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IN BOCCA AL LUPO, VIVA IL LUPO!

Lettera inviata al Presidente del Consiglio, al Ministero Ambiente, all'ISPRA, alla Regione Toscana e a vari quotidiani


Gentili signori

abbiamo letto che l'Assessore regionale toscano Marco Remaschi ha inoltrato al Ministro dell'Ambiente Galletti una formale richiesta per l'abbattimento dei lupi in Toscana appellandosi al Piano di "conservazione" (che prevede l'abbattimento del 5% degli animali) varato dal Governo e rifiutato da tutte le altre Regioni fuorchè dalla Toscana. La deroga per l'abbattimento, secondo il Ministro, deve essere comunque approvata dall'ISPRA in compresenza di ben sette condizioni e sottoposta a ulteriori otto criteri formalmente non eludibili.

Non possiamo meravigliarci che una tale "coscienza" pubblica toscana abbia chiesto l'avvio del Piano visto che ha saputo emanare leggi a favore dei cacciatori (violando l'art. 117s della Costituzione) per uccidere centinaia di migliaia di vite (cinghiali, caprioli, cervi, daini, mufloni, piccioni, storni, volpi......) ogni anno, ogni giorno dell'anno, in ogni luogo. Gli animali sono sempre  troppi per l'Assessore e i suoi accoliti. Non si ricordano che i lupo è il regolatore, il predatore, colui che può controllare le popolazioni selvatiche in eccedenza, lo si vuole eliminare, anzi, ipocritamente, "prelevare".

Il Lupo!

Animale simbolo, icona, colui che ha percorso con noi la strada dell'evoluzione, che ha dato vita al cane, l'animale fedele che vive nelle nostre case e che ci ama come nessun altro saprebbe amarci (Shopenhauer) perseguitato per secoli, portato sull'orlo dell'estinzione (100 lupi in Italia negli anni '70), poi inserito in qualità di specie "vulnerabile", nella Lista Rossa redatta dall’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN)  e infine tutelato in tutta Europa con leggi precise. Non si può catturare, uccidere, disturbare, detenere, trasportare scambiare e commercializzare (Direttiva Habitat).

Animale al vertice della catena alimentare, che può riorganizzare la capacità portante dell'ambiente toscano corrotto da decenni di caccia, introduzione di animali alloctoni, ibridazioni di fauna selvatica (cinghiale/maiale, lupo/cane), bracconaggio indisturbato, avvelenamento di acqua e terra con il piombo (il peggiore dei veleni secondo l'OMS), oltre cento vittime umane ad ogni stagione, uccisione legalizzata di milioni di animali innocenti che appartengono a tutti per il divertimento di un miserrimo numero di cacciatori ma, forse nessuno ci pensa, di un potente gruppo di armieri italiani (secondi al mondo dopo gli USA).

Da oltre 150 anni nessun attacco agli uomini è stato registrato da parte dei lupi ma lo si accusa di aggredire le greggi. Lo si accusa ma non abbiamo i documenti, le prove. Il numero di 1500 attacchi denunciati dagli allevatori nell'ultimo triennio in Toscana sono plausibii, sono verificabili, sono realistici? I lupi in Toscana dice il Ministro Galletti sono 500, sono molto diffidenti, non si avvicinano all'ambiente umano. Si avvicinano invece i cani randagi, inselvatichiti, ferali, quelli che vivono vicino all'uomo perchè, conoscendolo, non lo rifuggono. Si uniscono facilmente in bande e si incrociano con i lupi. Un ibrido non si può riconoscere se non con l'esame del DNA. Secondo lo zoologo Luigi Boitani (massimo esperto di lupi)  sono tanti, soprattutto nelle zone rurali del Centro e del Sud Italia, sia sui monti dell'Appennino, sia lungo la costa.

Per gli ibridi e i cani inselvatichiti che si ritengono i maggiori responsabili degli attacchi, dobbiamo ringraziare quindi il fenomeno del randagismo il quale, nonostante la legge per il suo controllo risalga a ben 26 anni fa, non soltanto è diminuito ma peggiorato con oltre un milione di cani liberi per le strade della penisola, che si è inventato canili lager dove impera illegalità e sofferenza, deportazioni all'estero (combattimenti, vivisezione, trasporto di droga, zooerastia, cibo per animali, ecc.), combattimenti di cani,  traffico di cuccioli dall'Est (il 40% muore durante il trasporto e pochi giorni dopo l'arrivo). Eliminare il randagismo significa eliminare gli ibridi di lupo ma non interessa alle istituzioni. Più facile uccidere: si accontentano gli allevatori, gli agricoltori, i cacciatori, i politici e gli armieri.

Ognuno di noi è un anello della catena, non possiamo risolvere i problemi separandoli, siamo soggetti alla "teoria del caos".
Gli allevatori colpiti nei loro interessi, possono essere risarciti ma per esserlo devono aver messo in pratica tutte le strategie di protezione degli animali come recinti elettrici, recinzioni in rete, ricoveri notturni, cani da guardiania sul pascolo brado e semibrado cosicchè, come dicono i carabinieri forestali "se la strategia di prevenzione fosse ben fatta e seguita da tecnici competenti, farebbe crollare la predazione drasticamente". L'uccisione è l'ultima delle 22 azioni del Piano di conservazione ma la Toscana inverte l'ordine e pretende sia la prima. Domandiamo, le altre 21 azioni sono state poste in atto? Non chiediamo risposte di prepotenza ma risposte documentate.

Inoltre, sempre secondo l'Assessore toscano, per non dare via libera a coloro che intendono "difendersi da soli", ovvero i bracconieri (80% dei cacciatori che restano comunque  impuniti visto che i casi di condanna sono irrisori e in nessun caso l'autorità pubblica si è costituita parte civile),  è meglio ammazzare i lupi  legalmente così si trasforma il reato indviduale in reato di Stato. Basta un foglio di carta.

Peccato che non esista una Giornata Mondiale della Stupidità, forse perché la stupidità è patrimonio quotidiano, uno stato naturale, una forza potente e spontanea, mentre l’intelligenza è un’abilità che richiede un attento e costante esercizio: è pressoché impossibile far diventare intelligenti gli stupidi, ma gli intelligenti, messi a contatto con la stupidità si ritrovano a non potere esercitare la loro facoltà e finiscono per perderla, momentaneamente o per sempre. Del resto la stupidità è contagiosa, come ha dimostrato recentemente uno studio scientifico. Albert Einstein diceva che la stupidità è infinita, e forse lo è anche l’ignoranza. Per questo noi, onde far vincere Einstein e promuovere la Giornata Mondiale dell'Intelligenza, diciamo no 500 volte, per ogni lupo che si vorrebbe eliminare. Diciamo no all'ignoranza, alla prepotenza, all'arroganza, alla stupidità e a tutte quelle incredibili mistificatorie peculiarità che oggi, in fatto di ecosistema, Natura e animali, fanno della Toscana la più arretrata delle regioni italiane.

Invitiamo le Istituzioni a non concedere deroghe.

In bocca al lupo, viva il lupo!

Firenze, 25 ottobre 2017


Mariangela Corrieri
Presidente Associazione Gabbie Vuote Onlus – Firenze
Membro del CAART (Coordinamento Associazioni Animaliste Regione Toscana)