziamo è che l'Italia non si limiti a proibire la produzione ma vieti anche la distribuzione per non diventare evasori indiretti del divieto di cui all'art.19 dell'allegato della Direttiva Europea 98/58/CEE per la protezione degli animali negli allevamenti (che vieta l'alimentazione forzata). 

Divieto di importazione e commercio di abbigliamento ottenuto con lo spiumaggio di oche e anatre vive come già fatto per le pellicce di cani e gatti.

Divieto di importazione e commercio di fegato grasso.

Vietare le gabbie di batteria.

Installazione di apparecchiature per la videosorveglianza.

 

CONIGLI

 

 

"I nostri nipoti un giorno ci chiederanno: “Dov’eri tu durante l’Olocausto degli animali? Che cosa hai fatto per fermare questi crimini orribili? A quel punto, non potremo usare la stessa giustificazione per la seconda volta, dicendo che non lo sapevamo" (Helmut Kaplan)

 

Chi è

 

Il coniglio è un animale d'affezione, al terzo posto fra le scelte degli italiani, dopo cane e gatto, per la sua dolcezza e le dimostrazioni di affetto. Nel nostro Paese sono infatti circa un milione i conigli che vivono in casa ma, mentre cane e gatto hanno varie leggi a loro tutela (almeno sulla carta), il coniglio non ne ha nessuna.

Per la sua natura schiva e molto timida, necessita di una tana in cui rifugiarsi.


Il coniglio è un animale sociale, in natura vive in gruppo, fino a 12 anni, ama saltare e scavare tane per nascondersi e allevare i piccoli. 

Si nutre di erba e verdura fresca. È un amante della corsa e per questo non sopporta le gabbie. Ha un carattere diffidente, ma appena rotto il ghiaccio rivela tutto il suo lato socievole, giocherellone e curioso e molti sono i giochi che possiamo fare con lui. Riesce anche a riportare la palla, come un cane.


Il coniglio ci comprende, se chiamato arriva immediatamente in corsa e quando rientriamo a casa è pronto ad accoglierci con affetto aspettando di essere accarezzato sulla testa, sul nasino, sulle guance. Ma ognuno di loro, essendo un individuo, ha naturalmente le sue preferenze.

 

Come vivono

 

I conigli si allevano per la carne e la pelliccia (di bassa qualità usata per le bordature e gli inserti) negli allevamenti intensivi che rappresentano un sistema senza regole, un processo produttivo tra i più agghiaccianti e per lo più sconosciuto, taciuto e incredibilmente tollerato. Il 97% di loro passa l'intera vita in gabbia.


Gli utilizzi finali dei conigli sono la destinazione al consumo alimentare, alla produzione di pellicce (vive tre mesi d'inferno per poi, da morto, decorare il collo di una giacca), di feltro, di lana angora e, come uso primario che esclude altri utilizzi: i pets, la vivisezione. Poi si hanno i sottoprodotti come le carcasse per l'alimentazione animale, le pelli e le deiezioni per i fertilizzanti.


Ogni anno nel mondo si uccidono 900 milioni di conigli, in Europa 350 milioni e in Italia 30 milioni. Siamo al secondo posto dopo la Cina e siamo anche il maggior importatore di pelli per la pellicceria (il 47% delle pelli importate nell'intera UE) anche se le pelli di coniglio generano in Europa solo il 2% del fatturato del settore pellicceria e servono solo come guarnizione.


Ma in Italia, comunque, non esistono censimenti precisi perchè gli allevamenti sfuggono ad ogni serio controllo. Secondo l'Istat 2007 sarebbero 11 milioni, secondo Avitalia 70 milioni e secondo Faustat 175 milioni.

 
Il Ministero dell'Agricoltura considera che il 35% della carne di coniglio provenga da 20.000 piccoli e piccolissimi allevamenti rurali mentre il 65% provenga da 8.000 allevamenti intensivi. Ma ci sono migliaia di micro allevamenti familiari mai censiti nè controllati.


Negli allevamenti intensivi il coniglio, schiacciato in una gabbia di rete metallica con uno spazio per animale pari a meno di un foglio A4 collocata all'interno di capannoni, con le zampe che non possono toccare terra e che spesso si incastrano nella rete ferendole, che non possono stendersi su un lato nè fuggire dagli attacchi dei loro simili, passa nell'immobilità tutta la sua breve vita di 12 settimane, le fattrici al massimo 2 anni, i conigli da riproduzione 4 anni.


In queste condizioni allucinanti, i conigli sono afflitti da turbe del comportamento e da gravi problemi fisici che possono provocare anche deformazioni della colonna vertebrale. Naturalmente vengono trattati con antibiotici per tutta la loro vita.


I piccoli vengono tolti precocemente alla madre, inviati all'ingrasso possono essere stipati fino a 7 nella stessa gabbia ed essendo le gabbie di batteria sovrapposte a più piani, gli escrementi cadono sugli animali delle gabbie inferiori con forti esalazioni di ammoniaca dannose per la salute.


Le fattrici vengono inseminate artificialmente circa 8 volte all'anno a 10-15 giorni dal parto e durante tutta la durata della loro vita. Possono generare, in un anno, 80 figli. Con questi ritmi intensivi dopo soli due anni, quando la fertilità inizia a calare, vengono abbattute. 


Sono state svolte varie video investigazioni sotto copertura in questi agghiaccianti allevamenti, investigazioni che hanno permesso di vedere ciò che viene tenuto nascosto. Conigli allevati senza regole e senza controlli. La realtà tragica mostra cuccioli morti e gettati a terra, altri lasciati morire di fame, animali tra pelo sporcizia e mosche, comunemente malati di micosi, encefaliti, infezioni oculari, enteriti, parassitosi alle orecchie, che non ricevono cure adeguate e quando queste vengono somministrate avviene da parte dell'allevatore e quasi mai dal veterinario. La mortalità in questi luoghi è del 30%.


A 80-90 giorni di età il coniglio esce finalmente dalla sua gabbia per l’unico viaggio della sua vita.

Viene messo in un’altra gabbia ancora più piccola e affollata e caricato sul camion. Dopo un lungo viaggio al sole o sotto la pioggia, esposto ai bisogni dei compagni delle gabbie superori, il coniglio giunge infine a destinazione esausto, quando vivo.

I conigli, secondo la legge, dovrebbero essere uccisi previo stordimento con mezzi meccanici ma prima di tale pratica vengono appesi a testa in giù e fatti scorrere in un nastro della catena di montaggio. Se sono fortunati vengono storditi con una scossa elettrica e poi sgozzati spesso quando sono ancora coscienti, ma succede anche che gli animali vengano uccisi spezzando loro il collo a mani nude o con la “classica” botta sulla testa.

Si riesce a immaginare la sofferenza di questi animali? Se non si riesce a immaginare non siamo umani.

 

Approfondimenti

 

·       https://www.gabbievuote.it/coniglio.html

 

Video

 

·        https://www.greenme.it/informarsi/animali/27007   conigli-macelli-investigazione

·        https://www.youtube.com/watch?v=7zS7HwWGeEQ  allevamento

·        https://www.youtube.com/watch?v=pyt2_rablTk

·        https://www.michelesantoro.it/2015/12/strage-dei-conigli/

·        https://www.ilfattoquotidiano.it/2015/11/13/allevamenti-intensivi-conigli-una-vita-breve-e-disperata/2215117/

·        www.coraggioconiglio.it

·        http://www.marchesinietologia.it/2016/03/02/il-coniglio/

·        https://www.youtube.com/watch?v=khqzGcCjX8U&feature=youtu.be  conigli

·        https://www.change.org/p/basta-conigli-in-gabbia-bastagabbie?alert_id=ZoQiHlinBQ_O%2FGhad7sB2A%2FXn%2FG%2BBD8PAI3vsD1ch7ys6d1vGSi12U%3D&utm_campaign=171029&utm_medium=email&utm_source=action_alert conigli

·        https://campaigns.animalequality.it/matteo-cupi-parlamento-europeo/?utm_source=drip&utm_medium=email&utm_campaign=%F0%9F%87%AA%F0%9F%87%BA+mariangela%2C+eri+al+Parlamento+Europeo+con+me   macellazione conigli

·        http://laverabestia.org/play.php?vid=6156  un viaggio di sola andata

·        http://laverabestia.org/play.php?vid=6184  macello conigli

·        https://www.youtube.com/watch?v=3rrS-cSjUEg conigli

·        https://www.youtube.com/watch?v=ej9RygncaWo conigli salvati

 

Buone pratiche

 

Dopo l'esposizione delle sofferenze che questo pacifico, docile, affettuoso pet subisce dalla violenza e dall'indifferenza umana, la notizia positiva è che il consumo della sua carne è in forte calo. Noi consumatori finali abbiamo la capacità e il potere di indirizzare il mercato e quindi la sorte degli animali d'allevamento.

Il Parlamento Europeo, nel marzo 2017, con un'ampia maggioranza, ha votato a favore della realizzazione di una legge specifica che garantisca standard minimi di protezione ai conigli. La Commissione Europea dovrà legiferare in merito. Questa risoluzione incoraggia a dismettere l'allevamento in batteria (quindi vieta le gabbie), sostituendolo con strutture alternative, come i sistemi in recinto. Verrebbe ridotta la sofferenza degli animali nonchè l'uso eccessivo di antibiotici per prevenire il problema dell'antibiotico resistenza.

In Italia, i migliori allevamenti sono a Treviso (20% dell'intera produzione nazionale) con un'attenzione sempre maggiore al benessere degli animali come l'uso di gabbie di nuova concezione con una superficie di 3800 cmq, larghe e profonde, dotate di soppalco, di un gioco, di un tappeto di plastica che evita rotture e problemi alle zampe e due linee d'acqua con ricircolo costante. All'interno abitano le nidiate al massimo di 8 coniglietti per il periodo dello svezzamento e sono concepite per far vivere e crescere insieme il gruppo familiare per almeno 80 giorni. I conigli sono mammiferi e sappiamo come le mamme curino e proteggano i loro cuccioli.

Il Belgio, antesignano di una politica più attenta al benessere dei conigli, ha abolito le gabbie che ha sostituito con i sistemi alternativi proposti dal Parlamento Europeo, chiamati "park". Sono recinti con pavimento in plastica confortevole in cui gli animali possono saltare, stendersi e non ferire le zampe; arricchiti di tubi per nascondersi e permettere così l'espressione dei comportamenti naturali della specie, rosicchiare oggetti masticabili, integrare la propria dieta con fibre come fieno e vivere in gruppo sviluppando relazioni sociali fondamentali per il loro benessere. In questi allevamenti i conigli non sono trattati con antibiotici di routine, vengono curati solo se si ammalano e la mortalità scende al di sotto del 10%.

Anche la Germania ha intrapreso la direzione dei "park" grazie alla pressione dell'opinione pubblica e all'iniziativa di allevatori virtuosi, alcuni veterinari e supermercati.

L'azienda AIA alleva i conigli in sistemi "park", più confortevoli, a terra.

In Svizzera esistono alcuni allevamenti di conigli tenuti in recinti all'aperto o collocati all'interno di capannoni dove gli animali crescono a terra, pochi conigli della stessa famiglia per evitare la gelosia fra animali. I piccoli restano insieme alla madre fino allo svezzamento per 30 giorni.

In Italia a marzo 2016 è stato presentato un disegno di legge per dichiarare i conigli animali d'affezione e vietarne la macellazione.

 

Proposte

 

Una legge adeguata a protezione dei conigli d’allevamento e relative sanzioni.

Una legge per i conigli quali animali d’affezione.

Dismissione di ogni tipo di gabbia adottando sistemi in recinto (park).

Etichettatura nazionale secondo il metodo di allevamento che aiuti i consumatori a distinguere nelle confezioni fra i conigli cage-free e quelli in gabbia.

Installazione di apparecchiature per la videosorveglianza.

BOVINI (da carne e da latte)

 

 

"L’uomo ha fatto della Terra un inferno per gli animali" (Arthur Schopenhauer)

 

Chi sono

 

 

Sono quelli cantati da Giosuè Carducci: "T'amo pio bove; e mite un sentimento di vigore e di pace al cor m'infondi..."


Sono animali miti, che amano, giocano, provano emozioni e si legano fino a formare amicizie in grado di durare per sempre. A dispetto della loro incredibile stazza, questi animali prediligono un approccio sereno, nonché uno stile di vita serafico e tranquillo.

I bovini sono molto intelligenti, affrontano i problemi con accuratezza e ingegno. Hanno un'ottima memoria e possono ricordare posti, azioni, volti, cibi e tutto ciò che li circonda.


Una volta che riescono a raggiungere l’obiettivo l’eccitazione li pervade, per questo spesso saltano letteralmente di gioia.

Il sole li rallegra, la voglia di sgambare li riempie di gioia, provano sentimenti e simpatie, quindi mostrano rancore nei confronti di chi li tratta male e si isolano se vogliono stare da soli.


In gran parte degli allevamenti molto spesso i sessi sono separati.


In una mandria, più forte di tutto è l’amore materno. L’affetto e il legame che si crea tra madre e figlio è potente, intenso e dura per sempre. Laurie Winn Carlson, autrice di un libro sui bovini, afferma che le mucche "sono le madri più protettive esistenti in natura", capaci di attaccare qualsiasi animale minacci la prole.
L'amore è così presente e diffuso da investire le altre figure femminili in grado di prendersi cura dei piccoli delle compagne. Quando nasce un vitellino tutte le mucche, per fare conoscenza col piccolo, si avvicinano per annusarlo. Una mucca separata dalla prole cade nella disperazione e depressione più profonda, piangendo per giorni e giorni.

 

Bovini da carne

 

Sono sia maschi che femmine. L’esasperazione delle loro forme con accrescimenti ponderali giornalieri impensabili pochi decenni fa, rese al macello sorprendenti, rese allo spolpo altrettanto spettacolari, li rende autentici mostri produttivi.

 

Come vivono

 

A seconda del ruolo che occupano nella produzione, i bovini vengono definiti con vari nomi tra cui: Il vitello è un bovino di età inferiore agli 8 mesi; il vitellone è un bovino maschio o femmina di età inferiore ai 12 mesi; il manzo è un bovino castrato di 3/4 anni; il toro è il bovino di oltre 4 anni; il bue è il bovino castrato di oltre 4 anni; la vacca o mucca è il bovino di oltre i tre anni di vita che ha figliato almeno una volta... ecc.


Questi animali sono allevati per la maggior parte in modo intensivo e differenziati per le varie tipologie di produzione; troviamo razze specializzate esclusivamente per produrre carne o quelle utilizzate principalmente per il latte. Ma anche razze da lavoro.


Negli allevamenti la normale vita dei bovini è stravolta, gli animali non sono più individui ma numeri, chilogrammi di carne da vendere e mangiare. In Europa esistono 3.330.000 allevamenti di bovini. In Italia ci sono circa 150.000 allevamenti con più di 6 milioni di animali al loro interno, il 60% è concentrato in pianura padana e vede la Lombardia al primo posto.

I bovini utilizzati unicamente per le loro carni (vitelloni) ma anche i maschi delle mucche da latte (vitelli da carne bianca), sono allevati in modo che il loro corpo diventi un’unica massa di carne. Indistintamente maschi e femmine vengono tenuti in enormi stalle, la qualità del loro ricovero è pessima, il pavimento in cemento fessurato senza paglia né terra crea problemi alle loro articolazioni e non permette un adeguato riposo.

Lo stazionamento nei box, dove vengono stipati a centinaia e dove rimarranno fino ad un’età che varia dai 6-14-20 mesi per poi finire al macello, crea loro forti disagi dovuti al sovraffollamento e alla mancanza d’erba, sostituita dal mangime. Sono alimentati con una particolare tecnica chiamata unifeed, che consiste nella somministrazione continua di un mix di foraggi e farine triturati, miscelati tra loro con l’aggiunta di appetizzanti, integratori e medicine. Questa alimentazione forzata fa in modo che il loro peso aumenti a dismisura nel più breve tempo possibile.

Evidenti segni di malessere si manifestano in comportamenti stereotipati, ossessivamente ripetuti, o apatici rimanendo sdraiati immobili sul pavimento.

Prima di essere introdotti nei box per l’ingrasso agli animali vengono effettuate diverse mutilazioni funzionali all’allevamento: recisione delle corna, castrazione e marchiatura a fuoco.

L’estirpazione delle corna è considerata necessaria per evitare che gli animali si feriscano reciprocamente negli ambienti sovraffollati in cui vivranno. Questa operazione viene fatta in diversi modi a seconda dell’età del vitello, quando è ancora cucciolo si usa applicare alla radice delle corna una pasta chimica che riesce a bruciarle, quando raggiungono un’età maggiore le corna vengono tagliate con una cesoia elettrica. Ovviamente in tutti questi interventi non viene usata alcuna anestesia rendendo il tutto estremamente doloroso in quanto la radice delle corna è una parte sensibile al dolore.

La castrazione invece rende l’animale più mansueto e quindi meglio gestibile dal personale e meno propenso allo scontro con gli altri vitelli, inoltre, come per i maiali, questa mutilazione viene eseguita per migliorare la qualità della carne. Per la castrazione si usano diversi metodi. Uno di questi, consiste nell’afferrare lo scroto (la sacca contenente i testicoli) tirandolo verso il basso, per poi affondarvi un coltello, a questo punto i testicoli vengono estratti e lasciati appesi al loro cordone, infine con un particolare strumento si recide il cordone.

Raggiunto il peso di circa 200 kg questi poveri animali saranno condotti al macello.

Basti pensare che la carne più consumata, soprattutto in Occidente, è proprio quella dei bovini.

 

Mucche da latte

 

Chiamate anche "mucche a terra".

L'industria del latte, negli allevamenti intensivi, è tra le più sanguinarie.

L'essere umano è l'unica specie a consumare latte di un'altra specie, anche da adulto.

 

Chi sono

 

La mucca o vacca è la femmina adulta dei bovini e, come tutti i mammiferi, produce il latte dopo il parto, per nutrire il suo vitellino.

E' un animale mite e molto amorevole, protegge il suo vitellino e soffre quando le viene strappato. In natura vivrebbe fino a 40 anni.

Per via della selezione genetica le vacche da latte sono dotate di un apparato mammario più sviluppato rispetto a quello delle vacche da carne.

 

Come vivono

Niente valli, niente pascoli, niente incontri con il toro. La loro vita è breve, di solito vengono mandate al macello dopo la terza lattazione.

Si contano circa 250 milioni di vacche da latte sul pianeta, 36 milioni delle quali in Europa e circa 2 milioni in Italia ma, nonostante questi numeri elevati, non esiste alcuna legislazione specifica volta a promuovere e garantire il loro benessere.

Gli allevamenti delle mucche da latte sono generalmente a carattere intensivo e a pascolo zero. La maggior parte di loro vive costretta in capannoni al coperto dove lo spazio è limitato rispetto alle naturali necessità degli animali. Spesso il numero degli addetti alla cura delle stalle non è sufficiente ad assicurarne una pulizia adeguata: urina e feci accumulate sui pavimenti esalano grandi quantità di ammoniaca, che causa infiammazioni e problemi respiratori. Sono stabulate libere ma la "posta" in cui le mucche sono legate è ancora permessa e diffusa. Animali trasformati in macchine da latte trascorrono tutta la loro breve vita chiusi, senza mai calpestare un filo d'erba, facendo una sola cosa: partorire per produrre latte. Macchine, non esseri senzienti.

Il destino di questi animali è spesso rappresentato da produttività massimale, zoppie, mastiti e una breve vita. Le mucche hanno enormi mammelle gonfie e pesanti, gli arti dalla muscolatura sviluppata, sono affette da zoppia.

Perchè producano una quantità accettabile di latte le mucche devono partorire un vitello tutti gli anni a partire dall'età di due anni. Vengono inseminate artificialmente e ingravidate tutta la loro breve vita, ancor prima che la lattazione finisca, frequente è anche il trasferimento embrionale, pratica estremamente dolorosa tanto da richiedere l'anestesia epidurale per legge. E' usato per moltiplicare rapidamente le mucche di alta qualità.

Per evitare che il latte venga consumato dal vitello questi viene strappato drammaticamente alla madre subito alla nascita o pochi giorni dopo con immenso dolore di entrambi e muggiti di dolore. Si lamenteranno e si cercheranno per moltissimi giorni. La madre a volte continua a muggire per chiamare il suo piccolo per molto tempo e vive la separazione come un vero e proprio lutto (John Webster della Bristol University).

Ma non è infrequente che i vitellini vengano uccisi alla nascita perchè inutili, non essendo della razza da carne costerebbero troppo e renderebbero poco, come i pulcini maschi delle galline ovaiole fanno parte dei cosiddetti "controsessi".

Negli allevamenti le mucche vengono munte meccanicamente e questo provoca mastiti con dolorose infezioni. Per curarle sono utilizzati gli antibiotici. Spesso si verifica la formazione di pus che cade nel latte ma anche i farmaci, non usati correttamente, possono contaminare il latte.

Dopo 4-5 anni la mucca è talmente debilitata e letteralmente consumata da non essere più in grado di camminare, non riesce ad alzarsi e rimane accasciata. Per questo viene definita “mucca a terra”. La sua sofferenza, però, non è presa in considerazione: deve arrivare viva a destinazione, perché se muore prima di arrivare al macello non si potrà ricavarne alcun guadagno.

A questo punto inizia per lei un vero e proprio calvario. Nonostante le normative vietino che siano spostati animali malati o feriti - non in grado di deambulare autonomamente, quindi non idonei al trasporto - le mucche a terra vengono spinte, trascinate con una catena o una fune legata a una o a due zampe, caricate con mezzi meccanici come pale di trattori, imbracate sommariamente e scaricate nel camion con l’ausilio di elevatori, verricelli e altri mezzi.

Vere e proprie torture che non di rado vengono accompagnate dall’uso di bastoni o pungoli elettrici utilizzati in varie parti del corpo, incluse le zone genitali e anali.

 

Fistulazione

 

Non ci sono solo le "mucche a terra" ma anche le "mucche bucate". La "fistulazione", é una pratica in cui viene creato un buco sul corpo della mucca viva, del diametro di 15 cm e coperto da una membrana trasparente che agisce da oblò permettendo di vedere ciò che accade all’interno del ventre degli animali. Serve ai produttori di latte per verificare la digestione e gli enzimi digestivi, per stimolare la mucca a produrre determinate quantità di latte con un determinato gusto. Una sorta di ecografia dell’obbrobrio praticata sull’animale ancora vivo, che non ha niente da invidiare ai migliori film dell’orrore e di cui stranamente nessuno parla.

La fistulazione non è qualcosa di nuovo: in uso da oltre 150 anni (il primo caso risale al 1854), è stata da sempre utilizzata per osservare i processi digestivi degli animali vivi

Mediante questa finestra i ricercatori osservano la velocità con la quale la mucca digerisce vari alimenti e quali trasformazioni chimiche il cibo subisce. Non solo, essendo un vero e proprio foro d’accesso allo stomaco dell’animale, quest’ultimo può essere alimentato direttamente attraverso di esso, e in modo specifico, al fine di stabilire quale sia il foraggio migliore per massimizzare il livello produttivo dell’animale. C’è chi lo chiama abominio, chi ricerca scientifica.

Prolungare e massimizzare la produzione di latte nell’allevamento equivale naturalmente per l’allevatore a ottenere maggiori e più duraturi profitti ma la mucca non è più un essere senziente come vorrebbe la natura, la scienza, la legge, ma un essere ridotto a macchina finalizzato unicamente alla produzione.

Attualmente le mucche fistolate esistono in Germania, Stati Uniti e in Francia.

 

Vitelli delle mucche da latte

 

Sono i vitelli "a carne bianca", figli maschi delle mucche da latte, definiti una produzione collaterale.

 

Sono animali noti per la loro vitalità, amano scorrazzare in ampi pascoli mentre i loro teneri muscoli si rafforzano per sostenere il loro peso in costante crescita. Negli allevamenti i loro muscoli restano atrofici in modo che la loro carne conservi il grado di tenerezza che soddisfi le richieste del consumatore.

Ogni anno in Europa vengono soppressi ca. 30 milioni di vitelli maschi pochi giorni dopo la nascita (con pistola a proiettile captivo seguita da dissanguamento oppure per overdose di barbiturici) a fronte di 6 milioni che entrano nella produzione della carne.

In Italia ogni anno nascono quasi 1,8 milioni di vitelli (Istituto ISMEA) e circa 340.000 sono quelli importati ogni anno (ISTAT) ma c’è chi dice siano 1 milione.

I vitelli vengono costretti a lunghi viaggi all’interno dei confini europei, anche perché molti paesi, come il Regno Unito, non consumano la loro carne e quindi ne approfittano per venderla ad altri paesi.

I vitellini allontanati dalla madre a 1-3 giorni di vita, vengono rinchiusi fino all'età di 8 settimane, in un box poco più grande di loro. Non conoscono la libertà di movimento nè la socializzazione, fattore fondamentale per il soddisfacimento delle loro necessità etologiche. Vengono nutriti tramite un succhiotto legato a un secchio con budini semiliquidi iperproteici che causano un'inestinguibile arsura ma non possono bere perchè devono essere spinti alla dissenteria e all'anemia che sbianca le carni. I vitelli sono resi volutamente anemici per ottenere la carne bianca preferita dai consumatori. Gli studiosi per questi vitellini parlano di stress acuto e cronico le cui conseguenze sono immunodeficienza, infezioni, diarrea e malattie respiratorie.


Solo in seguito il vitellino verrà trasferito in un recinto di gruppo. Se il cucciolo è femmina, appena adulto verrà inserito nella catena di produzione del latte altrimenti, se maschio, verrà allevato per la carne in sistemi intensivi per essere ingrassato, prima con latte in polvere integrato, poi con farine proteiche, scarti di macellazione, promotori di crescita quali ormoni: una dieta mirata unicamente a ricavare un prodotto commerciabile. Infine inviato al macello. Solo un piccolo numero di vitelli delle mucche da latte andrà negli allevamenti intensivi e vivrà 6 mesi, la maggior parte di loro verrà subito eliminato perchè, in quanto maschio, è un "controsesso".

 

Decornazione e castrazione

 

La decornazione dei vitelli è una pratica comune negli allevamenti delle mucche da latte, più rara in quelli da carne. Essa avviene entro i primi 20 giorni di vita e consiste nell’eliminazione o distruzione (per mezzo del calore o di sostanze caustiche) dell’impianto cutaneo del corno. Negli allevamenti da latte si sottopongono a decornazione tutti i soggetti con lo scopo di prevenire i danni che i bovini provvisti di corna possono provocare ai loro simili quando sono allevati in uno spazio ristretto che riduce o annulla le distanze di fuga.

Per la decornazione, in Italia i metodi più usati sono due:

·         La cauterizzazione prevede l’utilizzo di un ferro arroventato posto su ciascuna gemma cornuale.

·         La causticazione impiega invece materiali caustici. In questo caso una quantità ridotta può provocare una crescita deviata delle corna, mentre un’applicazione esagerata può essere responsabile di estese causticazioni della testa e degli occhi.

Anche se alleviata, in alcuni casi attraverso l’uso di anestetici, la decornazione è senza dubbio un’esperienza dolorosa per il vitello, sia durante l’esecuzione che nei giorni successivi.

Per quanto riguarda invece la castrazione, essa viene ritenuta necessaria solo in alcuni casi sempre con lo scopo di prevenire conflitti e aggressività, dovrebbe essere praticata con anestesia da un veterinario. Nonostante questi palliativi, rimane una pratica molto violenta.

Cavezze antisucchio

La cosiddetta “cavezza antisucchio” è un dispositivo comunemente utilizzato in zootecnia che viene fissato al naso dei vitelli, già in età di svezzamento, in modo che qualsiasi tentativo di succhiare dalla madre o da altre mucche il latte (come ogni cucciolo di mammifero farebbe) venga meccanicamente impedito e tutto ciò perchè il latte è destinato ai “consumatori umani”.

L’impiego di questo strumento dovrebbe costituire un’eccezione negli allevamenti ma non è così, denuncia l’organizzazione Animal Equality che ha effettuato le investigazioni: “Viene impiegato in modo che la vacca possa essere più produttiva per l’industria del latte. Una vera tortura per questi poveri cuccioli”.

Nel sistema continuo di produzione del latte la nascita di un vitello maschio è assimilabile per l'allevatore ad una "tragedia", per lui in termini economici, per la vita del vitello in termini reali.

 

Macellazione

 

Sia che si tratti di vitelloni, di vitelli, di mucche... il momento dell’uccisione è uguale per tutti. Prelevati dalle stalle vengono caricati su camion e trasportati al macello con i lunghi "viaggi della morte".

I grandi impianti di macellazione sono strutture anonime, ricolme del rumore degli animali che vengono scaricati, dei muggiti dei bovini, delle grida incontrollate dei maiali. Molti animali lottano strenuamente per non essere spinti nello scivolo da cui non c’è ritorno. Quelli che resistono di più vengono picchiati più violentemente, con pungolatori elettrici, catene e calci.

Quando arrivano al mattatoio gli animali sono terrorizzati e se si tende loro una mano si scostano, molto lucidamente capiscono ciò che sta succedendo. Le urla degli animali in procinto di venir storditi giunge alle loro orecchie come un disperato ultimo lamento.

E abbiamo il coraggio di chiamarli esseri senzienti? Non sarebbe più consono al trattamento che subiscono abbracciare la teoria cartesiana e dichiarare i loro corpi macchine e i loro lamenti il rumore delle lancette di un orologio?

Video

 

"L’uomo ha fatto della Terra un inferno per gli animali" (Arthur Schopenhauer)

 

 

·        https://www.comingsoon.it/film/the-milk-system/55407/video/?vid=30056 film The Milk System di Andreas Pichler presentato al festival Cinemambiente

·        https://www.youtube.com/watch?v=tAIR6UTRsho   fistulazione mucche

·        https://www.youtube.com/watch?v=oPnMLeXdld4 sequestro dei NAS di un allevamento

·        https://www.greenme.it/informarsi/animali/23247-mucche-fistulate

·        https://www.youtube.com/watch?v=gFlCKnhPikY cavezze antisucchio

·        https://it-it.facebook.com/AnimalEqualityItalia/videos/la-cavezza-antisucchio/1958858140820556/  id.

·        https://www.incontraglianimali.org/libro_masson.html la vita emotiva degli animali

·        http://www.tvanimalista.info/video/allevamenti-macelli/macellazione-bovini/

·        http://laverabestia.org/play.php?vid=5824 latte in inglese

·        https://www.youtube.com/watch?v=mniKOTTtzR8   decornazione bovini

·        http://www.tvanimalista.info/video/allevamenti-macelli/allevamenti-macelli-bovini-italia   allevamento e macellazione bovini in Italia

·        https://www.youtube.com/watch?v=gFlCKnhPikY  cavezze antisucchio latte

·        https://www.youtube.com/watch?v=4Kwk_GX6B0g   latte

·        https://www.youtube.com/watch?v=YxcNIj32Bq4   latte

·        http://laverabestia.org/play.php?vid=6065  fistulazione delle mucche

·        https://www.youtube.com/watch?v=YxcNIj32Bq4 Vitelli mucche da latte

·        https://www.youtube.com/watch?v=QgVdgMjoCXk   decornazione

·        https://www.youtube.com/watch?v=RVxEHpg17tI  decornazione bovini

·        http://laverabestia.org/play.php?vid=6122  latte

·        http://laverabestia.org/play.php?vid=2048  latte

·        https://www.jainismoitalia.org/veganismo/motivazione-etica-conosci-la-sofferenza-degli-animali/sofferenza-della-mucca-e-vitellino/

·        https://www.jainismoitalia.org/veganismo/motivazione-etica-conosci-la-sofferenza-degli-animali/sofferenza-del-trasporto-verso-il-macello/

·        https://www.youtube.com/watch?v=UrCbAiN1XSs  mattatoio

·        https://www.youtube.com/watch?v=kBbxZmRhjRA  mattatoio

·        https://www.raiplay.it/video/2016/10/Indovina-chi-viene-a-cena-67f99419-452a-4e61-a030-925de4cfb12b.html   latte

·        https://www.youtube.com/watch?v=YxcNIj32Bq4  latte

·        http://www.tvanimalista.info/video/allevamenti-macelli/allevamenti-macelli-bovini-italia/  mattatoio

·        https://www.comingsoon.it/film/the-milk-system/55407/video/  latte

·        https://video.corriere.it/usa-video-choc-macello/097c0538-ece5-11e1-89a9-06b6db5cd36c  mattatoio

·        https://www.youtube.com/watch?v=FWnB1objJFU  mucche da latte

·        https://www.ilfattoquotidiano.it/2017/04/20/frosinone-animalisti-denunciano-maltrattamenti-nel-mattatoio-vitelli-lanciati-dai-camion-presi-a-pugni-e-calci/3533011/  mattatoio Scanzi

·        https://www.essereanimali.org/04/016/divieto-accesso-allevamenti-intensivi

·        https://www.youtube.com/watch?v=rFZpIUnBYIs il latte

·        https://www.youtube.com/watch?v=sdiXcgetTUo  mucche da latte

·        https://www.youtube.com/watch?v=FWnB1objJFU mungitura

·        https://www.youtube.com/watch?v=YxcNIj32Bq4  allevamento mucche da latte

·        https://it.ask.com/youtube?q=video+choc+nel+macello&v=PqSDsUc8yOg macello bovini

·        https://video.corriere.it/usa-video-choc-macello/097c0538-ece5-11e1-89a9-06b6db5cd36c  macellazione bovini

·        http://www.tvanimalista.info/video/allevamenti-macelli/macellazione-bovini/
https://www.youtube.com/watch?v=0i3NBsLiIUA trasporto al macello

·        https://it.ask.com/youtube?q=video+choc+nel+macello&v=PqSDsUc8yOg  macellazione bovini

·        https://www.youtube.com/watch?v=lftUvSV0zUw il vitello nel piatto LAV

·        https://www.ciwf.it/campagne/vacche-da-latte/

·        https://www.youtube.com/watch?v=YxcNIj32Bq4  mucche da latte

·        https://www.youtube.com/watch?v=1jAMHX3WAuc industria del latte

·        https://www.youtube.com/watch?v=vkJPd1PcMeo allevamento mucche da latte

·        http://www.laverabestia.org/play.php?vid=419 macello mucche da latte

·        https://video.leggo.it/societa/la_vita_di_mucca_da_latte_la_video_denuncia_choc-134989.html

·        https://www.incontraglianimali.org/mucche-vitelli-tori.html  macellazione

·        https://www.youtube.com/watch?v=sXInOo9gras decornazione

·        https://www.youtube.com/watch?v=RVxEHpg17tI decornanzione

·        https://www.youtube.com/watch?time_continue=2&v=srhcQiDgR1Y  mucche da latte

 

Buone pratiche

 

La Nuova Zelanda è forse il Paese con gli standard di benessere animale più elevati nel mondo dove i vitellini possono pascolare liberamente.

In USA, otto Stati hanno bandito le gabbie per i vitelli che seguono una dieta a base di latte ed erba.

Esiste una soluzione per ridurre l'eliminazione dei vitelli maschi appena nati: la selezione del seme (seme sessato).

In Inghilterra l'industria ha creato una piattaforma dedicata agli allevatori di vitelli che ha consentito di far crescere un maggior numero di vitelli maschi riducendo il numero di quelli che vengono uccisi alla nascita.

In Italia è in crescita il numero di allevatori e veterinari che aderiscono al sistema di certificazione del benessere animale.

Supermercati come Conad, Coop ed Esselunga chiedono sempre più spesso carni di animali allevati con buoni livelli di benessere.

Il CReNBA (Centro di Referenza Nazionale per il Benessere Animale) organo di consulenza del Ministero della Salute, ha redatto un manuale per la valutazione del benessere dei vitelli a carne bianca.

La Francia ha espresso parere favorevole all'introduzione dell'obbligo di etichettatura dei prodotti di origine animale secondo il metodo di allevamento (CIWF giugno 2018).

A San Francisco si studiano metodi per produrre latte senza mucche partendo dalla caseina.

End the Cage, l’iniziativa dei cittadini europei sostenuta da 140 associazioni di cui 19 italiane, chiede la fine dell’uso dei box singoli per vitelli oltre che di tutte le gabbie negli allevamenti.

 

Proposte

Installazione di apparecchiature di video sorveglianza negli allevamenti e nei macelli.

Fine dell’uso dei box per i vitelli.

Emissione di una legislazione peculiare per il benessere degli animali destinati alle diverse produzioni. 

Non accordare finanziamenti provenienti dall'Europa tramite il PSR (Piano Sviluppo Rurale) o meglio il Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale (FEASR 2014/2020) agli allevamenti intensivi.

Introduzione di un’etichettatura (carne e prodotti lattiero caseari) che deve applicarsi a tutti i sistemi di produzione, intensivi ed estensivi in quanto non è sufficiente l'etichettatura dei prodotti in base al paese di origine. Questo affinché i consumatori dispongano di informazioni trasparenti http://www.rivistemaggioli.it/static/assets/commercio_e_servizi_raccolta_2016/testi/5475266.HTM)

 

PECORE, CAPRE


"Non c’è una differenza biologica tra animali. Perché allora ci fa orrore il pensiero di mangiare il nostro cane, ma massacriamo a ogni Pasqua migliaia di agnelli per fare festa?" Umberto Veronesi, oncologo e politico.

 

Chi sono

 

https://www.youtube.com/watch?v=kBxgR07d8_k

https://www.incontraglianimali.org/pecore-capre.html intelligenza delle pecore

 

La capra e la pecora, dopo il cane, sono tra i primi animali addomesticati.

Sono intelligenti e curiosi, ben si adattano a condizioni di allevamento difficili e a pascoli di territori non troppo fertili. Il carattere mite, la taglia ridotta, la capacità di adattamento al clima e a pascoli poveri, unitamente all’offerta non solo di carne ma anche di latte, lana e concime, hanno creato le condizioni per una diffusione straordinaria di questi animali.

 

Sono animali timidi ma, al contrario di quanto si possa pensare, sono molto intelligenti, dotati di una memoria straordinaria e facilità di apprendimento. Secondo il dr. Keith Kendrick del Babraham Institute in Gran Bretagna “la loro sofisticata capacità di riconoscimento dei volti implica che le interazioni sociali con i compagni di gregge e con alcuni umani siano molto importanti”.

 

Come vivono

 

Le capre e le pecore vengono divise secondo l’attitudine a offrire carne, latte o lana. Quando le pecore e le capre non producono più abbastanza lana o latte diventano improduttive e mandate al macello.

 

L'elevata rusticità di questi animali ha consentito che molte di loro vengano ancora lasciati pascolare nei campi aperti alimentati da erbe e arbusti cercati dall'animale stesso.

Questi animali raramente vengono allevati in modo intensivo.

 

Le grandi aziende caprine e ovine di pianura o fondovalle, caratterizzate da una gestione dell’allevamento di tipo intensivo e da grandi stalle e attrezzature, sono nate piuttosto di recente, sulla scorta dell’esempio francese ma si stanno sempre più affermando con la distribuzione di razioni alimentari standardizzate e la mungitura meccanica.

 

Nell'allevamento intensivo oltre alla stabulazione permanente si praticano l'allattamento artificiale degli agnelli e l'inseminazione artificiale.

 

In questi allevamenti le femmine sono sottoposte senza tregua alle varie fasi della riproduzione, partoriscono infatti due volte all'anno altrimenti vengono destinate al macello. Per i continui parti a cui sono sottoposte, è molto frequente che si verifichi la fuoriuscita dell’utero dopo il parto con conseguenti infezioni. Quando non è possibile rimettere in sede l’utero, la femmina muore.

 

Razze da lana

 

Poche settimane dopo la nascita, alle pecore viene tagliata la coda senza anestesia, mentre per gli agnelli si procede alla castrazione. La tosatura viene praticata senza nessuna cura per gli animali, spesso con mezzi meccanici che provocano dolore e ferite; molte pecore soffrono il freddo e si ammalano perché esposte alle intemperie dopo le tosature eseguite in inverno. Quando le pecore iniziano a produrre meno lana sono mandate al macello e sostituite con animali più giovani e redditizi.

 

Le razze da lana durante la tosatura vengono afferrate, tenute strette tra le gambe di una persona, private del vello, spinte giù da uno scivolo e, in generale, trattate con rudezza ricevendo spesso delle brutte ferite dovute alle forbici per tosatura o alla tosatura meccanica.

 

Per le pecore di lana pregiata come la “merino” la cui lana nel mondo proviene per il 50% dall’Australia, poichè fra le principali cause di morte delle pecore è la miasi ovvero l'infestazione di larve di mosca, gli allevatori ricorrono al "mulesing" per ridurre i casi di infestazioni. Si tratta di una pratica crudele che consiste nell'asportazione di una parte di pelle della zona perianale degli animali effettuata senza anestesia, senza sutura e senza terapia antibiotica, e che produce grandi sofferenze. Una pratica che consente di creare delle zone senza lana che "proteggano" gli animali dalle infestazioni delle larve di mosche.

 

Dappertutto e non solo in Australia, la tosatura viene praticata in modo cruento.

 

Anche per le capre d’Angora non c’è pietà. Queste capre di origine turca che producono la pregiata lana “mohair”, vengono allevate anche in Europa (Francia, Inghilterra, Germania, Svizzera e Italia) con volumi di fibra prodotti molto modesti.  Gli allevatori, che tosano le capre d'Angora due volte all'anno, a partire dai sei mesi di vita, sollevano e trascinano gli animali per le zampe o per le corna, causando spesso la rottura della spina dorsale. Pagati a cottimo, non a ore, gli operai lavorano velocemente e incuranti delle ferite, a volte anche gravi, che provocano alle capre con le forbici utilizzate per la tosatura. Dalle testimonianze raccolte da PETA, i contadini dichiarano che in alcuni allevamenti il 25% delle capre non sopravvive alla prima tosatura, mentre l'80% muore a causa delle ferite riportate.

 

Razze da latte

 

I sistemi utilizzati per allevare razze da latte sono differenti rispetto a quelli usati per allevare animali da carne o da lana, possono prevedere un totale o un parziale confinamento in stalla.

 

L’allevamento di capre da latte semi-intensivo è una forma che viene praticata soprattutto quando le capre allevate per la produzione di latte hanno a disposizione un pascolo nel quale durante il giorno pascolano mentre la notte vengono confinate all’interno delle stalle.

 

Nell'allevamento di capre da latte in stalla o intensivo gli animali vivono tutto l’anno all’interno delle stalle senza mai andare al pascolo, vengono alimentati con diete a base di foraggi (secchi e freschi), insilati e concentrati.

 

Negli allevamenti di capre da latte si pratica una tecnica chiamata destagionalizzazione ovvero si tengono le luci accese nelle stalle in modo che l'animale vada in calore in tempi diversi mentre in natura andrebbe una volta all'anno. I capretti maschi spariscono visto che non fanno latte. Non è dato sapere come. Mantenerli sarebbe un costo visto che non hanno mercato esclusa la Pasqua. Vanno a far parte di quella categoria di animali di sesso maschile denominati "controsessi".

 

Il latte di capra viene prodotto soprattutto nelle regioni meridionali e insulari dell’Italia (Sardegna, Sicilia, Campania, Puglia e Basilicata) sia per il consumo diretto che per la produzione di formaggio. E’ prodotto anche in Piemonte dove l’allevamento della capra da latte è una realtà con 150 allevatori professionali e 25.000 capre. Si tratta per lo più di stalle a stabulazione libera, con gli animali suddivisi in box, dotate di una sala mungitura e di una capretteria dove vengono svezzati e cresciuti i capretti femmina.

 

La produzione di latte nelle capre dura circa 240 giorni, le quantità prodotte possono essere variabili e sono strettamente dipendenti dall’età dell’animale e dal numero di capretti. La mungitura viene effettuata due volte al giorno e può essere fatta sia a mano che meccanica, ovvero con congegni applicati alle mammelle diffusa soprattutto negli allevamenti intensivi.

Dopo aver partorito la madre e i cuccioli vengono separati, e il latte prodotto destinato al mercato. Questi cuccioli cercheranno la madre e la madre cercherà i suoi cuccioli. Entrambi beleranno disperatamente.

 

Il corpo delle femmine è continuamente sottoposto alle varie fasi della riproduzione che non conosce tregua.

 

Agnelli e capretti

 

"Tutti i piccoli degli animali sono attraenti, ma l'agnello ha ricevuto una dose di fascino che è addirittura ingiusta nei confronti degli altri". James Herriot scrittore e veterinario britannico.

 

Chi sono

 

Sono i cuccioli di pecore e capre. Animali docili, delicati, adorabili, per niente aggressivi. Sono simbolo dell'innocenza, della semplicità e della mitezza, creature che ispirano tenerezza.

Sono stati utilizzati come icona dalle religioni, sia nel bene (con i significati simbolici) che nel male (con i sacrifici reali).

 

Hanno una grande voglia di giocare, sono pochi gli animali che possono competere con gli agnelli quando fanno le capriole in un pascolo o giocano a rincorrersi. I piccoli saltano, piroettano e si inseguono in gruppo, possiedono un gesto specifico per invitare un compagno a giocare: saltano in verticale scalciando in aria con le zampe posteriori. E’ una richiesta inconfondibile: “Vieni a giocare con me”.

 

Come vivono

 

Siamo il terzo importatore in Europa di agnelli.

 

Gli agnelli allevati in Italia in genere hanno libero accesso al pascolo. La Sardegna rappresenta quasi il 40% della produzione nazionale ma accoglie anche animali vivi provenienti dai paesi dell'Est Europa.

 

I maschi non destinati alla produzione di carne diventano animali da riproduzione e quindi utilizzati per ingravidare le femmine le quali, come ogni altro mammifero, producono il latte solo dopo aver partorito.

 

Gli agnelli importati, a un mese di vita, non ancora svezzati, vengono strappati alle madri, belanti, terrorizzati, costretti ai lunghi viaggi terribili ed estenuanti, per migliaia di chilometri, su TIR strapieni per arrivare in uno squallido allevamento intensivo o direttamente al macello.

 

Al macello i cuccioli atterriti, scaricati brutalmente dai camion, vengono storditi, immobilizzati e uccisi spesso in gruppo, uno di fronte all'altro mentre guardano i propri compagni cadere a terra e contorcersi. Appesi ad un gancio per una zampa tra l'odore del sangue e i belati di terrore vengono sgozzati con lame affilate e lasciati dissanguare fino alla morte.

 

Gli esemplari maschi inviati agli allevamenti, vengono castrati e ad appena poche settimane di vita macellati.

 

Nelle investigazioni effettuate si notano particolari come il terrore negli occhi, la riluttanza ad andare verso la morte, i cuccioli che urinano per la paura o quelli che vengono uccisi davanti ai loro simili (metodica tra l’altro non a norma di legge). Perché nei macelli la morte non arriva in silenzio, ma è fatta di urla, scalpitii, rumori di catene e coltelli che si affilano.

 

In Italia oltre 700.000 agnelli e capretti vengono uccisi solo durante le festività pasquali per cui ogni anno a Pasqua torna la strage degli agnelli e dei capretti, vittime senza colpa. "Non può esistere nessun Dio così sanguinario da sentirsi appagato dalla carneficina", Annamaria Manzoni, psicologa e psicoterapeuta.

 

Nel 2016 sono stati 2.700.000 i cuccioli di 30-40 giorni uccisi in Italia di cui 600.000 (900.000 pochi anni prima) a Pasqua. La vita più lunga, due mesi, spetta all'agnello chiamato "da taglio" (10/13 kg).

 

Video

 

Colui che non rispetta la vita non la merita. Leonardo da Vinci

 

·        https://video.corriere.it/pecore-prese-calci-pugni-tosatura-peta-diffonde-video-choc/58e5b07a-0826-11e4-9d3c-e15131ae88f3 tosatura

·        https://investigations.peta.org/australia-us-wool/?utm_...

·        https://www.gabbievuote.it/investigazioni-associazioni.html macello di agnelli per Pasqua

·        https://it.ask.com/youtube?q=video+choc+nel+macello&v=PqSDsUc8yOg agnelli macellati senza stordimento

·        https://www.ilfattoquotidiano.it/2015/03/31/pasqua-essere-animali-dentro-le-mura-di-un-macello-di-agnelli/1552068 macello agnelli

·        https://www.youtube.com/watch?v=vPr1YV1GQkM trasporto di agnelli

·        https://www.jainismoitalia.org/veganismo/motivazione-etica-conosci-la-sofferenza-degli-animali/sofferenza-degli-agnelli-e-dei-pesci/ agnelli e pesci

·        https://video.repubblica.it/natura/la-macellazione-degli-agnelli-in-un-video-la-denuncia-di-animal-equality/162744/161235 macello di agnelli

·        https://vimeo.com/284141355 come sono costretti a vivere e morire

·        https://www.youtube.com/watch?v=Px1qzfz20dM Tullio Solenghi salva un agnello

·        https://www.essereanimali.org/cosa-facciamo/investigazioni agnelli per Pasqua

·        https://www.essereanimali.org/2015/03/strage-agnelli-uccisione-in-un-macello agnelli

·        http://laverabestia.org/play.php?vid=5937 agnelli e capretti la vita

·        http://laverabestia.org/play.php?vid=5969 latte di pecore

·        http://laverabestia.org/play.php?vid=5824 allevamenti di agnelli e capretti in Italia

·        https://www.youtube.com/watch?v=xeBwcfEPk6k agnelli

·        https://www.youtube.com/watch?time_continue=2&v=vh5nZV-CdH8 pecore

·        http://video.d.repubblica.it/moda/indagine-sulle-torture-alle-capre-d-angora-zara-e-h-and-m-dicono-addio-al-mohair/7138/7253 tosatura capre d’angora

 

Buone pratiche

 

Dal 2010 al 2016 il consumo di agnelli e capretti per Pasqua è diminuito del 50%.

 

Don Antonio Rizzolo, direttore di Famiglia Cristiana, scrive: "E' orribile festeggiare la Pasqua uccidendo migliaia di cuccioli di agnello".

 

L'associazione dei Cattolici Vegetariani, per custodire il creato sollecita a non mangiare agnelli e capretti a Pasqua.

 

Il titolare dell'azienda Caffè New York, in occasione della Pasqua, inserisce sui quotidiani la foto degli agnelli: "Scegli una Pasqua senza sangue".

 

Germania, Paesi Bassi, Danimarca e Svezia hanno chiesto la modifica del Regolamento (CE) n.1/2005 del Consiglio per ridurre il tempo dei trasporti di animali vivi.

 

Circa 70 brand di abbigliamento, tra cui Zara, H&M, Gap, Topshop, smetteranno di acquistare e usare mohair per le loro collezioni. L'annuncio del divieto arriva dopo l'indagine shock condotta dalla filiale asiatica di PETA (People for the Ethical Treatment of Animals) in 12 allevamenti sudafricani di capre d'Angora.

 

Dopo le proteste internazionali iniziate in Svezia contro il mulesing, molti produttori di filati, tessuti e abbigliamento rendono pubblico che le loro stoffe provengono da allevamenti che non utilizzano questa pratica. Il mulesing ha numerose alternative tra cui l'adozione di tosature e disinfestazioni localizzate e l'utilizzo di speciali morsetti in plastica che riducono in modo incruento la formazione delle pieghe perianali. Gruppi di allevatori stanno inoltre selezionando varietà di pecora Merino prive di quelle pieghe cutanee che favoriscono l'infestazione da larve.

 

Proposte

 

Vietare l'importazione di animali vivi comprati a basso prezzo nei paesi dell'est per macellarli in Italia subito dopo con la dicitura "allevati in... e macellati in Italia".

 

Etichettatura obbligatoria secondo il metodo di produzione.

 

Installazione di apparecchiature per la videosorveglianza.

 

Divieto di pratiche cruente per la tosatura.

 

BUFALI

"Chi mente a se stesso e presta ascolto alle proprie menzogne, arriva al punto di non distinguere più la verità, né in se stesso, né intorno a sé". Fedor Dostoevskij

 

Chi sono

 

Il bufalo di razza mediterranea italiana è un mammifero appartenente alla famiglia dei bovini e con questi ultimi condivide somiglianze nell’aspetto generale e nei caratteri scheletrici. Ma è più rustico, predilige ambienti caldo-umidi e trascorre gran parte della giornata immerso nell’acqua, cosa che gli permette di tenere lontani i parassiti ed evitare che la pelle si secchi eccessivamente.

Le bufale sono allevate quasi esclusivamente per il latte. La loro gravidanza dura 316 giorni circa, quindi partorisce in genere una volta all'anno. Alla nascita i vitelli pesano tra i 35 e i 39 chilogrammi. La differenza sostanziale tra bufale e bovine si ritrova nella stagionalità della lattazione che per le bovine diminuisce nel periodo estivo e per le bufale aumenta proprio durante l’estate.

Secondo la FAO la diffusione della specie è in crescita nel mondo. Si è passati da 164 milioni di capi del 1994 ai 195 milioni del 2012.

Al 31 dicembre 2017 in Italia erano presenti 2.212 allevamenti e 396.725 bufali di cui il 74% in Campania. Il 77% come produzione latte, il 9% produzione mista e il 14% produzione di carne.

 

Come vivono

 

L’allevamento dei bufali e delle bufale solitamente avviene più all’aperto che in stalla.

Un fattore molto importante per il benessere delle bufale è rappresentato infatti dalla superficie disponibile per il movimento. Le migliori condizioni si realizzano quindi con la stabulazione da cui si accede direttamente a un paddock esterno che a sua volta mette a disposizione una piscina colma d’acqua per le immersioni estive.


Gli animali allevati sono in continuo incremento in tutte le regioni italiane ma particolarmente in Campania.

In un allevamento di bufale i bufalini maschi non produttivi, appena nati vengono immatricolati e se l'allevatore segue la procedura legale, il vitellino viene portato al macello non prima però che siano trascorsi 10 giorni durante i quali va comunque alimentato e il cordone ombelicale risulti essiccato.


Un vitellino consuma circa 4 litri di latte al giorno per un costo di circa 5 euro. L'alimentazione prima del macello ha, quindi, un costo di circa 50 euro più 5 euro per immatricolazione e registrazione nella banca dati. E, se per esempio, moltiplichiamo questo costo per 100 maschi nati in un allevamento di 200 bufale, si arriva ad una spesa di 5.500 euro annui.


Gli allevatori effettuano una ferrea selezione genetica dei tori per la rimonta delle bufale. Ogni anno vengono scelti all’interno dell’allevamento due capi maschi dalle bufale che risultano essere le più produttive. Ogni toro viene utilizzato per l'attività di monta per circa otto anni. Su centinaia di bufalini solo il 10%, alla fine, viene utilizzato per la rimonta delle bufale. Il destino degli altri è irrimediabilmente segnato. Finiranno tutti al macello.


Anche i vitellini risparmiati non hanno buone condizioni di vita: la maggior parte degli allevamenti risultano sovraffollati e senza accesso alle aree verdi. Inoltre alcuni animali presentano delle piaghe aperte, dei problemi di deambulazione dovuti all'eccessiva crescita di zoccoli e sono costretti a vivere su uno strato molto spesso dei propri escrementi. Inoltre, come se non bastasse, l'acqua che possono bere non è sempre accessibile ed è quasi sempre sporca. I vitelli che muoiono vengono lasciati all'interno degli allevamenti, con il risultato che gli altri animali devono convivere con il cadavere. Può trascorrere anche una settimana prima della rimozione dei corpi.


Bufalini

 

Nella sola Campania i bufali sono centinaia di migliaia ed al 90% femmine. Poiché si deduce che i nati siano al 50% maschi e al 50% femmine è facile chiedersi dove finiscano i neonati maschi che non servono a produrre latte, quindi neppure la mozzarella.

 

Nessuno si è mai chiesto dove finiscono? Veramente nessuno sa che fine fanno?

 

Questi bufalini maschi, appena nati, vengono strappati alla madre che li segue con dolore, abbandonati nei campi, buttati nei fossi, soffocati con la paglia in gola, seppelliti ancora vivi o lasciati vagare fino alla morte per inedia. Annegati nei fiumi o lasciati agonizzare senza cibo da allevatori privi di scrupoli. Soppressi a colpi di bastone e lasciati in montagna a marcire e a diventare cibo per gli animali selvatici. Sono stati ritrovati in fosse, sulle spiagge, sulle strade, nei campi ancora agonizzanti. La loro unica colpa: inutili perché sono maschi. Mantenerli in vita costa troppo e non c'è mercato per la carne di bufalo.

L'uccisione dei bufalini da parte di allevatori senza scrupoli ha solo finalità economiche. L'allevatore non riesce ad ottenere nessun reddito da quel maschio senza latte; e alimentarlo fino all'età adulta ha un costo molto elevato. Il mancato guadagno spinge alcuni bufalari a disfarsi dei vitellini maschi appena nati; e spesso in modo cruento.

Uno dei tanti ritrovamenti ci parla di "una dozzina di vitellini di bufala legati tra loro con una fune arancione e poi appesi a un albero". Morti. Ma secondo l'indagine di Four Paws International sono 70.000 i bufalini uccisi ogni anno.

Ecco una testimonianza significativa: "Il 12 di febbraio scorso, tornando a casa, ho intravisto una grande macchia scura sul bordo della strada. Avvicinandomi, ho visto che la "cosa"...era un bufalotto di alcuni giorni ancora vivo. Devo dire che diverse volte negli anni mi è capitato di vedere carogne di bufalotti nei campi e lungo le strade, e ho sempre pensato che fossero morti di malattie perinatali. Ho segnalato il fatto all'autorità competente che è intervenuta per rimuovere la carcassa. Ma questa volta non si trattava di un cadavere, era un animale vivo. Un bufalotto maschio senza padrone. L'ho caricato in macchina e l'ho portato a casa. Ho chiamato subito il Servizio Veterinario il cui responsabile ha detto che posso tenerlo per farlo crescere, perchè probabilmente è stato abbandonato essendo un maschio. Allora i maschi vengono abbandonati? Sì, mi è stato risposto, è l'abitudine in zona. Per legalizzarlo sono andata dai Carabinieri per fare la denuncia di "ritrovo". Anche il Comandante "sapeva": i maschi si uccidono, si lasciano lungo le strade, è "normale" non servono, non danno latte. Qualche allevatore locale cresce i bufali maschi per la carne. Una percentuale molto bassa..."


I bufalini maschi rientrano nella categoria dei "controsessi" come i pulcini maschi, i capretti maschi, i vitelli maschi.

 

Video

 

Le investigazioni su 50 allevamenti di bufale del casertano e del salernitano, è durata due anni e si è conclusa portando alla luce la fine dei bufalini, considerati inutili nel meccanismo della produzione della mozzarella di bufala. I vitelli, come si vede nel video, sono colpiti con pesanti mazze, caricati a calci nella pala di un trattore, lasciati morire di fame e annegati nel fango e nei liquami:

·        http://www.ilgiornale.it/video/cronache/crudelt-negli-allevamenti-mozzarella-bufala-1049266.html

·        http://laverabestia.org/play.php?vid=5832  bufalini

·        https://www.lav.it/news/bufala-animali-come-noi  mozzarella

·        https://www.michelesantoro.it/2017/03/animali-come-noi-bufali/  di Giulia Innocenzi

·        https://www.youtube.com/watch?v=JBbigvacADI bufala

·        http://laverabestia.org/play.php?vid=5865 allevamenti di bufale in inglese

·        http://laverabestia.org/play.php?vid=5832 bufalini lasciati morire in italiano

·        https://www.youtube.com/watch?v=wV1pJave_kA bufale

·        https://www.youtube.com/watch?v=R3I4uz7j_xc bufala

·        https://www.youtube.com/watch?v=KbezP8mP69s  uccisione di bufalini

·        https://www.michelesantoro.it/2017/04/bufalini-decapitati/  Giulia Innocenzi

·        https://scienze.fanpage.it/bufalini-lanciati-per-aria-e-sgozzati-vivi-le-immagini-choc-di-un-macello-di-frosinone/

·        https://www.huffingtonpost.it/2014/09/04/crudelta-mozzarella-bufala-video_n_5767694.html diffuso dalla LAV

·        http://vocedistrada.it/articoli-2/cronaca/uccisione-bufalotti-adinolfi-presenta-interrogazione/

 

Buone pratiche

 

In Italia le cose stanno cambiando. Lo strumento per gestire la popolazione bufalina è la Banca Dati Nazionale dell'Anagrafe Zootecnica (BDN) informatizzata. Tutti gli animali vengono registrati individualmente grazie a una smart card che consente di riconoscere l'operatore e di seguire tutte le fasi della filiera.

 

In Friuli, con la gestione "La bufala di Castello d'Aviano", i bufalini vengono allevati fino a tredici mesi.


I controlli del servizio veterinario in questi ultimi anni, per contrastare il fenomeno dell'abbandono e uccisione di capi bufalini maschi, sono stati rinforzati. I veterinari addetti ai controlli procedono con i prelievi del sangue degli animali morti per il recupero del Dna. Un elemento importantissimo che consente di risalire alla bufala, (e anche al toro che ha montato la bufala) che ha partorito quel vitellino e incastrare così l'allevatore che si è disfatto dell'animale.

 

Proposte

 

Rendere obbligatorio il controllo del DNA dei bufalini trovati morti.


Etichettatura dei prodotti lattiero caseari secondo il sistema di allevamento e il benessere degli animali.

 

Installazione di apparecchiature per la videosorveglianza.

 

CONTROSESSI

 

“È vero che l'uomo è il re degli animali, perché la sua brutalità supera la loro. Viviamo grazie alla morte di altri. Già in giovane età ho rinnegato l'abitudine di cibarmi di carne.” Leonardo da Vinci

 

Chi sono

 

“Controsessi” vengono chiamati i maschi di animali nati in allevamenti particolarmente finalizzati come quelli di: galline ovaiole, capre da latte, bufale, mucche da latte.

I maschi di questi animali non producono reddito, sono considerati un sottoprodotto indesiderato della produzione, non servono e per loro viene attivata una strage nascosta ma perfettamente legalizzata.

 

Pulcini


Maschi di un giorno di vita, oltre 300 milioni in Europa, oltre 30 milioni in Italia, benchè nati dalle galline ovaiole non fanno uova. Eliminati ogni anno con un metodo atroce, insostenibile alla vista di chi si considera un essere umano: gettati vivi in una macchina a lame rotanti che li trita rendendoli poltiglia. O vengono gasati per dire: sì, le camere a gas le vogliamo ancora. Ma anche soffocati, annegati, schiacciati sotto i piedi.

 

Capretti

 

I capretti maschi non servono perchè non producono latte e spariscono dalla filiera. Allevarli costerebbe troppo. Il loro destino è più duro, se non nascono nei giorni di Pasqua o di Ramadam non hanno mercato e semplicemente scompaiono, la loro fine è sconosciuta (SIMVP Società Italiana di Medicina Veterinaria Preventiva).

 

Bufalini

 

Maschi di pochi giorni, sia legalmente (macellati a 10 giorni) che illegalmente (affogati, soffocati, abbandonati, sepolti vivi, ecc.) trovano la morte perchè non servono, non producono latte e quindi niente mozzarella. Farli crescere e diventare "carne matura" costerebbe troppo all'allevatore perchè il mercato è ancora scarso e quindi devono morire.

 

Vitelli

 

30 milioni di maschi di pochi giorni delle mucche da latte dell’Unione europea, visto che non fanno latte, sono considerati una produzione collaterale. Solo 6 milioni di loro entrano nella produzione della carne gli altri vengono subito eliminati.

 

Video

 

·        http://laverabestia.org/play.php?vid=6048  controsessi vitelli

·        http://laverabestia.org/play.php?vid=5941 gassazione pulcini maschi

·        http://laverabestia.org/play.php?vid=5832 bufalini lasciati morire, in italiano

·        https://www.lastampa.it/2014/09/05/societa/alta-crudelt-reportage-choc-negli-allevamenti-di-bufale-ygSvIscgo9qPRZksSTpdPM/pagina.html allevamento di bufale

 

Buone pratiche

 

Il tema del surplus degli animali e la soppressione dei maschi è stato affrontato anche dalla Federazione dei Veterinari Europei (FVE) che nel novembre 2017 ha pubblicato un documento dal titolo "Killing unwanted offspring in farm animal production" (L'uccisione di prole indesiderata nell'allevamento di animali). Questo documento è entrato nell'agenda delle organizzazioni internazionali e delle istituzioni europee e rappresenta una legge quadro dove non solo l'economia deve parlare ma anche l'etica. Ora servono i decreti delegati per applicarla.

 

In Gran Bretagna la recente cooperazione tra Compassion in World Farm (CIWF), la Royal Society for the Prevention of Cruelty to Animals (RSPCA) e l’industria, attraverso una piattaforma dedicata agli allevatori di vitelli, ha consentito di allevare per la carne un maggior numero di vitelli da latte maschi e di ridurre notevolmente il numero di quelli che vengono uccisi alla nascita.


Per i vitelli e i bufalini sta andando bene il "seme sessato" che permette di sapere prima se nascerà un maschio o una femmina grazie alla differenza di DNA tra le cellule maschili e quelle femminili. Funziona per il 95% dei casi. Si tratta di una nuova tecnologia chiamata Sexcel presentata il 14 novembre 2017 a Cremona in occasione del convegno di Abs Italia. E' una tecnologia più "dolce" che non sottopone le cellule all'alta pressione, alle correnti elettriche e alle forze di taglio che vengono utilizzate negli altri sistemi. L’augurio è che, grazie a una maggiore promozione commerciale, venga adottata.


In USA la Uep, la più grande associazione di produttori di uova (80 miliardi all'anno) ha firmato un accordo con gli animalisti della Human League "per mettere termine con una storica decisione a una pratica barbarica". Saranno delle macchine a stabilire il sesso dentro le uova. Il “sessaggio” degli embrioni, che può essere fatto con tecniche diverse, appare un’opzione eticamente praticabile in quanto sostenuta da evidenze scientifiche che dimostrano un’attività neurale molto limitata o addirittura non cosciente prima della schiusa (Mellor e Diesch 2007).

 

Molti marchi, come Unilever colosso alimentare mondiale ci tengono a pubblicizzare i loro prodotti sottolineando che provengono da allevamenti dove nessun pulcino è stato ucciso.

 

In Europa è la Germania ad aver affrontato il problema rendendo illegale, per motivi etici, l'uccisione di pulcini. Il 20 gennaio 2017 il Ministro federale dell'agricoltura ha introdotto una nuova tecnologica meno cruenta per gli animali senza penalizzare gli allevatori. I ricercatori tedeschi hanno sviluppato infatti un sistema per determinare il sesso degli animali nelle uova. Il meccanismo si basa su un metodo rapido ed economico, sviluppato dal fisico indiano Chandrasekhara Venkata Raman, la spettroscopia di Raman.


In Austria il metodo per salvare i pulcini maschi è quello di allevare una razza a doppio uso che permetta la produttività sia per le uova sia per la carne.

 

In Italia i marchi Conad ed Esselunga non acquistano se non possono esporre in banco vendita carni da allevamento con attestato CReNBA o con il sistema animal welfare.

 

Il Friuli con la gestione “La bufala di Castello d’Aviano” alleva i bufalini maschi fino a 13 mesi.

In Olanda un team di ricercatori dell’Università di Leiden e della start up “In Ovo”, sostenuti dal Ministero degli Affari Economici e da quattro principali aziende olandesi che gestiscono incubatoi, ha individuato dei biomarcatori che permetterebbero di identificare il sesso dei pulcini.

In Germania viene valutata anche l’opzione sostenuta dal Ministero dell’Agricoltura dello sviluppo di linee genetiche di galline adatte a produzione di uova e di carne, cosiddette ambivalenti.

Proposte

 

Promuovere il sessaggio degli embrioni nell’uovo prima della schiusa e sul seme sessato nelle mucche da latte, nelle capre da latte e nelle bufale.

Obbligo di etichettatura sul tipo di allevamento.

Installazione di apparecchiature per la videosorveglianza.

 

MACELLAZIONI RITUALI (kosher e halal)

 

 

Parafrasando George Orwell: tutte le macellazioni sono uguali (orribili), ma alcune macellazioni sono più uguali (orribili) di altre.

 

Premessa

 

In Italia i musulmani sono oltre 2 milioni e gli ebrei circa 30.000.

Due leggi in Italia si contendono la visibilità, ovvero l'applicazione prioritaria: "libertà religiosa" e "benessere animale". Poichè la libertà religiosa concerne l'uomo mentre il benessere animale negli allevamenti, durante la macellazione riguarda gli animali, quale di queste leggi ha avuto la meglio? Ovvero è in vigore? La libertà religiosa anche se con il "sacrificio" degli animali che noi definiamo, in Europa, esseri senzienti. Senzienti sì, certo, perchè no: per sentire quell'immenso dolore provocato sul loro corpo dalle macellazioni rituali.

Le normative italiane ed europee prevedono obbligatoriamente lo stordimento dell'animale al momento della macellazione per evitarne il maltrattamento e, soprattutto, evitarne una morte lunga, dolorosissima e cosciente. La macellazione rituale ebraica "kosher" e musulmana "halal" che, salvo poche variazioni, si assomigliano, pretendono invece di sopprimere l'animale in stato di perfetta e totale coscienza con conseguenti lunghissimi e atroci, spasimi.


All'inizio del terzo millennio si può chiamare rito religioso la macellazione rituale di un animale che, nonostante i "compassionevoli" precetti religiosi, impone alla vittima un'atroce sofferenza? che sprofonda le sue radici in un antico passato quando si utilizzavano tecniche rudimentali per mancanza di conoscenze scientifiche?  Visto da un occidentale questo è sì un rito ma di crudeltà e se le religioni esistono per migliorare l'uomo questo rito lo peggiora perchè fa leva sul sacrificio con estremo dolore, di una creatura viva e innocente, presa con la forza, trattata con brutalità, uccisa con violenza. Chi compie un gesto simile non potrà mai provare compassione neppure per una persona umana, che sia fragile, debole, indifesa, sofferente, ma praticherà facilmente la violenza come ci insegna e testimonia  https://www.link-italia.net/italia/


Nelle convenzioni, direttive, leggi, decreti.., si ripete uno slogan: "evitare agli animali sofferenze inutili o non necessarie". Ma sono "inutili e non necessarie" per noi umani, per tacitare la nostra coscienza, ma per gli animali sono utilissime ad alimentare il loro strazio. Queste leggi prevedono, per l'uccisione degli animali di allevamento, lo stordimento preventivo onde eliminare le "sofferenze inutili" ma per ebrei e musulmani, in nome della "libertà religiosa" sono previste deroghe. Se vogliono mangiare carne devono seguire una particolare procedura che è equiparata a un rito religioso.


Quindi: o rispettare la legge sulla "libertà religiosa" o rispettare la legge sulla tutela del benessere degli animali vigente in Italia e in Europa. Cosa deve prevalere?
Non è semplice. In Italia, trattati, studi, dibattiti, proteste, denunce e valutazioni controverse, hanno finora lasciato via libera alla cosiddetta "libertà religiosa" oscurando l'enorme sofferenza praticata agli animali prima della morte.


Perfino il Comitato Nazionale per la Bioetica nel 2003 si era espresso a favore di questa pratica sostenendo il primato ontologico dell'essere umano su tutte le altre forme di vita dimenticando il biocentrismo che pretende di rivendicare il valore primordiale della vita e propone che tutti gli esseri viventi abbiano lo stesso diritto a esistere, a svilupparsi e a esprimersi con autonomia. D'altra parte la Teoria del Caos ci rende tutti interconnessi.

 

Chi sono gli animali

 

Gli animali macellati secondo i riti religiosi kosher e halal sono: buoi, capre, pecore, conigli...

L'art. 13 del Trattato di Lisbona sul funzionamento dell'Unione europea li dichiara esseri senzienti, ovvero  che provano sentimenti, emozioni, dolore fisico e psichico, paura, ansia, stress; la Dichiarazione di Cambridge sulla Coscienza, sottoscritta nel 2012 da un gruppo internazionale di eminenti scienziati alla presenza di Stephen Hawking, proclama che gli animali (tutti i mammiferi, gli uccelli, e persino il polpo un cefalopode)  sono coscienti e consapevoli allo stesso livello degli esseri umani. Non sono quindi prodotti, merci, cose.

 

Macellazione

 

La macellazione rituale è consentita solo nei circa 200 macelli autorizzati ma sono comuni i casi di macellazione "familiare", in giardini, garage, case. Pratica illegale e perseguibile secondo la legge. Solo in Piemonte, ogni anno vengono uccisi con il rito halal: 30.000 bovini, 23.000 conigli, 600 ovo-caprini.


Durante questi riti di macellazione, l'animale deve essere cosciente, girato su se stesso con un mezzo di contenimento meccanico, oppure disteso; viene operata la recisione della trachea ed esofago ma senza spezzare la colonna vertebrale e senza staccare la testa. In seguito avviene il dissanguamento dell'animale. Tutto con una sofferenza lunga e straziante prima che sopravvenga la morte.


Nel rito halal, l'animale viene orientato con il capo verso la Mecca e sottoposto al taglio dei grossi vasi del collo, dell'esofago e della trachea mediante l'impiego di un coltello a lama molto affilata. Il taglio non deve essere preceduto dallo stordimento dell'animale che deve essere cosciente e “trattato con rispetto”. Il coltello deve essere impugnato con la mano destra mentre la sinistra tiene ferma la testa dell'animale. Le zampe devono essere legate ad eccezione di una posteriore lasciata libera affinchè l'animale possa muoverla e scalciare per tranquillizzarsi. Oppure viene immobilizzato in una gabbia oppure appeso a testa in giù.


Da quando un animale secondo il rito kosher viene appeso, fino al primo affondo di lama, trascorrono quasi quattro minuti, mentre la iugulazione halal dei bovini impone 25 movimenti di coltello.

 

Esportazione di carne halal e kosher

 

Gli animali macellati secondo i riti religiosi vengono anche esportati (D.M. 11 giugno 1980), quindi l'Italia non si limita a conferire la libertà religiosa a cittadini del proprio territorio ma esporta carne di animali macellati con il rito kosher e halal in altri paesi contravvenendo alle leggi italiane sulla tutela degli animali (artt. 544 ter e 727 del C.P.). Ciò significa procurarsi un mercato della carne sulla pelle degli animali per attivare un commercio che non ha a che fare con la libertà religiosa ma con il guadagno illecito.

 

Considerazioni

1.   L'assurdità dei termini e la contraddizione negli scopi risalta. Queste religioni dichiarano il contrario di ciò che praticano, ovvero "che all'animale va riconosciuto un profondo rispetto, va trattato con estrema cura prima della macellazione, a lui non deve essere data alcuna sofferenza, sono esclusi atti finalizzati a maltrattarli, spaventarli o mettere in pratica azioni coercitive". La Torah dice: "...vanno trattati con rispetto e compassione...". Il Corano dice: "...è fatto divieto di alimentarsi di animali soffocati, uccisi a bastonate, morti accidentalmente, ammazzati a cornate...". E' compassione tagliare loro la gola da vivi e coscienti, dopo averli terrorizzati ingabbiandoli, legandoli, appendendoli, girando il coltello 25 volte nella gola?

2.   Lo stato italiano, laico e democratico, si è dato una Costituzione che all'art.8 recita: "Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge. Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l'ordinamento giuridico italiano".  In quanto non contrastino con l'ordinamento giuridico italiano... ma se in Italia vige lo stordimento, la macellazione rituale contravviene tale ordinamento? Anche perchè le deroghe si possono o non si possono concedere. Tant'è che vari stati vietano la macellazione rituale nonostante la Direttiva europea offra tali deroghe. E' possibilità e non obbligo.

3.   La libertà religiosa è prevista ma, la libertà di mangiare in un certo modo, un animale ucciso in un certo modo, non si configura come atto di culto ma come attività, pratiche di vita motivate da considerazioni religiose.  Si scrive nelle regole alimentari ebraiche: la macellazione rituale "è un atto educativo che deve far pensare, che deve insegnare, che comunque non deve far dimenticare la crudeltà dell'azione". Quindi per non far dimenticare la crudeltà dell'azione occorre immortalare l'azione di crudeltà.

4.   La relazione del Comitato Nazionale per la Bioetica del 19 settembre 2003 afferma che "tra tutte le forme di vita quella umana possiede un primato e che tale primato costituisce una giustificazione, peraltro non illimitata, della subordinazione all'uomo di ogni altro essere vivente". Concetto arcaico che non rispecchia affatto gli ultimi sviluppi filosofici e scientifici e neppure giuridici in quanto le leggi difendono il benessere degli animali (magari solo sulla carta). Inoltre scrive che le "macellazioni rituali sono compiute nel rispetto di precise regole di matrice religiosa accompagnate da atti (benedizioni, invocazioni...) che ne manifestano il carattere sacro". Il parere del C.N.B. è irrilevante non essendo tale comitato un ente normativo così come sono opinabili le precise regole di matrice religiosa individuali o di gruppo che non possono prevalere sulle norme di matrice legale, valide per tutti in uno Stato laico.

5.   Le tecniche di uccisione nella macellazione rituale risalgono a oltre 2000 anni fa e potrebbero essere sostituite con tecniche moderne alternative visto che, secondo quanto stabilivano la Torah e il Corano, le procedure di macellazione sono assenti da qualsiasi intento di crudeltà nei confronti degli animali e fin dalle origini hanno avuto di mira l'eliminazione di ogni loro sofferenza inutile. In realtà se la violenza è di per sè crudeltà, la crudeltà per l'animale esiste, c'è, e lui la soffre intensamente.

Video

 

·        https://it.ask.com/youtube?q=video+choc+nel+macello&v=PqSDsUc8yOg  macelli kosher

·        https://www.youtube.com/watch?v=3ewXcsMzVzk

·        https://www.giornalettismo.com/archives/2630063/macellazione-rituale-italia-violazione-norme-video

·        http://laverabestia.org/play.php?vid=5886

·        http://laverabestia.org/play.php?vid=388

·        https://www.ilfattoquotidiano.it/2014/10/21/macellazione-rituale-linvestigazione-di-animal-equality-2/1162907/

·        https://www.youtube.com/watch?v=gQD3KyuzX54

·        http://www.mondoallarovescia.com/video-uccisione-islamica-di-un-vitello/

·        https://www.animalequality.it/Blocco-Confini-Gadhimai/ macellazione rituale

·        http://laverabestia.org/play.php?vid=6069  macellazione rituale

·        http://laverabestia.org/play.php?vid=5266  id. c.s.

·        http://laverabestia.org/play.php?vid=4250  

 

Buone pratiche

 

 

Nel 1985 la Lega Musulmana Mondiale in collaborazione con l'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha ammesso che lo stordimento elettrico della vittima possa precedere la macellazione rituale e sia addirittura conforme alla raccomandazione del Profeta di non infliggere sofferenza agli animali.

Tra le stesse autorità religiose islamiche non pochi sono coloro che sostengono l'elettronarcosi o altri procedimenti che ritengono conformi alle prescrizioni della religione musulmana.

A Gerusalemme un gruppo di animalisti ha interrotto un rito religioso in occasione del digiuno del Kippur, rito che consiste nel far roteare un pollo sulla testa del fedele in modo che ne "assorba i peccati". Nello stesso mondo rabbinico il rito è oggetto di contrasti e molti chiedono la sostituzione con la semplice elemosina.

La Svizzera dal 2002 ha vietato la macellazione rituale pur dichiarando di riconoscere il diritto di cattolici, protestanti, ortodossi, ebrei, scintoisti, induisti, musulmani di professare la loro fede. La Svizzera pretende anche che l'importazione di carne da paesi esteri avvenga solo se la macellazione degli animali è stata praticata conforme alla legge della stessa Svizzera (cioè con lo stordimento preventivo).

Hanno messo al bando la macellazione rituale: Belgio, Svezia, Norvegia, Olanda, Islanda, Slovenia, Danimarca, Liechtenstein, Nuova Zelanda, Polonia.

La Malesia, stato a prevalenza musulmana non pratica la macellazione rituale.

In Finlandia, stordimento e uccisione devono avvenire contemporaneamente.

in Austria, Estonia, Lettonia e Slovacchia è obbligatorio effettuare lo stordimento immediatamente dopo l'incisione.

In Gran Bretagna il 90% degli animali uccisi viene stordito e le comunità religiose lo accettano.

Al macello di Bolzano, grazie all'obiezione di coscienza opposta da alcuni medici veterinari, è ammesso lo stordimento di ovini e caprini.

Al civico macello di Torino, a seguito di varie denunce e prese di posizione dell'Ordine dei veterinari, le macellazioni rituali non vengono più effettuate.

La Giunta regionale del Friuli Venezia Giulia, a settembre 2017, si è fatta promotrice di una mozione per l'abolizione della macellazione rituale su tutto il territorio nazionale.

Dal 2013 il Sindacato italiano veterinari medicina pubblica sostiene la richiesta di abolizione della macellazione rituale.

 

Proposte

 

Divieto di effettuare macellazioni di animali secondo riti religiosi ebraici, musulmani o di altre religioni su tutto il territorio nazionale.

 

CAFFE' KOPI LUWAK

"L'uomo è l'unico animale che arrossisce, ma è l'unico ad averne bisogno"  Mark Twain

Sicuramente non tutti sanno che in Italia si vende un caffè chiamato Kopi Luwak. E' un caffè pregiato e quindi tra i più costosi al mondo.

Un caffè che nasconde una terribile verità. Chi lo beve dovrebbe inorridire. 

Non è solo una pianta a produrlo ma anche un animale: lo zibetto.

Chi è

Lo zibetto è' un piccolo mammifero carnivoro, originario del sud est asiatico. E' un animale selvatico, solitario, vive nei boschi e sugli alberi, si sposta di notte, si nutre di frutta, roditori, insetti, uova ma anche di bacche di caffè senza però digerirle. Assomiglia a un furetto, a un procione, a una mangusta e c'è chi lo vede simile a un gatto. Può raggiungere il mezzo metro di lunghezza e i tre chili di peso.

E' una specie minacciata dalla massiccia deforestazione.

Come vivono

Gli zibetti vengono catturati nella foresta, strappati alla loro vita selvatica, imprigionati in gabbie minuscole e sporche, a volte al buio, e sono alimentati forzatamente con chicchi di caffè che in natura costituiscono una parte minima della loro dieta onnivora.

Vengono così privati della libertà e degli spazi naturali, andando incontro necessariamente a malattie, autolesionismo, depressione e comportamenti nevrotici. Gli animali mordono le sbarre della gabbia, girano ripetutamente su se stessi, perdono la pelliccia, soffrono terribilmente.

«Gli animali impazziscono in gabbia, arrivano a perdere il pelo. Il pubblico deve sapere che decine di migliaia di zibetti sono tenuti così. Se lo sapessero lascerebbero perdere il caffè» spiega Chris Shepherd della ong Traffic South-East Asia.

Sono pochi quelli che sopravvivono alla prigionia e anche la maggior parte di quelli che vengono liberati dopo tre anni, a causa della debilitazione psicofisica, non riescono a sopravvivere alla vita selvaggia.

Sono decine di migliaia gli zibetti catturati in natura, costretti a subire maltrattamenti, a seguire un'alimentazione forzata fatta solo di chicchi di caffè, privati di tutto ciò che è essenziale a loro benessere compreso il movimento. Animali seviziati, "colpevoli" di conferire al caffè un sapore caramellato molto particolare. Per tale commercio gli zibetti rischiano l'estinzione.

Al momento non vi sono regolamenti in vigore per la tutela di questi animali e gli agricoltori spesso li alimentano a morte senza alcuna preoccupazione per le loro condizioni.

Caffè

Il caffè Kopi Luwak si ottiene utilizzando i semi di caffè defecato dagli zibetti. Quindi, il caffè più caro del mondo viene raccolto dalle feci di questi animali.

L’aroma è più dolce e ha un intenso retrogusto di cioccolato. Questa caratteristica deriva dal fatto che le bacche di caffè ancora fresche vengono mangiate dallo zibetto che non mastica i chicchi, ne digerisce solo la parte più esterna senza che subiscano radicali trasformazioni. Gli enzimi presenti nel tratto intestinale dell'animale distruggono proteine e sostanze del chicco riducendone il sapore amaro e conferendogli una fragranza del tutto particolare.  Una volta defecate, con il gusto decisamente “migliorato”, le bacche vengono raccolte, private dell’involucro esterno e infine tostate.

I primi utilizzatori di bacche semi digerite negli escrementi furono gli indigeni che si limitavano a raccogliere manualmente le deiezioni degli zibetti nei pressi delle piantagioni di caffè ma, nel momento in cui questo caffè è diventato un affare redditizio, Giappone, Stati Uniti, Europa hanno trovato un mercato fertile che si è tradotto nella cattura e successivo allevamento degli zibetti.

Almeno 50 tonnellate di caffè Kopi Luwak vengono ottenute con gli allevamenti intensivi. Questo caffè è ormai sfruttato commercialmente sul mercato globale. Si importa, si vende e si prepara anche in Italia.

Oggi, anche se a qualcuno può sembrare sorprendente e ad altri disgustoso, il caffè semi-digerito dallo zibetto è diventato una bevanda rara e preziosa che può costare fino a 1000 dollari al chilo e fino a 20 dollari a tazza.

 

Oltre ad una questione di gusto e di stomaco, c’è il problema riguardo la falsa etichettatura del prodotto. Sulle confezioni di caffè Kopi Luwak è apposta l’etichetta “wild-source” reclamizzante il metodo selvatico di produzione e raccolta del caffè. Di selvatico non c’è assolutamente nulla in tale produzione e lo stesso allevatore indonesiano ha rivelato all’investigatore PETA che in realtà sarebbe impossibile produrre il Kopi Luwack da zibetti selvatici, ma che l’azienda continua ugualmente ad etichettare come “100% wild-source” le confezioni di caffè prodotte da zibetti in gabbia.

 

Video

 

·        https://www.facebook.com/rai3tv/videos/1086948698021575/

·        https://www.lifegate.it/persone/news/il-caffe-di-cacca-che-uccide-gli-zibetti

·        https://velvetpets.it/2016/12/01/caffe-kopi-luwak-il-gusto-delle-crudelta/

·        https://www.youreporter.it/video_la_crudelta_che_si_nasconde_dietro_il_caffe_kopi_luwak/?refresh_ce-cp

·        https://www.ambientequotidiano.it/2013/10/21/kopi-luwak-caffe-defecato-zibetto-peta/

·        https://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/kopi-luwak_35764.shtml

 

Buone pratiche

Le associazioni lottano per la liberazione di questi animali ed hanno ottenuto il parziale ritiro del Kopi Luwak dal mercato europeo tanto che nel 2013 la catena di magazzini inglesi Harrod's ne ha eliminata la presenza sui propri scaffali.

Un giovane biologo, Camille Delebecque, insieme a Sophie Deterre, scienziata alimentare esperta di aromi, dopo aver condotto alcuni esperimenti per tentare di produrre sinteticamente il KL cruelty free, ha dato vita alla società Afineur.

 

In Gran Bretagna catene di hotel a cinque stelle come i Four Seasons e i The Mandarin hanno eliminato il Kopi Luwak dai menù.

Da un paio d’anni l'imprenditore inglese Matthew Ross, ex-banchiere di Goldman Sachs, ha lanciato il Kopi Luwak ecosostenibile. Quello di Sijahtra, l’azienda di Ross con sede a Hong Kong, è prodotto solo con i chicchi degli zibetti liberi, che i contadini di Sumatra raccolgono uno alla volta nella foresta. Il caffè prodotto dalla Ross Kopi è in quantità davvero limitata ma garantisce la totale protezione e salvaguardia dello zibetto, oltre a lavoro e sostentamento per le famiglie che vivono e lavorano in una remota regione montuosa di Sumatra. Fa lo stesso la Bespoke, dell’ex-mercante di diamanti Richard Hardwick e dell’indonesiano Ade Makmursyah. Per assaggiare il loro Kopi Luwak “buono” si spendono 50.000 dollari al chilo, oppure 50 a tazzina.

Proposte

 

Il Kopy Luwak è venduto anche in Italia e la proposta è di proibirne l'importazione e il commercio come si fa per le pellicce di cane e gatto.

 

PESCI CROSTACEI MOLLUSCHI MARINI (pesca e acquacoltura)

 

"La compassione e l’empatia per il più piccolo degli animali è una delle più nobili virtù che un uomo possa ricevere in dono". (Charles Darwin)

 

Secondo la FAO il settore dell’acquacoltura è quello che negli ultimi decenni ha fatto registrare la maggiore crescita. Questa produzione ha avuto anche impatti ambientali e sociali negativi, oltre a rischi di patologie e di maggiore mortalità nella popolazione ittica che ora si cerca di ridurre. Senza considerare che nel mondo ogni anno, nel saccheggio illegale di natura, la pesca vale dagli 11 ai 30 miliardi di dollari.

 

In Italia si consumano circa 1,5 milioni di tonnellate di pesci, crostacei e molluschi allevati, pescati e importati (fonte FAOSTAT 2015).

 

Nel 2015 l’acquacoltura europea ha raggiunto una produzione di 1.307 milioni di tonnellate.

 

Pesci

 

Se si contano a miliardi i mammiferi e gli uccelli uccisi ogni anno nel mondo, i pesci, ognuno di loro individuo, si contano a tonnellate. Sono quindi un numero incalcolabile. Gli animali più utilizzati sulla terra. Allevati o pescati, subiscono anche loro lo strazio della prigionia e della morte. Che non si sentano i loro lamenti, le loro grida, il loro dolore, dipende dalla differenza di linguaggio. Un italiano non capisce un cinese e un cinese non capisce un italiano. Ma li comprendiamo perchè sono conspecifici. Così noi, per incapacità di comprensione, non capiamo i pesci, organismi tanto diversi da noi ma pur sempre capaci di comunicare e, soprattutto, "soggetti di una vita".

Negli allevamenti quasi il 50% dei salmoni, il 40% dei molluschi e il 65% dei pesci d'acqua dolce trascorrono la maggior parte della loro vita in cattività.

Eppure anche i pesci, essendo appunto animali, dovrebbero rientrare nella tutela dell'Art.13 del Trattato di Lisbona.

 

Chi sono

 

I pesci hanno l'anatomia necessaria per provare sensazioni, sono consci delle risposte dolorose agli stimoli e capaci di provare prolungata sofferenza. La scienza ha confermato le capacità complesse dei pesci e quindi dobbiamo includere anche loro tra gli animali da tutelare.

Sono senzienti e intelligenti, sono in grado di utilizzare strumenti, costruire strutture molto complesse che richiedono capacità di pianificazione, cooperare socialmente e hanno coscienza di sé, prerogativa finora attribuita a pochissime specie più evolute.

Inoltre è stato documentato che i pesci provano sia emozioni positive che negative, soffrono lo stress, la paura, si aiutano nelle difficoltà e provano persino piacere nel gioco, si curano dei propri piccoli e sono in grado di cooperare fra specie diverse.


Hanno un’ottima memoria. Sono capaci di ricordarsi luoghi, labirinti e percorsi complessi anche a distanza di lungo tempo, meglio di molti altri animali. E' stato dimostrato che i pesci possiedono un sistema sviluppato di protezione dal dolore intenso che rilascia una sostanza simile agli oppiacei e che, diversamente, non avrebbe ragione di esistere.

Vari enti, come l’American Veterinary Medical Association hanno dichiarato: “Le tesi per cui le risposte del pesce al dolore fossero semplicemente riflessi, sono state confutate. La preponderanza delle prove accumulate sostiene la posizione secondo la quale ai pesci dovrebbero essere concesse le stesse considerazioni dei vertebrati terrestri per quanto riguarda il sollievo dal dolore“. La certezza scientifica, pubblicata sul Journal of Experimental Biology, contraddice quanto si è creduto finora: ossia che i loro movimenti fossero semplicemente dei riflessi automatici. Le tesi di Cartesio sono superate da secoli anche se, purtroppo, i comportamenti umani vi si adeguano ancora.

Come vivono e come muoiono

I pesci vengono allevati, pescati e abbattuti con metodi assolutamente disumani (oppure fin troppo umani?). L'Unione europea ha confermato che le attuali pratiche di allevamento comportano sofferenza agli animali. Preoccupazione espressa anche da Efsa (European Food Safety Authority) e Oie (World Organisation for Animal Health).

Nel mondo vengono abbattuti miliardi di pesci ogni anno, più di qualsiasi altra specie terrestre macellata per produrre il nostro cibo. Il pesce da acquacoltura ha raggiunto nel mondo 110,2 milioni di tonnellate; l'Asia nel suo complesso contribuisce per il 90% ed è il maggiore esportatore mondiale mentre l'Europa è il maggior importatore mondiale.


In Europa vengono allevati tra i 500-1700 milioni di pesci e ne vengono pescati tra i 68-100 miliardi ogni anno.

In Italia si allevano circa 30 specie per 185.000 tonnellate di pesci e altri animali marini ogni anno e se ne consumano circa 1,5 milioni di tonnellate (fonte FAOSTAT 2015). Siamo il terzo produttore europeo.

 

Acquacoltura

 

Con la riduzione delle popolazioni naturali di pesci, sono stati organizzati in acqua allevamenti intensivi che tengono in considerazione l'economia ma non il benessere degli esseri senzienti. Oggi più della metà dei pesci consumati (53%) proviene da allevamento.


L'acquacoltura viene presentata come una soluzione per il sovrasfruttamento delle risorse marine invece non fa altro che aggiungere pressione agli stock selvatici in quanto la maggior parte dei pesci richiesti dal mercato sono carnivori e per crescere hanno bisogno di altro pesce. Pesce pescato.

 

Una pratica insostenibile anche perché le fattorie di acquacoltura scaricano rifiuti pesticidi e altre sostanze chimiche direttamente nelle acque costiere distruggendo l'ecosistema locale mentre quelle localizzate nei recinti di acque libere distruggono gli habitat naturali sovraccaricandoli di rifiuti organici che possono formare enormi strati di fanghiglia verde sulla superficie dell'acqua.


I pesci vengono fatti nascere in aziende specializzate con una tipologia di allevamento che non differisce da quello degli animali terrestri. Viene anche utilizzata la luce artificiale che modifica il ciclo giorno notte per stimolare la riproduzione. I pesci riproduttori possono essere pescati in natura oppure nati nell'allevamento stesso. Le uova vengono raccolte dai pesci riproduttori tenendoli fuori dall'acqua premendo il corpo dell'animale ma, per alcuni pesci, la raccolta delle uova si può fare solo con operazione chirurgica.


I pesci allevati vivono in condizioni di grande affollamento, con gravi limitazioni nell'espressione dei loro comportamenti naturali. Le alte densità creano problemi di salute, presenza di parassiti, ferite. Subiscono inoltre interventi fuori dall'acqua che creano grande stress: vaccinazioni, smistamento in base alla taglia, fecondazione.
Il tasso di mortalità è generalmente molto elevato. Come elevato è il bisogno di prodotti chimici e pesticidi, nonchè trattamenti preventivi o curativi per gli animali come gli antibiotici.


Prima di essere macellati i pesci vengono spesso privati del cibo per giorni o addirittura per settimane allo scopo di ridurre la contaminazione dell'acqua durante il trasporto.


Le investigazioni hanno scoperto allevamenti con milioni di pesci rinchiusi in gabbia, manipolati e trasportati senza la minima cura:

·         animali lanciati e trattati come fossero oggetti;

·         pesci stipati in contenitori pieni di ghiaccio che si riempiono di sangue mentre gli animali muoiono lentamente di asfissia;

·         pesci uccisi a bastonate decine di minuti dopo che sono stati prelevati dall’acqua;

·         animali ancora vivi e sottoposti a legamento con spago e altre pratiche dolorose;

·         vasche sovraffollate e piene di alghe, con conseguente carenza di ossigeno;

·         pesci lanciati su camion per il trasporto a grande velocità attraverso un tubo.

Anche gli uccelli marini che si alimentano di pesci vengono uccisi. Per allontanarli dalle vasche dell'acquacoltura piuttosto che utilizzare misure incruente come coprire gli specchi d'acqua con le reti gli allevatori preferiscono uccidere. Fosse comuni con centinaia di cadaveri di uccelli sono state individuate dalla National Audobon Society.

Pesca

Inseguiti fino allo sfinimento, i pesci vengono strappati al loro ambiente con le reti a strascico che intrappolano centinaia di migliaia di esemplari (in particolare al largo della Sardegna).

Issati a bordo, lasciati agonizzare per ore sul ponte della nave prima che gli operatori abbiano fatto la selezione gettando in mare come rifiuti le specie invendibili ormai morte, e di uccidere i restanti.  Pesci con gli organi interni che fuoriescono dalla bocca a causa dello sbalzo di pressione; pesci lasciati boccheggiare fino a morire per soffocamento dopo 55-250 minuti di agonia; pesci morti schiacciati nella rete a causa del peso dei loro simili; pesci morti per la repentina variazione di pressione; pesci congelati ancora vivi; pesci sventrati vivi che moriranno dopo un'agonia di 25-65 minuti. Pesci a cui vengono tagliate le arcate branchiali e lasciati sanguinare fino alla morte in preda a convulsioni. Le anguille vengono abbattute con l'immersione in bagni di sale e ammoniaca che produce una lunga agonia. Tutte procedure legali. Le carpe vengono uccise per decapitazione metodo che provoca dolore e non segue le linee guida dell'OIE.

Inoltre, non solo pesci per 'alimentazione umana vengono pescati ma si calcola che, nel 2015, le reti a strascico abbiano pescato nel Mediterraneo circa 14.065 tonnellate di squali e razze (ma anche tartarughe, delfini, balene e perfino uccelli). Il nostro mare quindi, secondo il progetto SafeSharks del WWF, è considerato il luogo più pericoloso al mondo per questi animali senza considerare l'esercizio abusivo della pesca con la cattura di pesce allo stato giovanile, pesca in aree e tempi vietati, utilizzo di attrezzi di pesca modificati.

La pesca a strascico sta spazzando dagli oceani la vita marina; 13 tra le 17 maggiori zone di pesca mondiali sono impoverite, le restanti 4 sono sovra sfruttate e se si continua a pescare nel modo in cui è stato fatto finora, i sistemi non avranno la possibilità e il tempo di rigenerarsi perciò entro il 2048 i nostri oceani saranno deserti.

Infatti, secondo uno studio della New Economic Foundation che mette in relazione il consumo di pesce dei paesi europei con la capacità di pesca delle acque territoriali corrispondenti e secondo il progetto Fish Forward dell'UE, il 9 luglio 2018 si è raggiunto il "fish dependence day dell'Unione Europea" ovvero il giorno in cui le scorte domestiche di pesce sarebbero già esaurite e che si fa affidamento alle risorse extra UE per quasi la metà del pesce che si consuma. Per l'Italia la situazione è anche peggiore poichè il giorno fatidico si è raggiunto il 6 aprile 2018 nonostante il nostro paese abbia più acque territoriali degli altri paesi europei.

Non soltanto. Nel processo di macellazione di miliardi di animali marini i pescherecci scaricano negli oceani anche:

·         450.000 contenitori di plastica

·         25 milioni di chili di materiale plastico per imballaggi

·         150 milioni i chili di reti da pesca di plastica

Infine, ultimo tra gli abusi, bande criminali ed ecomafie compiono un vero e proprio “bracconaggio ittico” nelle acque dolci di fiumi e laghi, perpetrato con esplosivi, scariche elettriche e reti a tramaglio (pareti di rete).

Trasporto

Anche il passaggio dall'ambiente in cui i pesci vivono al mezzo di trasporto, è una ulteriore sofferenza per gli animali. Vengono aspirati con pompe dalla vasca e gettati nei container. Questo avviene ad alta velocità e i pesci in molti casi vengono lanciati da distanza con un passaggio fuori dall'acqua provocando ulteriori ferite e dolori.

Il trasporto avviene sia per trasferire i pesci piccoli in allevamenti da ingrasso che per trasferire gli adulti verso lo stabilimento di uccisione e lavorazione. Può avvenire sia via terra in cassoni che via mare in traghetti con sistemi chiusi ma è comunque fonte di stress perchè cambia la densità degli animali nell'acqua e, soprattutto, perchè nell'acqua aumentano in modo considerevole il biossido di carbonio e l'ammoniaca.

Salmoni

 

Secondo la rivista Science un allevamento di salmoni di un ettaro produce una quantità di rifiuti paragonabile a quella di una città di 10.000 persone. Il 69% dei salmoni proviene da allevamenti e il 31% è rappresentato da salmoni selvaggi pescati all'amo.

Negli allevamenti di salmoni vengono fatte sviluppare le uova e poi, a circa 12-18 mesi di età i giovani salmoni vengono trasferiti in gabbie galleggianti (una grande gabbia può contenere 90.000 esemplari) in mezzo al mare oppure in vasche vicino alla costa. Il grande affollamento provoca danni alla testa ed alle pinne dei pesci, li rende per il 50% sordi a causa dei tassi di crescita vertiginosi. Raggiungono dimensioni impensabili in natura e spesso vengono colorati artificialmente.

La sordità dei salmoni preoccupa gli scienziati dell'Università di Melbourne che hanno pubblicato uno studio sulla rivista scientifica Journal of Experimental Biology, in quanto questi pesci vengono allevati anche per il ripopolamento in mare aperto e la sordità ha pesanti ripercussioni in quanto impedisce ai salmoni di percepire il pericolo avviandoli a morte certa.

Poichè i salmoni sono predatori, per ogni kg di salmone allevato c'è bisogno di 5 kg di pesci pescati per cui un solo salmone richiede la morte di centinaia di pesci selvatici.  Inoltre i reflui degli allevamenti non vengono mai lavati, si lasciano semplicemente cadere attraverso le reti cosicché i salmoni nuotano in una zuppa di migliaia di tonnellate di muco ed escrementi con la diffusione in mare di agenti patogeni compresi i pidocchi con cadute devastanti sulle popolazioni selvatiche.  Bastano 11 pidocchi per causare la morte di un giovane salmone e far decrescere in modo significativo le popolazioni selvatiche (studio del Norwegian Institute for Nature Research).

L'acquacoltura stravolge il comportamento naturale dei salmoni che effettuerebbero una graduale migrazione dall'acqua dolce all'acqua di mare cosa che non è loro concessa nelle gabbie di allevamento dove il violento cambio di habitat provoca la morte traumatica di quasi il 50% degli esemplari.

Il salmone pescato nel Pacifico, nonostante abbia una bassa concentrazione di mercurio, ha alti livelli di isotopi radioattivi.

Video

 

·        https://www.essereanimali.org/2018/06/salmone-dati-italiani-maltrattamento/

·        https://www.youtube.com/watch?v=wk3m7vDjWcQ  salmoni

·        https://www.essereanimali.org/2018/01/vaccini-pesci-problema-malattie/  salmoni

·        https://www.raiplay.it/video/2017/03/Indovina-chi-viene-a-cena-5a49ec28-eba6-4454-a09f-f5266e628999.html  salmoni

 

Tonni

Il tonno in scatola è la conserva ittica più venduta al mondo ma ben pochi consumatori sanno cosa si nasconde dietro le scatolette.

Ben 4,8 milioni di tonnellate di tonno sono state catturate nel 2014 a livello mondiale e, secondo Greenpeace, con pratiche di pesca che stanno svuotando gli oceani e uccidono animali marini tra cui squali, delfini e tartarughe.

Il tonno rosso è un grande pelagico, che può raggiungere 3 metri di lunghezza ed un peso corporeo superiore ai 500 kg. Si tratta di un animale piuttosto sensibile ai cambiamenti di salinità dell’acqua e preferisce vivere in acque temperate e sub-tropicali. Come il salmone è un predatore e si alimenta di pesci.

Il tonno può vivere fino a 20 anni ma la maturità sessuale viene raggiunta soltanto al terzo o al quarto anno di età, quando gli esemplari raggiungono dimensioni di 90-95 cm ed un peso che generalmente oscilla tra i 12 ed i 15 Kg. L’habitat naturale di questa specie è l’Oceano Atlantico ma a partire dalla stagione primaverile, i soggetti maturi iniziano a migrare verso acque più calde. Il tonno è infatti un potente nuotatore, capace di percorrere molte miglia marine nell’arco di una sola giornata e quindi di effettuare lunghe migrazioni verso le zone nelle quali si riproduce (Mar Mediterraneo e Golfo del Messico).

Il mantenimento in cattività può essere di due tipi: a breve termine, definito di finissaggio o affinamento, che ha una durata di 7-8 mesi; a lungo termine, che ha una durata di circa 20 mesi. Durante la fase di ingrasso gli animali vengono alimentati con pesce di basso valore commerciale.

Anche per i tonni pescati la sorte è crudele. Le investigazioni effettuate hanno mostrato la mattanza di migliaia di tonni rossi in Sardegna. Attirati in trappole e strappati al loro habitat naturale con enormi ami affilati, i pesci si dimenano moltissimo mentre vengono appesi in aria. Per il dolore atroce e il forte stress muoiono lentamente soffocati. Vengono anche accoltellati.

Quando vengono issati sulla barca i tonni vengono colpiti con bastoni acuminati chiamati pickers per selezionarli da altri pesci come i merluzzi. Successivamente la gola e il ventre dei pesci vengono aperti. I tonni vengono pescati anche per mezzo di arpioni e di palamiti con centinaia di ami innescati srotolati dalle navi.

Il tonno, vivendo molti anni, ha il tempo di accumulare un'alta concentrazione di mercurio, secondo soltanto al pesce spada e il tonno pinne blu è il più rischioso di tutti.

Video

 

·        http://laverabestia.org/play.php?vid=5149  pesca di tonni

·        http://laverabestia.org/play.php?vid=3649 pesca al tonno

·        http://www.rai.it/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-d04306f4-446c-4ea7-a832-8a2ca022dca1.html#p=0

·        https://www.youtube.com/watch?v=7lg02isKRdc  La mattanza dei tonni

·        http://www.lamattanzadeitonni.org/ la mattanza dei tonni

·        https://www.youtube.com/watch?v=6YEfpHFtBFk  pesca del tonno in Sardegna

·        https://www.youtube.com/watch?v=OCZ97aWzSo8   pesca al tonno dalla barca

·        https://www.youtube.com/watch?v=PxiRAtHbOEY il dolore del tonno

·        https://www.youtube.com/watch?v=zpHxbC_adqM  impianto di allevamento tonni

·        http://lamattanzadeitonni.org/video-mattanza-tonni.php mattanza dei tonni

·        https://video.repubblica.it/cronaca/tonno-rosso-sangue-la-mattanza-in-sardegna/96871  la mattanza de tonni smascherata

·        http://www.greenpeace.org/italy/it/campagne/oceani/Tonno-a-rischio/Tonno-in-trappola/  pesca del tonno

·        http://laverabestia.org/play.php?vid=3455 la pesca del tonno

·        https://www.youtube.com/watch?v=7lg02isKRdc pesca del tonno

 

Il pesce spada

https://www.youtube.com/watch?v=dt565QYp6qg Modugno

Diffuso nelle zone tropicali, subtropicali e temperate, il pesce spada si presenta spesso in grosse dimensioni. E' un pesce definito predatore oltre che migratore.

Nel Mediterraneo è stato sovra sfruttato negli ultimi 30 anni la sua presenza risulta inferiore dell'88% rispetto ai livelli considerati sostenibili. La sua carne contiene inoltre la più alta concentrazione di mercurio fra tutti i pesci.

Si nutre spesso di tonni, barracuda, pesce azzurro, pesci volanti. In primavera, è solito migrare verso la Calabria. In estate poi cambia rotta, avvicinandosi e costeggiando lo stretto della Sicilia.

Il metodo più comune per pescare il pesce spada è il palamito o palangaro (una lenza lunga cui sono fissate lenze più corte che terminano con ami cui si agganciano le esche) che catturano anche molte specie minacciate o in pericolo come gli squali, gli uccelli marini e le tartarughe. Anche in questo caso mancano regolamenti nazionali e internazionali.

Viene catturato da ipertecnologici pescherecci nell'Oceano Pacifico.

Video

 

·        https://www.youtube.com/watch?v=RfVwLpd3mzc pesca del pesce spada

·        https://youmedia.fanpage.it/video/ag/WfyZjOSwUlslksqR  le truffe nella vendita del pesce spada

 

 

I molluschi marini

Dopo gli insetti, i molluschi sono gli invertebrati con il maggior numero di specie (circa 50.000). Sono animali marini, di acqua dolce e terrestri.

All’ultimo, fra gli ultimi gradini della considerazione che l’uomo ha degli animali, stanno i molluschi. Piccoli organismi che vivono al riparo dentro un guscio chiamato conchiglia. Vengono anche chiamati "frutti di mare" come si trattasse di vegetali quindi il perfetto alimento senza implicazioni etiche. Nulla di tutto questo è vero. Questi animali rispondono volontariamente agli stimoli, sfuggono ai predatori immergendosi nella sabbia e si spostano con intenzionalità.

La pesca industriale di questi animali viene svolta da pescherecci particolari dotati di una sorta di rete rigida che raschia il fondale sabbioso soffiando contemporaneamente acqua a pressione per smuovere la sabbia. Gli animali restano intrappolati e vengono tratti a bordo, la sabbia scivola tra le maglie della grata. La loro fine è sempre atroce. Bolliti vivi o congelati. È abitudine comune lasciare alcuni tipi di molluschi una notte in acqua salata per far loro credere di essere nuovamente al sicuro nel mare e farli così uscire dal guscio. Solo quando si sono schiusi o si sono affacciati dalla loro conchiglia vengono bolliti o congelati.

Chi sono

I molluschi marini più usati nell'alimentazione sono: polpi, seppie, calamari, ostriche, cozze, vongole. Alcuni sono erbivori altri onnivori.

Alcuni hanno il corpo protetto da una conchiglia nella quale si nascondono quando avvertono un pericolo, altri, come il polpo, ne sono privi.

Il polpo

 

Il fatto che un'opinione sia ampiamente condivisa non è affatto una prova che non sia completamente assurda. Infatti, a causa della stupidità della maggioranza degli uomini, è molto più probabile che un giudizio diffuso sia sciocco piuttosto che ragionevole.

Bertrand Russell, filosofo e matematico.

 

Il polpo è un mollusco della classe dei cefalopodi. Si serve dei tentacoli per catturare le prede. Ha un sistema nervoso molto sviluppato e occhi che permettono un'ottima visione simili ai nostri: è capace di mettere a fuoco e vede nitidamente i colori.

E' tra gli animali acquatici più barbaramente sfruttato dall'uomo eppure la Dichiarazione di Cambridge, sottoscritta dai massimi scienziati mondiali, lo annovera tra gli animali "con coscienza" alla stregua dei mammiferi e degli uccelli.

Gli scienziati concordano nell'affermare che i polpi siano tra gli animali marini più evoluti: sono coscienti di sè e di ciò che li circonda, provano sofferenza e dolore esattamente come gli animali vertebrati e, in oltre 270 milioni di anni di evoluzione, hanno sviluppato una biologia unica insieme ad abilità straordinarie:

·        sono capaci di compiere con ognuno dei loro 8 tentacoli altrettante attività diverse contemporaneamente, oltre che di auto rigenerarsi: questi animali, infatti, possono scegliere di perdere un tentacolo in caso di pericolo, per sfuggire ai predatori.

·        usano strumenti e risolvono problemi complessi, sanno orientarsi in un labirinto o aprire contenitori, anche quelli con chiusura “a prova di bambino”, ricordando le soluzioni e dimostrando un’ottima memoria.

·        riescono a mimetizzarsi in modo singolare

·        possono modificare alcune funzioni fisiologiche al bisogno

·        giocano, caratteristica limitata a poche specie intelligenti

La loro intelligenza è stata paragonata a quella dei cani.

Pesca

Vengono pescati e uccisi con metodi crudeli senza nessuna regolamentazione e sono una delle specie meno tutelate dalle leggi: si possono uccidere con un morso, con una coltellata, si possono lasciar agonizzare.

La pesca del polpo è molto diffusa nei mari italiani.  Milioni di polpi sono uccisi in modo cruento, sia dalla pesca industriale che dalla piccola pesca, per diventare un cibo che viene consumato per gusto, tradizione o semplicemente per provare un piatto tipico.

Sono catturati dai pescherecci con reti a strascico e la loro carne viene poi venduta prevalentemente congelata. Oltre 3.000 tonnellate di polpi sono pescati in Italia, principalmente in Sardegna.

Il polpo viene pescato anche con un’esca chiamata “polpara”, che può essere utilizzata assieme a granchi e pesci, usati come cibo per attrarlo e a loro volta vittime della pesca.

Un altro modo per catturare i polpi è tramite i tramagli (reti da posta flottanti). Centinaia di metri di reti calate a pochi chilometri dalla costa dove gli animali rimangono impigliati.

Non appena viene catturato tenta di fuggire, non sono rari episodi di polpi che sono riusciti a scappare dall’imbarcazione.

Successivamente i pescatori uccidono i polpi lacerandogli il cervello con un coltello o con un morso, metodi improvvisati che non sempre garantiscono una morte istantanea.

Quando le barche giungono a terra il polpo viene lanciato ripetutamente a terra e sbattuto con un apposito legno. Un procedimento che ha lo scopo di ammorbidire la carne prima che sia consumata. 

Video

 

·        https://video.corriere.it/morso-cervello-morte-le-sofferenze-cosi-pesca-polpo-italia/60fcf182-63b5-11e6-aa60-86dd3fdb1e51?refresh_ce-cp la pesca del polpo

·        http://laverabestia.org/play.php?vid=6175  pesca dei polpi

·        https://www.mediasetplay.mediaset.it/video/pianetamare/la-pesca-del-polpo_FAFU000000483279  la pesca del polpo

·        https://www.essereanimali.org/pesca-dei-polpi  la pesca dei polpi una tradizione violenta

·        https://www.essereanimali.org/cosa-facciamo/investigazioni/  la pesca dei polpi

·        https://www.vegolosi.it/animali/pesca-dei-polpi-crudele/    polpo

·        https://www.youtube.com/watch?v=tNnZcy6vU0M  pesca di polpi

Crostacei

 

I crostacei sono sempre più presenti sulle tavole dei consumatori, ma la gente non sa che sono anche in cima alla classifica delle emissioni di anidride carbonica. Il loro consumo andrebbe considerato anche da questo punto di vista (studio pubblicato su Nature Climate Change https://www.nature.com/articles/s41558-018-0117-x )

Chi sono

Sono animali invertebrati che abitano nelle profondità dei mari, ma popolano anche fiumi e laghi. I più comuni e conosciuti sono granchi, gamberi, aragoste, astici...

Le aragoste sono animali solitari, abituati a grandi spazi, trovandosi prigioniere in cisterne possono soffrire di stress associato a confinamento, bassi livelli di ossigeno e affollamento. Diventano perciò aggressive.

Gli astici sono maggiormente diffusi nell’Oceano Atlantico ma anche nel mar Mediterraneo. Attualmente vengono pescate circa 2.000 tonnellate di astici all’anno.

Come vivono e come muoiono

 

Sono tanti gli animali considerati ultimi fra gli ultimi e, nella categoria (come i controsessi, i pesci, i molluschi...), rientrano anche i crostacei che subiscono delle vere e proprie sevizie.


Le crudeli tecniche di pesca di questi animali e le conseguenze ecologiche di tali pratiche sono poco conosciute e diffuse rispetto a quelle degli allevamenti di mammiferi e uccelli.

 

I crostacei, oltre che pescati, sono allevati in acque dolci, salate o lagunari, in ambiente naturale o in allevamenti in vasca, in "recinti" in mare aperto (allevamento con gabbie a mare) ma allevati anche sulla terraferma in grandi vasche di cemento. Soprattutto in colture intensive.

 

Il ciclo produttivo inizia con l’immissione in appositi spazi, vicino alla costa, di esemplari giovani provenienti da centri di riproduzione oppure raccolti in natura.

 

L’acquacoltura è una delle attività di produzione alimentare a più alto tasso di crescita per via del superamento dei limiti sostenibili della cattura in mare e per la salvaguardia dell'ambiente marino. La maggior parte dei prodotti venduti in Italia deriva da acquacoltura intensiva.

 

Nell'acquacoltura intensiva gli animali vengono assiduamente alimentati con cibo di tipo artificiale, con formule adatte alle varie specie.


Non esistono norme europee e nazionali che regolino la vita e la morte di questi animali.

In Italia su 110 capoluoghi meno della metà (46) hanno emanato regolamenti sul benessere dei crostacei e fra questi solo 11 contengono norme specifiche sulle condizioni di mantenimento di astici e aragoste a scopo alimentare.

Vivi su letto di ghiaccio


Vengono venduti vivi nelle pescherie o nei ristoranti conservati su letto di ghiaccio, gli astici con le chele legate subiscono atrofia muscolare e inibizione dell'alimentazione naturale.


La sentenza n.30177 del gennaio 2017 della  Corte di Cassazione, ultimo grado di giudizio, ha  condannato un ristoratore di Firenze per la detenzione su ghiaccio dei crostacei in quanto produttiva di grande sofferenza. Una sentenza che tiene conto del parere del Centro di Referenza Nazionale per il Benessere degli Animali del Ministero della Salute https://www.izsler.it/izs_bs/allegati/2250/ASTICIVIVI.pdf .

Questa sentenza dà un orientamento al Parlamento che dovrà emanare una norma di chiaro divieto poiché questo tipo di esposizione degli animali, aldilà delle valutazioni etiche, come dice la Corte: ‘è incompatibile con la natura degli animali e produttiva di gravi sofferenze’.


Tali gravi sofferenze si fondano ormai su dati scientifici inconfutabili: i crostacei sono in grado di provare dolore e di averne memoria, modificando così il loro comportamento. Pertanto la detenzione di tali animali vivi a temperature prossime allo zero e con le chele legate configura un reato.


Il documento tecnico scientifico del Ministero della Salute afferma infatti che “Il posizionamento degli animali sul ghiaccio, anche se avvolti in sacchetti a tenuta, è assolutamente inappropriato sia come metodo anestetico che come metodi di stoccaggio, in quanto il contatto diretto con il ghiaccio determina asimmetria della perfrigerazione, sbalzo improvviso di temperatura, shock ipoosmotico da acqua di scioglimento o da condensa, ipossia e stress anaerobico”. A proposito di esposizione alla luce diretta e intensa, come spesso succede, il parere medico scientifico parla di “condizione generatrice di stress che riduce inoltre i tassi di sopravvivenza”. Per ciò che riguarda la legatura prolungata delle chele afferma che: “determina atrofia muscolare e inibizione dell’alimentazione se naturale e causa la ben più importante interferenza con i comportamenti di minaccia/difesa, l’applicazione della banda in animali freschi di muta può distorcere e indebolire le chele”.

 

La sentenza della Corte di Cassazione “fa giurisprudenza” ovvero gli altri giudici dovrebbero orientarsi di conseguenza e tenere conto del principio fissato dalla Suprema Corte.

Bolliti vivi


Vengono cucinati, come i molluschi, in un modo che sarebbe vietatissimo per qualunque altro animale: gettati ancora vivi nell'acqua bollente. Emettono urla strazianti e muoiono in una lenta agonia mentre cercano disperatamente di uscire dalla pentola.

 

Da secoli è stato il rito culinario più orribile, la tortura indicibile prima della finale sublimazione a tavola. Vittima l’aragosta.

 
Ci sono studi che affermano la raffinatezza del sistema nervoso dei crostacei, paragonabile a quello dei mammiferi. Gli zoologi Tom Abrams, Michael Kuba, Gordon Gunter e Jaren G. Horsley sono concordi nel sostenere che la percezione del dolore dei crostacei esiste ed è sviluppata. Il dimenarsi delle aragoste bollite vive ne sarebbe una prova, un comportamento che evidenzierebbe spasimi e versi dovuti al dolore e non semplici riflessi automatici. Questi studiosi affermano che la sofferenza che sopportano gli animali bolliti vivi sia inenarrabile e che i lamenti per il dolore patito siano inascoltabili.


Quindi, quando vengono immerse ancora vive nell’acqua bollente le aragoste soffrono, così come fanno i granchi e gli altri crostacei. La scoperta, pubblicata sul Journal of Experimental Biology, contraddice quanto si è creduto finora, ossia che i loro movimenti fossero semplicemente dei riflessi automatici. A dimostrare che, proprio come i mammiferi, i crostacei possono provare ed esprimere un’autentica sofferenza è ancora un esperimento condotto dai biologi Elwood e Barry Magee, dell’irlandese Queen’s School of Biological Sciences. Il risultato è la conferma definitiva di quanto gli stessi ricercatori avevano osservato in passato studiando gamberi e paguri.


L’esperimento è stato condotto su decine di granchi comuni che, sottoposti ad una piccola scossa elettrica, hanno cercato di evitare la seconda nascondendosi: per gli autori della ricerca è un comportamento che smentisce decisamente quanto si è creduto finora, ossia che i crostacei non provassero dolore. I ricercatori non hanno dubbi in proposito: “L’esperimento – spiega Elwood – è stato progettato in modo da poter distinguere chiaramente le reazioni dovute al dolore da quelle generate da un movimento riflesso chiamato nocicezione”. Quest’ultima è una reazione generata dalle terminazioni nervose periferiche. Mentre la prima è una reazione consapevole, la seconda è una sorta di automatismo. I ricercatori sono convinti che la loro scoperta non potrà non avere conseguenze sul modo in cui aziende alimentari e chef trattano granchi, gamberi e aragoste. E gli chef attendono adesso ulteriori indicazioni dal mondo della ricerca.

Video

 

·        http://www.izsler.it/izs_bs/ftp/doc/CREF%20Benessere%20animale/Pubblicazioni/Articoli/pareri%20tecnici/ASTICIVIVI.pdf

·        https://www.huffingtonpost.it/2013/10/14/crudelta-animali-aragoste_n_4096209.html

·        https://www.byoblu.com/2011/09/11/aragosta-horror/

·        https://www.youtube.com/watch?v=bf-NffRJjNk allevamento crostacei

·        http://www.izsler.it/izs_bs/ftp/doc/CREF%20Benessere%20animale/Pubblicazioni/Articoli/pareri%20tecnici/ASTICIVIVI.pdf

·        https://www.huffingtonpost.it/2013/10/14/crudelta-animali-aragoste_n_4096209.html

·        https://www.byoblu.com/2011/09/11/aragosta-horror/
https://www.rsi.ch/news/svizzera/Pi%C3%B9-attenzione-per-gli-animali-9991780.html  TG20 bolliti vivi – nuove norme in Svizzera

·        http://laverabestia.org/play.php?vid=5758 astice bollito vivo

 

Approfondimenti

·        https://www.essereanimali.org/wp-content/uploads/2018/10/Report-indagine-allevamenti-intensivi-pesci_essereanimali.pdf

Video

 

·        https://campaigns.animalequality.it/alice-trombetta-byoblu/?utm_source=drip&utm_medium=email&utm_campaign=mariangela+oggi+ero+dai+Carabinieri#main-video la lenta agonia dei pesci

·        https://www.essereanimali.org/cosa-facciamo/investigazioni/  allevamento di pesci

·        https://www.youtube.com/watch?v=oGsC1bsz9jM la pesca dei pesci

·        http://laverabestia.org/play.php?vid=3474 pesci

·        http://laverabestia.org/play.php?vid=2206  gara di pesca

·        https://www.theguardian.com/environment/2018/oct/18/horrific-footage-reveals-fish-suffocating-to-death-on-industrial-farms-in-italy?CMP=twt_gu  pesci

·        https://www.eldiario.es/caballodenietzsche/Piscifactorias-infierno-agua_6_827727228.html  pesci

·        https://www.greenme.it/informarsi/animali/29205-pesci-allevamenti-intensivi-investicazione-essereanimali  pesci presi a bastonate

·        http://laverabestia.org/play.php?vid=3237  spellati vivi

·        http://www.tvanimalista.info/video/allevamenti-macelli/macellazione-pesci-spellati-vivi/

·        https://campaigns.animalequality.it/agonia-pesci-italiani/  agonia dei pesci italiani

·        https://www.theguardian.com/environment/2018/oct/18/horrific-footage-reveals-fish-suffocating-to-death-on-industrial-farms-in-italy?CMP=twt_gu  pesci

·        https://www.eldiario.es/caballodenietzsche/Piscifactorias-infierno-ua_6_827727228.html  pesci

·        https://www.eldiario.es/caballodenietzsche/Piscifactorias-infierno-agua_6_827727228.html  pesci

·        https://www.theguardian.com/environment/2018/oct/18/horrific-footage-reveals-fish-suffocating-to-death-on-industrial-farms-in-italy?CMP=twt_gu  pesci

·        https://www.eldiario.es/caballodenietzsche/Piscifactorias-infierno-agua_6_827727228.html  pesci

·        http://laverabestia.org/play.php?vid=4974 pesca degli squali

·        https://www.instagram.com/p/BpHVMg2HZDk/  allevamento pesci

·        https://www.essereanimali.org/ancheipesci/  pesci

·        http://laverabestia.org/play.php?vid=3987  pesca bracconaggio

·        https://www.theguardian.com/environment/2018/oct/18/horrific-footage-reveals-fish-suffocating-to-death-on-industrial-farms-in-italy?CMP=twt_gu allevamento pesci

·        http://laverabestia.org/play.php?vid=5972  non servono orecchie per sentire il loro dolore

·        https://www.instagram.com/p/BlA0JSdHZfr/  non ci saranno più pesci

·        https://www.instagram.com/p/BpPFBldH_8l/  pesci come spazzatura

·        https://www.theguardian.com/environment/2018/oct/18/horrific-footage-reveals-fish-suffocating-to-death-on-industrial-farms-in-italy?CMP=twt_gu pesci

·        https://www.instagram.com/p/BlA0JSdHZfr/  non ci saranno più pesci

·        https://action.ciwf.it/page/34371/action/1?supporter.appealCode=CAEM_IT1118f&utm_campaign=fish&utm_source=actionemail&utm_medium=email&ea.url.id=1611750

·        https://www.theguardian.com/environment/2018/oct/18/horrific-footage-reveals-fish-suffocating-to-death-on-industrial-farms-in-italy?CMP=twt_gu  pesci

·        https://www.eldiario.es/caballodenietzsche/Piscifactorias-infierno-agua_6_827727228.html  pesci

·        https://www.theguardian.com/environment/2018/oct/18/horrific-footage-reveals-fish-suffocating-to-death-on-industrial-farms-in-italy?CMP=twt_gu  pesci