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MAREMMA E MUGELLO UNITI CONTRO IL LUPO

Lettera inviata al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministero dell'Ambiente, all'ISPRA, alla Regione Toscana e a vari quotidiani.


Gentili signori

non bastano le azioni sanguinarie nei confronti del lupo nel grossetano, anche il Mugello torna alla ribalta in Toscana lanciando un sos al Ministero dell'Ambiente affinchè autorizzi l'uccisione dei lupi per le aggressioni agli allevamenti.

E' facile gridare al lupo al lupo senza conoscere minimamente chi sia il lupo e, anche ammesso che le aggressioni siano tante quante dichiarate da coloro che il lupo lo vorrebbero morto ovunque e comunque, che sia proprio il lupo ad aggredire gli animali aziendali e non ibridi o cani inselvatichiti.

E' facile coltivare questo sospetto considerato che nei 9 comuni del Mugello, nonostante la legge 281/91, da ben 26 anni non esiste un canile, non si fa adeguata  lotta al randagismo, al vagantismo, con la potenzialità di spingere cani abbandonati o padronali liberi a commettere quelle colpe che si addebitano al lupo.

Il lupo è un animale schivo, evita l'uomo che conosce bene come suo mortale nemico che riesce a fiutare da un km di distanza, mentre i cani o gli ibridi avendo familiarità con l'uomo, non sono timorosi e si avvicinano alle abitazioni.

Chi grida ottiene consenso, chi parla silenzio. D’altra parte si conferma la regola del Re Travicello: “Calò nel suo regno con molto fracasso, le teste di legno fan sempre del chiasso” e i cacciatori, gli allevatori, i sussidiari gridano sapendo bene come costruire il chiasso e il fracasso.

La Toscana, unica Regione che "pretende" la caccia al lupo avendo tra i suoi rappresentanti, a livello locale e a livello nazionale, persone rimaste legate al passato, avulse dai problemi che l'oggi ci impone con una serie di gigantesche tragedie ambientali, dovrebbe vergognarsi di rappresentare il fanalino di coda per quanto riguarda la tutela dell'ambiente e dell'ecosistema.

Sarebbe utile si pensasse al dissesto idrogeologico, alla conservazione delle alberature urbane anzichè abbatterle indiscriminatamente, alla tutela della biodiversità che vede maiali ibridarsi con i cinghiali arrivare sulle strade, che vede i cani randagi inselatichiti o ibridati vagare in cerca di cibo, le amministrazioni dimenticare le leggi e i politici parlare e parlare fino a che, per avvenuto stordimento, i cittadini decidano di liberarsi dalla noia evadendo sempre più le urne.

E' questo il futuro?

Ci auguriamo che fra i tanti, intelletti liberi e aperti prendano il sopravvento.

Firenze, 29 novembre 2017


Mariangela Corrieri
Presidente Associazione Gabbie Vuote Onlus – Firenze
Membro del CAART (Coordinamento Associazioni Animaliste Regione Toscana)