08-OMICIDIO STRADALE E OMICIDIO VENATORIO

Lettera inviata al Governo, al Ministero dell'Ambiente, all'Associazione Vittime della Caccia e a vari quotidiani



Gentili signori

abbiamo letto l'allegato Dossier Vittime della caccia stagione venatoria 2017/2018 che ci ricorda le 114 vittime umane della caccia nonchè il significativo articolo di Fabio Balocco su Il Fatto quotidiano www.ilfattoquotidiano.it/2018/....

La legge n. 41 sul reato di omicidio stradale è entrata in vigore nel marzo del 2016 e ha introdotto due reati: quello di omicidio stradale (articolo 589-bis del Codice Penale) e quello di lesioni personali stradali (articolo 590-bis del Codice Penale). Secondo i dati della Polizia Stradale nei primi 15 mesi dall’entrata in vigore della legge le manette sono scattate per 32 persone.

Una domanda salta subito alle labbra: perchè si punisce l'omicidio stradale e non l'omicidio venatorio?

Che differenza c'è tra la colpa del primo e la colpa del secondo?

Perchè del primo se ne parla come di uno scandalo subumano e del secondo non se ne parla, quasi fosse giusto considerarlo un effetto collaterale della caccia come affermano spudoratamente i cacciatori?

Perchè la giustizia si permette due pesi e due misure?

Poichè non è accettabile che l'omicidio venatorio passi sempre sotto silenzio mentre il lupo che azzanna un agnello ha la stessa altisonante  valenza dell'omicidio stradale, chiediamo a chi ha il senso della giustizia di considerare l'emanazione di una legge che preveda il reato di omicidio venatorio e corrispondente reato per lesioni personali venatorie.

Questa sì sarebbe rendere simmetrici i due piatti della giustizia.

Cordialmente

Firenze, 2 febbraio 2018

Mariangela Corrieri
Presidente Associazione Gabbie Vuote ODV – Firenze
Membro del CAART (Coordinamento Associazioni Animaliste Regione Toscana)

www.gabbievuote.it