01-LUPI, RANDAGI, ALLEVAMENTI E BIODIVERSITA'

Lettera inviata al Governo, al Ministero dell'Ambiente, all'Ispra, alla Coldiretti Toscana e a vari quotidiani




Gentile Tulio Marcelli
Presidente Coldiretti Toscana


Nella rubrica "I nostri esperti" del quotidiano La Nazione, abbiamo letto il suo articolo "Emergenza lupo, ecco cosa fare".

Siamo d'accordo con lei per quanto riguarda il rimborso per danni e i piani di controllo dei cani padronali vaganti, cani inselvatichiti, cani dispersi dei cacciatori, cani ibridati, tutti individui facenti parte di quell'esempio di suprema cultura che chiamiamo "Randagismo" e che, in Italia, nonostante le tante leggi, a nessuno interessa salvo:
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Siamo sicuri e non solo noi, che i maggiori danni agli allevamenti siano dovuti proprio a questi cani. Loro malgrado.

Lei che ha peso e titolo, perchè non si fa veicolo di risanamento di un sistema, quello della degenerazione della legge 281/91, che invece di risolvere un problema, nonostante la lettera e lo spirito, lo ha incentivato in modo esponenziale? Sarebbe più credibile nelle opinioni che espone.

Non siamo invece d'accordo con la proposta di attivare l'originario Piano di conservazione del lupo che, proprio per conservarlo, assurdamente, ne prevede l'abbattimento del 5%. Secondo la consumata ipocrisia dei politici, abbattere significa conservare. Ma chi lo può credere? E chi lo può accettare?

Se si proclama l'importanza della biodiversità tanto da raggiungere la spietatezza con l'eradicazione della nutria per esempio (animale alieno per colpa umana, importato dall'America del Sud per la pelliccia www.gabbievuote.it/la-nutria-myocastor-coypus.html), la persecuzione infinita degli ungulati (cinghiali, cervi, daini, caprioli, mufloni cacciabili in Toscana ogni giorno dell'anno e ovunque per tre anni consecutivi in barba all'art. 117s della Costituzione) o tutti gli altri stermini che interferiscono con la legge biologica della capacità portante, quale più nobile custode di questa biodiversità se non il lupo?

Animale simbolo, icona, perseguitato per secoli, portato sull'orlo dell'estinzione (100 lupi in Italia negli anni '70), poi inserito in qualità di specie "vulnerabile", nella Lista Rossa redatta dall’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN) e infine tutelato in tutta Europa con leggi precise. Non si può catturare, uccidere, disturbare, detenere, trasportare scambiare e commercializzare (Direttiva Habitat).

Secondo il Ministero dell'Ambiente i lupi in Italia sono 1500 e chi dice che in Toscana, una tra le venti regioni italiane, siano 600? Luigi Boitani, massimo esperto di lupi dichiara, fra l'altro, che: "una convivenza pacifica è impossibile, è impossibile pensare che non ci sia neppure una pecora uccisa dai lupi in Italia, l'obiettivo da raggiungere è quello di una coesistenza, anche il lupo ha diritto di vivere".

Lei che ha peso e titolo, perchè non approfondisce l'argomento, non diffonde fra i suoi affiliati le strategie di protezione valide per gli animali d'allevamento (recinti elettrici, recinzioni in rete, ricoveri notturni, cani da guardiania sul pascolo brado e semi brado....) cosicchè, come dicono i carabinieri forestali, "se la strategia di prevenzione è ben fatta e seguita da tecnici competenti, farebbe crollare la predazione drasticamente"?

Nel 2018 sono state dichiarate a rischio di estinzione ben 16 specie, tra cui alcune italiane, per non parlare del 58% di calo delle popolazioni di vertebrati terrestri e marini. Difendiamo la biodiversità distruggendo gli ecosistemi? Uccidendo le prede? Uccidendo i predatori?

Ci auguriamo una libera e corretta riflessione.
Grazie.

Firenze, 4 gennaio 2018


Mariangela Corrieri
Presidente Associazione Gabbie Vuote Onlus – Firenze
Membro del CAART (Coordinamento Associazioni Animaliste Regione Toscana)