06-IL LUPO: REALTA' E FAVOLA

Lettera inviata a vari quotidiani


Egregi signori

abbiamo letto l'articolo sul lupo del 14 dicembre 2017 www.ladeadellacaccia.it/... ma, praticamente, leggiamo articoli di diffamazione del lupo ogni settimana, su molti mass media. Tutti per diffondere non ciò che si conosce (conquistato con la lettura di documenti e l'ascolto di studiosi) ma ciò che si sente gridare dai cacciatori e loro accoliti i quali, immersi nel mondo delle favole, gridano con bramosia: "al lupo al lupo". Ma, ricordate? Siamo nel terzo millennio, nel mondo informatico, tecnologico, siamo nell'Antropocene, quell'era biologica in cui l'uomo dovrebbe essere "senza macchia e senza paura".

Certo la Dea della caccia (o l'Enalcaccia www.facebook.com/... o... tutte le altre associazioni dei cacciatori), essendo dea, può dire ciò che vuole sul lupo ma, poichè non siamo nel mondo mitologico bensì, in una nazione che si fregia di democrazia e non di autoritarismo, rifiutiamo la tracotanza, in particolare della Regione Toscana.

Ovvero:
Infatti:

In Toscana, l’assessore competente ha preso alcuni impegni precisi con Coldiretti, come "la conferma dell’impegno della Toscana a sostenere l’approvazione del Piano di conservazione del Lupo nella versione originaria con l’attivazione di tutte le misure previste, oltre alla disponibilità a realizzare con le Prefetture, i comuni ed i corpi di polizia un coordinamento teso a contenere da subito il problema delle predazioni da parte di ibridi e/o cani vaganti in modo risoluto". Vuol dire uccidere il lupo senza se e senza ma? Mettere in atto le misure che la legge impone per la lotta al randagismo oppure significa uccidere anche i cani vaganti e gli ibridi?

Tanta prepotenza nei confrontid delle leggi nazionali e comunitarie, tanta violenza contro gli animali e nessun intelligente progetto per tutelare gli allevamenti come quello previsto da www.medwolf.eu, ci fanno riflettere sulle capacità, i valori, gli interessi di chi ci amministra. Da tener presente, naturalmente, per il prossimo futuro.

D'altra parte, che altro si può pretendere dalla Regione Toscana che, in questi anni ha decretato l'ammazzamento di centinaia di migliaia di animali in ogni luogo, per tutto l'anno e per tanti anni in barba all'art.117s della Costituzione? Che è stata condannata varie volte dalla Corte Costituzionale per emanare leggi non di sua competenza? Niente. Questo è già il massimo.

Ma se non c'è peggior sordo di chi non vuol capire, ci sono tante persone che vogliono capire. Bisognerebbe perciò sapere chi è il lupo, quale la sua storia di persecuzione, quale il suo ruolo nell'ecosistema ed ecco quindi che, facendo la parte dell'altra campana, lo descriviamo sinteticamente, nella speranza che le favole restino nei libri dell'infanzia.

Il lupo. Animale simbolo, icona, colui che ha percorso con noi la strada dell'evoluzione, che ha dato vita al cane, l'animale fedele che vive nelle nostre case e che ci ama come nessun altro saprebbe amarci (Shopenhauer), perseguitato per secoli, portato sull'orlo dell'estinzione (100 lupi in Italia negli anni '70), poi inserito in qualità di specie "vulnerabile", nella Lista Rossa redatta dall’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN) e infine tutelato in tutta Europa con leggi precise. Non si può catturare, uccidere, disturbare, detenere, trasportare scambiare e commercializzare (Direttiva Habitat).

Animale al vertice della catena alimentare, che può riorganizzare la capacità portante dell'ambiente corrotto da decenni di caccia, introduzione di animali alloctoni (cinghiali dell'est, minilepri....), ibridazioni di fauna selvatica (cinghiale/maiale, lupo/cane), bracconaggio indisturbato (l'80% dei cacciatori sono bracconieri), avvelenamento di acqua e terra con il piombo (il peggiore dei veleni secondo l'OMS e da eliminare entro il 2017 secondo la Conferenza di Quito), produrre oltre cento vittime umane ad ogni stagione (i cacciatori sono la categoria percentualmente più pericolosa per la sicurezza pubblica), ingresso libero nella "sacralità" della proprietà privata, uccisione legalizzata di milioni di animali innocenti che appartengono a tutti per il divertimento di un miserrimo numero di cacciatori (500.000 in Italia) ma, forse nessuno ci pensa, di un potente gruppo di armieri italiani (secondi al mondo dopo gli USA).

Da oltre 150 anni nessun attacco agli uomini è stato registrato da parte dei lupi ma lo si accusa di aggredire le greggi. Lo si accusa ma non abbiamo certezza di documenti e prove valutate considerata la segretezza in cui si muove la comunità antilupo. Il numero di 1500 attacchi denunciati dagli allevatori nell'ultimo triennio in Toscana sono plausibii, sono verificabili, sono realistici? I lupi in Toscana dice il Ministro Galletti sono 500, sono molto diffidenti, non si avvicinano all'ambiente umano. Si avvicinano invece i cani randagi, inselvatichiti, vaganti, quelli che vivono vicino all'uomo perchè, conoscendolo, non lo rifuggono. Si uniscono facilmente in bande e si incrociano con i lupi. Un ibrido non si può riconoscere se non con l'esame del DNA. Secondo lo zoologo Luigi Boitani (massimo esperto di lupi) sono tanti, soprattutto nelle zone rurali del Centro e del Sud Italia, sia sui monti dell'Appennino, sia lungo la costa.

Per gli ibridi e i cani inselvatichiti che si ritengono i maggiori responsabili degli attacchi, dobbiamo ringraziare quindi il fenomeno del randagismo il quale, nonostante la legge per il suo controllo risalga a ben 26 anni fa, non soltanto è diminuito ma peggiorato, stimato in un milione di cani liberi per le strade della penisola, che si è inventato canili lager dove imperano interessi criminosi e sofferenza, deportazioni all'estero (per vivisezione, trasporto di droga, zooerastia, cibo per animali, ecc.), combattimenti di cani, traffico di cuccioli dall'Est (il 40% muore durante il trasporto e pochi giorni dopo l'arrivo). Eliminare il randagismo, oltre che renderci una società civile, significa impedire ai cani liberi di aggredire, di far nascere ibridi, di conservare seriamente il lupo e non per finta. Ma ciò non interessa alle istituzioni. Più facile autorizzare l'uccisione degli innocenti: si accontentano gli allevatori, gli agricoltori, i cacciatori, i politici e gli armieri.

Ognuno di noi è un anello della catena, non possiamo risolvere i problemi separandoli, siamo soggetti alla "teoria del caos".
Gli allevatori colpiti nei loro interessi, possono essere risarciti ma per esserlo devono aver messo in pratica tutte le strategie di protezione degli animali, come: recinti elettrici, recinzioni in rete, ricoveri notturni, cani da guardiania sul pascolo brado e semibrado, cosicchè, come dicono i carabinieri forestali "se la strategia di prevenzione fosse ben fatta e seguita da tecnici competenti, farebbe crollare la predazione drasticamente". L'uccisione è l'ultima delle 22 azioni del Piano di conservazione ma chi intende uccidere i lupi inverte l'ordine e pretende sia la prima.

Mentre speriamo in una riflessione, stiamo intervenendo presso la Commissione Europea - Direzione generale dell'Ambiente, contro il randagismo italiano.
Cordialmente.

Firenze, 20 gennaio 2018

Mariangela Corrieri
Presidente Associazione Gabbie Vuote ODV – Firenze
Membro del CAART (Coordinamento Associazioni Animaliste Regione Toscana)

www.gabbievuote.it